{"id":1189,"date":"2008-11-03T01:00:00","date_gmt":"2008-11-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=1189"},"modified":"2017-03-24T15:58:33","modified_gmt":"2017-03-24T14:58:33","slug":"lemigrazione-lucana-in-etontemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2008\/11\/lemigrazione-lucana-in-etontemporanea\/","title":{"rendered":"L&#8217;emigrazione lucana in et\u00e0 contemporanea"},"content":{"rendered":"<h2>Evoluzione e ricerca storiografica<\/h2>\n<p align=\"justify\">A differenza di altre regioni in Basilicata l\u2019emigrazione rappresent\u00f2 sicuramente il fenomeno che, pi\u00f9 di ogni altro, ne cambi\u00f2 il volto, spopolandola ampiamente e privandola delle sue forze pi\u00f9 importanti. Secondo Francesco Saverio Nitti questo enorme movimento migratorio, che non ebbe precedenti nella storia italiana, costitu\u00ec la causa modificatrice pi\u00f9 profonda dell\u2019assetto economico, morale e sociale del meridione, all\u2019infuori di ogni influenza del Governo e della borghesia<a title=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>1<\/sup><\/a>.<br \/>\nCause molteplici e concomitanti l\u2019avevano fatta nascere e prosperare in Basilicata: dalla miseria di larga parte della popolazione alle condizioni dell\u2019agricoltura, dalla distruzione quasi completa dell\u2019attivit\u00e0 di allevamento al disboscamento, dalle pessime condizioni idrogeologiche a quelle igieniche, dalla cattiva amministrazione locale alla pressione fiscale. Data la vastit\u00e0 del fenomeno, a cominciare dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, su di esso si incentrarono subito gli studi del tempo in concomitanza con l\u2019attenzione nascente della classe politica per una provincia giudicata, a ragione, tra le pi\u00f9 povere del Regno.<br \/>\nE difatti il nuovo Parlamento si trov\u00f2 di fronte ad un territorio, quello lucano, caratterizzato da condizioni di estremo disagio. Su una superficie di kmq. 10.675 vi era una popolazione di appena mezzo milione di abitanti distribuiti in 124 Comuni. Dell\u2019intera superficie ben 2.500 Kmq. erano occupati \u201cda alvei di torrenti e fiumi da cigli di monti e balze e frane inospitali ed infeconde\u201d; i boschi impegnavano 2.000 Kmq., mentre i pascoli 1.000. Solo il resto del territorio era adibito a coltura seminativa cerealicola con limitata superficie impegnata a vigneto od oliveto. Molti erano gli incolti in dipendenza di una propriet\u00e0 ristretta nelle mani di pochi casati od enti pubblici ed ecclesiastici. L\u2019agricoltura dava un reddito molto esiguo perch\u00e9 la natura era abbandonata alle sue sole forze. I contadini erano costituiti in generale da braccianti, mancando i piccoli proprietari ed i mezzadri. Pochi gli affittuari<a title=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>2<\/sup><\/a>.<br \/>\nL\u2019altro grande problema era quello della mancanza di collegamenti viari che costringeva la regione ad un disastroso isolamento con appena 454 Km. di strade, di cui 126 nazionali, 268 provinciali e 60 comunali<a title=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>3<\/sup><\/a>. La situazione non era migliorata nel 1864 quando il Prefetto, relazionando al Consiglio provinciale, era infatti costretto a rilevare che gli uffici postali erano appena 25 in tutta la provincia. Ancora, le famiglie lucane risultavano 116.808, mentre il numero delle case era di appena 108.645 con la conseguenza che oltre 8.000 nuclei familiari erano senza tetto sulla testa.<br \/>\nAnche la situazione igienico-sanitaria appariva ai limiti del collasso: pochi i medici, i veterinari e le levatrici, frequenti le epidemie. La elevata mortalit\u00e0 concentrava la media della vita intorno ai 25 anni, al di sotto di quella delle altre regioni<a title=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>4<\/sup><\/a>.Completamente disastrosa, infine, la situazione della scuola pubblica con 912 analfabeti ogni mille abitanti<a title=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>5<\/sup><\/a>. Solo all\u2019inizio del nuovo secolo, dopo la visita di Zanardelli, allora presidente del Consiglio, nel 1902, si diede vita ad un primo intervento legislativo teso a sollevare le tristi condizioni della provincia<a title=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>6<\/sup><\/a>.