{"id":1159,"date":"2008-06-09T01:00:00","date_gmt":"2008-06-08T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=1159"},"modified":"2018-03-06T11:53:37","modified_gmt":"2018-03-06T10:53:37","slug":"beyond-cannery-row","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2008\/06\/beyond-cannery-row\/","title":{"rendered":"Beyond Cannery Row"},"content":{"rendered":"<h2 align=\"justify\">Carol Lynn McKibben, Beyond Cannery Row. Sicilian Women, Immigration, and Community in Monterey, California, 1915-1999, Urbana, University of Illinois Press, 2006, X-159 pp.<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/9780252073007_lg.jpg\" alt=\" \" width=\"122\" height=\"183\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"10\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Una corrente storiografica ben consolidata ritiene da tempo che il senso di appartenenza delle minoranze etniche rappresenti una costruzione socio-culturale soggetta a un processo continuo di rielaborazione e di negoziazione [Kathleen N. Conzen <em>et al.<\/em>, <em>The Invention of Ethnicity<\/em>, \u201cJournal of American Ethnic History\u201d, 12, 1 (1992), pp. 3-41]. Sulla scia di questa assodata interpretazione, il conciso studio di Carol Lynn McKibben ricostruisce come, nell\u2019arco di quasi un secolo, i siciliani trasferitisi a Monterey in California abbiano reinventato la propria identit\u00e0 attraverso una combinazione deliberata di etnia, tradizione ittica, cattolicesimo e senso della comunit\u00e0 nel contesto della trasformazione della loro citt\u00e0 d\u2019adozione prima in un importante centro dell\u2019industria dell\u2019inscatolamento delle sardine all\u2019inizio del Novecento e poi in una rilevante destinazione turistica nella seconda met\u00e0 del secolo. In questa maniera, una volta superate le originarie rivalit\u00e0 campanilistiche sviluppate nella terra d\u2019origine, gli immigrati da Isola della Femmina, San Vito Lo Capo e Marettimo giunsero a pensare a se stessi come pescatori siciliani e mantennero questa consapevolezza anche dopo il tramonto e la definitiva scomparsa delle attivit\u00e0 ittiche a Monterey.<br \/>\nNel dispiegarsi di questo processo, l\u2019autrice attribuisce un ruolo considerevole alla popolazione femminile. Le donne non costituirono solo l\u2019elemento di forza del nucleo di insediamento siciliano perch\u00e9, in assenza degli uomini impegnati in mare nella pesca per periodi relativamente prolungati, si trovarono spesso a gestire le finanze e gli investimenti immobiliari delle rispettive famiglie. Promossero anche il superamento del campanilismo e il rafforzamento dell\u2019identit\u00e0 siciliana attraverso una molteplicit\u00e0 di strategie: incentivarono i matrimoni tra immigrati di villaggi diversi e scoraggiarono le unioni con chi era originario dell\u2019Italia continentale o di altre nazioni, mantennero vivi i rapporti con l\u2019isola natale, dettero vita a gruppi di recita del rosario e a feste religiose incentrate sulla venerazione di Santa Rosalia (patrona di Palermo e della pesca), costituirono un gruppo regionale separato all\u2019interno dell\u2019industria conserviera e ne frenarono l\u2019americanizzazione, ostacolando la sindacalizzazione delle maestranze siciliane a fronte del fatto che l\u2019adesione al movimento sindacale si \u00e8 spesso configurata come un fattore di assimilazione delle minoranze etniche [Lizabeth Cohen, <em>Making a New Deal<\/em>, New York, Cambridge University Press, 1990]. Soprattutto le donne furono responsabili della stabilizzazione della comunit\u00e0 siciliana e della sua saldatura con il contesto urbano perch\u00e9 molte di loro contrastarono con successo i progetti di trasferimento in altre localit\u00e0 alla ricerca del pesce, in seguito alla progressiva scomparsa dei branchi di sardine dalla baia di Monterey dopo il 1948, e stimolarono la riconversione degli investimenti dei siciliani in attivit\u00e0 commerciali legate alla valorizzazione della memoria storica della citt\u00e0 come centro ittico per fini turistici.