<br \/>\nQuasi in concomitanza con tali iniziative l\u2019emigrazione era stata studiata, innanzitutto con taglio di ricerca sociale, proprio da coloro che dovevano fornire un quadro attendibile alle autorit\u00e0 di governo. \u00c8 il caso di Ausonio Franzoni (Tavernola 1859-Roma 1934), inviato da Zanardelli in Basilicata, che in una sua relazione documenta lo spopolamento del territorio e la povert\u00e0 dei ceti rurali. Dalle statistiche allegate risulta, infatti, che la popolazione lucana passa da 539.197 abitanti, secondo il censimento del 1881, a 491.558 nel censimento del 1901<a title=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>7<\/sup><\/a>.<br \/>\nAnche i dati dei periodi precedenti ci danno la misura di un fenomeno di vaste proporzioni. Tra il 1869 e il 1876 partono 14.000 lucani, negli anni successivi si va dai 1.102 emigrati del 1876 ai 53.592 espatriati dal 1882 al 1887. Negli anni seguenti la situazione si aggrava sino a toccare, nel 1896-1903, la cifra di 120.796 espatri, facendo della Basilicata la regione d\u2019Italia pi\u00f9 colpita dall\u2019esodo migratorio dopo il Veneto. In definitiva, tra il 1871 ed il 1911 ben 361.326 lucani lasciano la propria terra per emigrare<a title=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>8<\/sup><\/a>.<br \/>\nQuesti studi sull\u2019emigrazione lucana, pur nella loro diversit\u00e0, sono indubbiamente condizionati da finalit\u00e0 pratiche e da richieste della \u201ccommittenza\u201d ed avvengono in un momento spesso caratterizzato da specifici ambiti sociali e politici. Cos\u00ec il lavoro del Franzoni, condotto tra il 12 novembre e il 14 dicembre 1902,\u00a0 non pu\u00f2 non risentire della natura dell\u2019incarico affidatogli dal Governo, all\u2019interno di una iniziativa promossa dal Commissariato per l\u2019Emigrazione al fine di porre un freno ad un fenomeno che cominciava a fare preoccupare per le sue vaste dimensioni.<br \/>\nL\u2019impostazione metodologica di molti lavori divergeva profondamente da quella utilizzata in campo nazionale, pi\u00f9 generale e prevalentemente statistica, concentrandosi su \u201cun approccio di micro analisi in cui l\u2019osservazione del minuscolo, l\u2019analisi di singoli casi, la descrizione di vicende locali apparentemente insignificanti e talvolta aneddotiche\u201d si erano mostrate, in realt\u00e0, \u201claddove comparate con processi pi\u00f9 generali, di grande importanza sul piano della comprensione\u201d. Di qui la consapevolezza, \u201cnon sempre formalizzata o esplicitata\u201d, di indagare le cause e gli effetti dell\u2019emigrazione non basandosi soltanto sugli approcci statistici e sui dati ufficiali ma recandosi direttamente nelle localit\u00e0 interessate: \u201cEra da una visione dell\u2019ambiente, dalla lettura dei bilanci comunali e dall\u2019ammontare dei depositi postali, dall\u2019ascolto dei migranti, ovvero dall\u2019analisi di dati tratti dalle fonti pi\u00f9 disparate che sarebbe stato possibile arrivare ad una migliore comprensione della realt\u00e0\u201d<a title=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>9<\/sup><\/a>.<br \/>\nLa Basilicata, in definitiva, aveva tali e tante diversit\u00e0 da richiedere \u2013 secondo Ausonio Franzoni \u2013 il superamento di schematismi e preconcetti e l\u2019approdo ad uno studio dettagliato e localistico. Solo dall\u2019attento esame delle \u201ccondizioni particolari di ogni comune\u201d si poteva fornire \u201cun\u2019idea, relativamente, completa, sulle svariatissime cause\u201d, che in Basilicata attribuivano al fenomeno migratorio \u201cuna vera morbosit\u00e0\u201d<a title=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>10<\/sup><\/a>. Si tenga presente che la seconda edizione della relazione, quella del 1904, destinata alla divulgazione dopo la prima (1903) ad uso interno parlamentare, non pot\u00e9 essere diffusa per l\u2019intervento del nuovo Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti che la giudic\u00f2 pessimistica e pericolosa.<br \/>\nAnche Eugenio Azimonti (Milano 1880-Capranica 1960) condivideva questa impostazione, coinvolgendo addirittura l\u2019analisi del bilancio delle famiglie contadine, delle entrate e delle uscite<a title=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>11<\/sup><\/a>. Egli, tuttavia, divergeva dal Franzoni il quale riteneva non fosse individuabile un\u2019area territoriale omogenea al di sopra di quelle comunali. Per Azimonti, agronomo e direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura, invece, era possibile \u201candare oltre una lettura localistica dell\u2019emigrazione\u201d, basandosi su elementi come lo stato dell\u2019agricoltura, i sistemi di conduzione e la grandezza delle aziende contadine, elementi, questi, che influivano sui flussi migratori<a title=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>12<\/sup><\/a>.<br \/>\nPrima di tali studi ad occuparsi, seppur non diffusamente, dell\u2019emigrazione lucana si era cimentato nel 1875 Leopoldo Franchetti (Livorno 1847-Roma 1917) il quale, fra l\u2019altro, aveva accennato anche al problema delle donne lasciate in patria da mariti emigrati e della prole abbandonata a se stessa:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">Le mogli rimaste a casa coi bambini fanno debiti; l\u2019emigrato, generalmente, manda di quando in quando denari per il sostentamento della famiglia, ma l\u2019interesse delle somme gi\u00e0 prese a prestito ne mangia una buona porzione, e l\u2019usura piglia anticipatamente la sua parte sopra questo come sopra tutti gli altri guadagni dei lavoranti. I costumi delle donne, nei paesi dove sono migliori, peggiorano. Le mogli degli emigrati finiscono spesso per cadere sotto a qualche signore del paese, fanno figli in assenza del marito, e sono costrette spesso ad abbandonarli od a consegnarli, per esser portati all\u2019ospizio dei trovatelli di Napoli da certe impresarie di quel genere di trasporti, sulle quali del resto non ho avuto particolari <a title=\"_ftnref13\" href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>13<\/sup><\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Le stesse rimesse degli emigranti \u2013 sottolineava preoccupato lo studioso toscano \u2013 non servivano per lo sviluppo del territorio ma soltanto per gonfiare le casse postali e bancarie o, addirittura, per arricchire gli usurai.<br \/>\nDopo Franchetti, nel dibattito politico che era nato intorno al tema dell\u2019emigrazione, era intervenuto Giustino Fortunato (Rionero in Vulture 1848-Napoli 1932) che, nel marzo 1879, sulla \u201cRassegna Settimanale\u201d aveva scritto <em>L\u2019emigrazione e le classi dirigenti<\/em>, difendendo l\u2019emigrazione dagli attacchi di alcuni parlamentari. Causa di tale fenomeno non era l\u2019ingenuit\u00e0 dei contadini n\u00e9, tantomeno, l\u2019avidit\u00e0 di maggiori guadagni, ma la povert\u00e0 e la miseria dei ceti rurali, cio\u00e8 di quelle \u201cpopolazioni ignoranti, sofferenti e rinchiuse entro i confini di una patria ingrata\u201d . Ecco perch\u00e9 lo Stato non doveva arrestare l\u2019esodo ma solo guidarlo, orientarlo e sostenerlo. Solo cos\u00ec si sarebbero favoriti i contadini che partivano con ansia di riscatto e quelli che restavano la cui condizione sarebbe migliorata a causa dell\u2019aumento dei salari causata dalla mancanza di manodopera<a title=\"_ftnref14\" href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup>14<\/sup><\/a>.<br \/>\nLo studioso non approfond\u00ec oltre tali tematiche, cosa che invece fece un altro lucano, Francesco Saverio Nitti (Melfi 1868-Roma1953). Nel suo <em>L\u2019emigrazione italiana e i suoi avversari <\/em>del 1888 il futuro Presidente del Consiglio italiano riprendeva la difesa dell\u2019emigrazione fatta da Fortunato contestando la tesi degli effetti negativi del fenomeno e concludendo con la famosa frase \u201co emigranti o briganti\u201d:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">Voler sopprimere o limitare l\u2019emigrazione, voler con ingiuste ed inutili disposizioni, renderla malagevole e difficile, date le attuali condizioni economiche ed amministrative, \u00e8 atto ingiusto e crudele. Poich\u00e9 a noi, in alcune delle nostre province del mezzogiorno specialmente, dove grandi sono le ingiustizie che opprimono ancora le classi pi\u00f9 diseredate dalla fortuna, \u00e8 una legge triste e fatale: o emigranti o briganti <a title=\"_ftnref15\" href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>15<\/sup><\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Tale impostazione veniva ripresa nel 1896, quando Nitti, di fronte alla crescita della popolazione e all\u2019inadeguatezza dell\u2019agricoltura, definiva l\u2019emigrazione \u201cla sola, la grande valvola di sicurezza\u201d<a title=\"_ftnref16\" href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>16<\/sup><\/a>.