<br \/>\nAttraverso tali argomentazioni, McKibben si colloca all\u2019interno di un altro filone emergente negli studi in materia di emigrazione: quello che enfatizza l\u2019autodeterminazione femminile, soprattutto nelle scelte economiche, in situazioni in cui l\u2019elemento maschile della comunit\u00e0 si caratterizza per la propria assenza [cfr., per esempio, Linda Reeder, <em>Women in White. <\/em><em>Migration and the Transformation of Rural Italian Women, Sicily 1880-1920<\/em>, Toronto, University of Toronto Press, 2003]. L\u2019esperienza di Monterey diviene per l\u2019autrice un esempio paradigmatico del ruolo preminente delle donne non soltanto nelle societ\u00e0 di pescatori ma addirittura negli insediamenti etnici in generale che trascende il caso specifico dei siciliani a Monterey. La ricerca di McKibben da ipotesi e studio descrittivo di quanto avvenuto in una realt\u00e0 definita nello spazio e nel tempo assurge cos\u00ec quasi alla funzione di modello prescrittivo delle dinamiche orientate al consolidamento del senso dell\u2019etnia nelle comunit\u00e0 di immigrati. Non a caso, la ricerca si apre con l\u2019affermazione categorica che quanto ci si appresta a leggere \u201cdimostra che nei gruppi etnici le donne devono avere un ruolo nella creazione dell\u2019identit\u00e0 e della comunit\u00e0 se si vuole che la migrazione diventi un insediamento di persone che si considerano legate tra loro da fattori etnici e occupazionali\u201d (p. 2).<br \/>\nA questa lettura talvolta militante delle vicende della comunit\u00e0 di Monterey in chiave di genere, da parte di un\u2019autrice che ne \u00e8 essa stessa una componente (McKibben discende da una famiglia di pescatori siciliani da parte di madre), non corrisponde sempre un\u2019adeguata padronanza metodologica. McKibben si affida in larga misura a una serie di interviste, pur cercando di bilanciarne la prospettiva attraverso l\u2019esame di fonti giornalistiche, censimenti e documentazione fiscale relativa alle propriet\u00e0 immobiliari. Tuttavia, nel ricorso alle fonti orali, la sua preoccupazione quasi esclusiva risiede nell\u2019appurare la veridicit\u00e0 storica delle affermazioni dei suoi informatori, come se l\u2019autrice fosse inconsapevole di una riflessione storiografica quasi ventennale su come la distorsione dei ricordi sia di per s\u00e9 rivelatrice del senso dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019intervistato e su come non solo quest\u2019ultimo ma anche l\u2019intervistatore siano entrambi gli artefici della narrazione [Alessandro Portelli, <em>The Death of Luigi Trastulli and Other Stories. <\/em><em>Form and Meaning in Oral History<\/em>, Albany, State University of New York Press, 1991]. Viene pertanto spontaneo chiedersi in quale misura l\u2019intento di McKibben di valorizzazione sociale delle donne siciliane a Monterey abbia finito per condizionare le narrative alle quali il volume attinge in misura cos\u00ec copiosa.<br \/>\nComunque, nonostante il loro uso in larga parte convenzionale, con i loro resoconti in prima persona le fonti orali assicurano al libro una esposizione vivace e accattivante. Inoltre, malgrado la sinteticit\u00e0 della trattazione, McKibben contribuisce ad ampliare le conoscenze sulla presenza italiana in California attraverso l\u2019esame di una comunit\u00e0 che \u00e8 rimasta a lungo in ombra negli studi a beneficio degli insediamenti a San Francisco e Los Angeles.<\/p>\n<p><script id=\"lf_box\" src=\"https:\/\/www.libreriafernandez.it\/libreria\/api_js\/lf_box.js\"><\/script><script>\/\/ <![CDATA[ domready(function() { var req = Array(); req['isbn'] = \"9780252073007\"; req['codice'] = \"A0002\"; getBook(req); }) \/\/ ]]><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"text-align: center\">\n<p><a href=\"index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=193&amp;Itemid=256\" title=\"Leggi la recensione di Stefano Luconi\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/9780252073007_lg.jpg\" border=\"0\" alt=\" \" hspace=\"10\" \/><\/a> <\/p>\n<p style=\"color: #cc0000\">&nbsp;<em><strong>Carol Lynn McKibben<\/strong><\/em> <\/p>\n<p style=\"color: #cc0000\"><strong>Beyond Cannery Row<\/strong><br \/>Sicilian Women, Immigration, and Community in Monterey, California, 1915-99<\/p>\n<p>2006. pp. 184,<br \/>ISBN: 978-0-252-07300-7<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":1158,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[725,724,722,723,92,687],"class_list":["post-1159","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c60-recensioni","tag-beyond-cannery-row","tag-california","tag-carol-lynn-mckibben","tag-donne-siciliane","tag-emigrazione","tag-recensione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1159"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4068,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1159\/revisions\/4068"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}