<br \/>\nSeppure con alcune differenziazioni, alla difesa politica dell\u2019esodo migratorio si alline\u00f2, nel 1911, anche Ettore Ciccotti (Potenza 1863-Roma 1939), primo deputato socialista del Mezzogiorno<a title=\"_ftnref17\" href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>17<\/sup><\/a>. Egli, con profonda amarezza, dovette riconoscere la sua ineluttabilit\u00e0<a title=\"_ftnref18\" href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>18<\/sup><\/a>.<br \/>\nDello stesso anno anche il saggio di Francesco Coletti, docente di statistica dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia, il quale, tra le regioni esaminate, si occupa, seppur brevemente, anche della Basilicata sottolineando come alla causa della miseria estrema si sia sostituita \u201cl\u2019abitudine presa e il fatto, permanente tuttora, che fuori si guadagna molto di pi\u00f9 che non restando in paese\u201d<a title=\"_ftnref19\" href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup>19<\/sup><\/a>.<br \/>\nTre anni prima, nel 1908, era uscito sul \u201cBollettino dell\u2019emigrazione\u201d <em>Vantaggi e danni dell\u2019emigrazione nel Mezzogiorno d\u2019Italia. Note di un viaggio fatto in Basilicata e in Calabria dal R. Commissario dell\u2019emigrazione Adolfo Rossi, Ottobre 1907<\/em>, un vero e proprio \u201creportage\u201d di viaggio con interessanti dati statistici che mostravano in quali paesi, nel periodo 1882-1901, fosse avvenuta una diminuzione della popolazione superiore al 20%. Rossi, inoltre, espresse una interessante correlazione tra i dati dell\u2019esodo migratorio e quelli dell\u2019alfabetizzazione, proponendo come misura da adottarsi immediatamente proprio l\u2019istruzione di chi aveva intenzione di partire<a title=\"_ftnref20\" href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup>20<\/sup><\/a>.<br \/>\nDi questo periodo \u00e8 anche un saggio del deputato lucano Pietro Lacava (Corleto P. 1835-Roma 1912) che, tra l\u2019altro, concentra l\u2019attenzione su alcune conseguenze dell\u2019emigrazione, in particolare sulla disgregazione dell\u2019istituto familiare e sulla delinquenza minorile, riportando le analisi della magistratura locale<a title=\"_ftnref21\" href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\"><sup>21<\/sup><\/a>.<br \/>\nLe relazioni annuali dei Procuratori del Re costituiscono, anch\u2019esse, una fonte, spesso inesplorata, sugli effetti dell\u2019esodo migratorio all\u2019interno del territorio tra Otto e Novecento, specialmente in termini di dati quantitativi e qualitativi riferiti alla fattispecie di alcuni reati e, pi\u00f9 in generale, alla complessiva situazione sociale ed economica della popolazione<a title=\"_ftnref22\" href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\"><sup>22<\/sup><\/a>.<br \/>\nUn altro settore non ancora approfondito \u00e8 proprio quello del rapporto tra emigrazione e infanzia abbandonata, specialmente in riferimento all\u2019aumento delle nascite illegittime e degli esposti. Nel 1887 la Basilicata, ad esempio, presenta un tasso del 3,63% di nati \u201cesposti\u201d ed illegittimi non riconosciuti. Le donne lucane, rimaste sole di fronte alle numerose difficolt\u00e0 della vita, prive di mezzi e vittime del bisogno, sono costrette sempre di pi\u00f9 a ricorrere ad abbandonare il figlio, \u201cfrutto della colpa\u201d, senza pi\u00f9 sapere nulla della sua sorte. E difatti, secondo le statistiche del tempo, molti dei bambini abbandonati finiscono col morire: nel triennio 1885-1887 il numero complessivo dei deceduti tra i bimbi abbandonati \u00e8 di soli 3 nel Lazio ed in Umbria, di 111 in Abruzzo e Molise e di ben 226 in Basilicata<a title=\"_ftnref23\" href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\"><sup>23<\/sup><\/a>.<br \/>\nNel 1914 anche in Basilicata si assiste ad una diminuzione del flusso migratorio a causa del decreto di agosto che, per la guerra, aveva sospeso la facolt\u00e0 di emigrare per i militari e gli iscritti alla leva: l\u2019anno precedente erano partiti ben 16.156 lucani. Dopo l\u2019intermezzo 1915-1918 riprendono le partenze, ma nuovi problemi sarebbero sopraggiunti a bloccare \u201cla voglia d\u2019America\u201d dei ceti rurali.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni Venti, infatti, gli Stati Uniti, meta privilegiata dall\u2019emigrazione lucana, procedono ad un forte ridimensionamento della propria politica immigratoria sull\u2019onda di forti e crescenti spinte xenofobe nonch\u00e9 delle preoccupazioni dell\u2019opinione pubblica per l\u2019abbassamento del tenore di vita e dei salari, causato proprio dalla concorrenza della manodopera straniera. Lo stesso indiscriminato aumento demografico nelle metropoli ed il contemporaneo espandersi di una criminalit\u00e0 spesso straniera concorreva ad amplificare la paura per i nuovi arrivati<a title=\"_ftnref24\" href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\"><sup>24<\/sup><\/a>.<br \/>\nGi\u00e0 nel 1917 era stata sancita la non ammissione degli analfabeti. E possiamo ben immaginare come ci\u00f2 svantaggiasse particolarmente gli emigrati lucani, dato che, ancora nel 1911, in Basilicata il 65% dei suoi abitanti di et\u00e0 superiore ai 6 anni era analfabeta. Ma \u00e8 nel 1921 che gli Stati Uniti \u201cdanno un colpo all\u2019accelleratore\u201d approvando, con un Quota Act, l\u2019ingresso sul proprio territorio solo di una quota pari al 3% dei connazionali residenti in America al censimento del 1910. A seguito di tale provvedimento anche l\u2019emigrazione lucana subisce una netta riduzione. Se, infatti, nel periodo 1919-20 avevamo 16.371 unit\u00e0, nel triennio 1921-23 l\u2019esodo si riduce a 16.013. La differenza appare pi\u00f9 marcata se ci riferiamo al contingento medio annuo che, nel periodo 1921-1923, si riduce a poco pi\u00f9 di 5.000 unit\u00e0<a title=\"_ftnref25\" href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup>25<\/sup><\/a>. Si tenga, inoltre presente che la gestione ed il controllo del contingente medio era tutt\u2019altro che trasparente. Una testimonianza a tale proposito \u00e8 fornita da Ernesto Rossi nelle sue celebri lettere a Umberto Zanotti Bianco, scritte tra il 1921 e il 1922<a title=\"_ftnref26\" href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\"><sup>26<\/sup><\/a>.<br \/>\nAnche i tentativi di aggirare i divieti non servivano a nulla. Continuamente il Commissariato Generale per l\u2019Emigrazione inviava alle autorit\u00e0 locali circolari nelle quali si invitava a vigilare su tali tentativi, dissuadendo dalla possibilit\u00e0 di chiedere il passaporto per Cuba e per il Messico, con l\u2019intenzione di passare, in seguito, negli Stati Uniti<a title=\"_ftnref27\" href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\"><sup>27<\/sup><\/a>, o dall\u2019altro espediente, \u201cartificiosamente incoraggiato dai favoreggiatori di emigrazione clandestina\u201d, di espatriare come appartenenti a categorie fuori quota oppure come \u201cpasseggeri di classe, fuori turno di prenotazione\u201d<a title=\"_ftnref28\" href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\"><sup>28<\/sup><\/a>.<br \/>\nNel 1924 un nuovo Quota Act, la \u201cJohnson-Reed Law\u201d, riduce la quota di ingresso al 2% dei connazionali residenti negli Stati Uniti al censimento del 1890, comportando una fortissima penalizzazione per i Paesi, come l\u2019Italia, di giovane emigrazione. Le conseguenze non si fanno attendere in Basilicata: i contraccolpi sono notevoli anche sul piano economico, con la drastica riduzione delle rimesse degli emigranti.<br \/>\nL\u2019emigrazione italiana \u00e8 costretta a dirigersi verso altri Paesi come quelli dell\u2019America Latina, soprattutto Argentina e Brasile. Secondo dati Svimez nel solo periodo 1919-1927 gli espatri regionali diretti in Argentina furono 18.043<a title=\"_ftnref29\" href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\"><sup>29<\/sup><\/a>.<br \/>\nCon il \u201ccambiamento di rotta\u201d del fascismo e la crisi mondiale l\u2019emigrazione lucana subisce una ulteriore forte caduta, mentre il reddito netto della regione diminuisce considerevolmente, passando da 1.751 lire del 1928 alle 1.633 lire del 1939.<br \/>\nNel quinquennio 1928-1932 la media annua degli espatri regionali si attesta sulle 1.817 unit\u00e0, 724 in quello successivo, per giungere, nel quinquennio 1938-1942, ad appena 301 unit\u00e0. Negli stessi periodi questi i dati, in valore assoluto: 9.085, 3.621, 1.507<a title=\"_ftnref30\" href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\"><sup>30<\/sup><\/a>.<br \/>\nNel 1929 \u00e8, inoltre, intervenuto l\u2019ennesimo provvedimento legislativo restrittivo americano che ha ridotto a 153.000 il tetto massimo di immigrazione annua complessiva (5.802 per l\u2019Italia), adottando come base il censimento del 1920. La depressione, successiva al crollo di Wall Street, aggrava la situazione, scoraggiando ulteriormente l\u2019emigrazione.<br \/>\nFonte importante per lo studio dell\u2019emigrazione lucana in questo periodo sono i numeri della rivista \u201cLa Basilicata nel mondo\u201d, pubblicata dal luglio 1924 all\u2019agosto 1927<a title=\"_ftnref31\" href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup>31<\/sup><\/a>. Diretta da Giovanni Riviello, fu prima vicina a Nitti poi aperta, seppur moderatamente, alle influenze fasciste. Propagandando i valori della \u201clucanit\u00e0\u201d rappresenta una miniera di dati sulle comunit\u00e0 lucane, specialmente negli Stati Uniti, su cui si sono incentrati gli studi pi\u00f9 recenti. In particolare quelli di Nino Calice<a title=\"_ftnref32\" href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\"><sup>32<\/sup><\/a> e del sottoscritto tesi a dimostrare il coinvolgimento delle comunit\u00e0 lucane negli Stati Uniti e di alcuni loro rappresentanti, esponenti di spicco del mondo imprenditoriale e finanziario americano, in alcune iniziative sponsorizzate dal fascismo come la nascita della \u201cCasa di Cultura Italiana\u201d, collegata alla Columbia University, che ebbe tra i suoi direttori Giuseppe Prezzolini <a title=\"_ftnref33\" href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\"><sup>33<\/sup><\/a>. Sempre su tali migrazioni \u00e8 necessario citare anche il saggio di Costantino Conte <em>Nel nome di Colombo. Vito Contessa, la colonia italoamericana di Harlem e il primo fascismo<\/em><a title=\"_ftnref34\" href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\"><sup>34<\/sup><\/a>.<br \/>\nTali lavori scandagliano il fenomeno migratorio dalla Basilicata collegandolo a tematiche storiche pi\u00f9 ampie, nazionali ed internazionali. Insieme a questa impostazione pi\u00f9 generale stanno aumentando le ricerche sulle aree di arrivo dei flussi e su quelle di partenza<a title=\"_ftnref35\" href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\"><sup>35<\/sup><\/a>. Lavori come quelli di Maria Schirone<a title=\"_ftnref36\" href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\"><sup>36<\/sup><\/a>, di Felice Lafranceschina<a title=\"_ftnref37\" href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\"><sup>37<\/sup><\/a>, di Ugo Calabrese<a title=\"_ftnref38\" href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><sup>38<\/sup><\/a> e di Lucia Coviello<a title=\"_ftnref39\" href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><sup>39<\/sup><\/a> aprono, infatti, un discorso non solo sui processi di integrazione nelle diverse nazioni, ma anche sui flussi migratori della seconda met\u00e0 del Novecento.<br \/>\nUn tentativo di fare il punto della situazione degli studi \u00e8 stato fatto nel 1998 con la pubblicazione del numero monografico della rivista del Consiglio regionale della Basilicata dal titolo <em>Lucani nel mondo<\/em>, che ha ospitato il contributo di numerosi studiosi ed ha acceso i riflettori sulla vita delle comunit\u00e0 lucane all\u2019estero<a title=\"_ftnref40\" href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><sup>40<\/sup><\/a>. Proprio su quest\u2019ultimo punto le istituzioni regionali, con la costituzione nel 1990 della Commissione regionale di lucani all\u2019estero, hanno intrapreso numerose iniziative per collegare le diverse realt\u00e0 e promuovere le ricerche sulla loro storia.<br \/>\nRitornando all\u2019esame dell\u2019evoluzione storica del fenomeno migratorio, verso la fine degli anni 1940 e gli inizi degli anni 1950 in Basilicata si assiste ad una ripresa dei flussi. Nel primo decennio post bellico espatria quasi il 16% di tutta la popolazione residente: un dato oltremodo negativo, inferiore solo a quello calabrese, che, aggiunto a quelli dei periodi successivi, ci offre il quadro fosco di una regione la quale nel secondo dopoguerra perde quasi 250.000 abitanti<a title=\"_ftnref41\" href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><sup>41<\/sup><\/a>.<br \/>\nLa conseguenza fu lo spopolamento dei centri abitati<a title=\"_ftnref42\" href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\"><sup>42<\/sup><\/a>, la diminuzione dei giovani, l\u2019aumento degli anziani e delle donne. Per quanto riguarda i Paesi di destinazione i flussi si rivolgono innanzitutto verso le mete tradizionali: Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Venezuela, Australia. Ma anche Stati europei come il Belgio vengono raggiunti dai nuovi emigranti. E proprio sull\u2019emigrazione lucana in Belgio degli anni 1950, quella, per intenderci, rivolta al lavoro in miniera, recentemente si \u00e8 indirizzato l\u2019interesse della ricerca storica con Maria Schirone<a title=\"_ftnref43\" href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup>43<\/sup><\/a> e il sottoscritto<a title=\"_ftnref44\" href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup>44<\/sup><\/a>.<br \/>\nSul versante della ricerca archivistica \u00e8 da citare il progetto di ricerca elaborato dall\u2019Archivio di Stato di Potenza sulle fonti della storia dell\u2019emigrazione, concretizzatosi con la sottoscrizione di una convenzione tra il Dipartimento regionale alle Attivit\u00e0 Produttive e la locale Deputazione di Storia Patria. Il lavoro, che ha interessato il periodo 1861-1905, ha riguardato la documentazione conservata negli Archivi di Stato di Potenza e Matera, la bibliografia specifica, il censimento di enti ed istituti con documentazione a riguardo, il censimento di materiale fotografico, iconografico, musicale, letterario in possesso di enti pubblici o privati.<br \/>\nDa ricordare anche il Convegno di studi del 7-9 giugno 2000 <em>L\u2019altra Basilicata. Per la storia dell\u2019emigrazione. Fonti e linee di ricerca<\/em>. L\u2019incontro, organizzato dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania, con la collaborazione del Ministero per i Beni Culturali, gli Archivi di Stato di Potenza e Matera, la Soprintendenza archivistica regionale, l\u2019Universit\u00e0 della Basilicata e con il patrocinio della Commissione regionale lucani all\u2019estero, \u00e8 stato l\u2019occasione per dibattere i temi della ricerca storiografica sull\u2019emigrazione lucana e per confrontare i diversi punti di vista.<br \/>\nQualcosa si sta muovendo anche sul versante della storia di genere, con ricerche, seppur allo stato ancora embrionale, sulle donne in migrazione<a title=\"_ftnref45\" href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\"><sup>45<\/sup><\/a>. In questo contesto va citata l\u2019iniziativa della Commissione regionale pari opportunit\u00e0 di indire un concorso, pubblicandone i lavori, sulle storie al femminile<a title=\"_ftnref46\" href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\"><sup>46<\/sup><\/a>. Tali scritti, pur con i loro inevitabili limiti, rappresentano una indubbia fonte documentale per studiosi che si vogliano cimentare con una ricerca sistematica sulle donne lucane nella storia dell\u2019emigrazione, non tralasciando i riflessi sui cambiamenti di ruolo all\u2019estero e in patria e le conseguenze che l\u2019esodo ebbe sul tessuto familiare e sociale regionale, con forti cambiamenti nella distribuzione del lavoro e nei rapporti tra i sessi.<br \/>\nPur senza costituire opere autonome, informazioni e dati sull\u2019emigrazione si rinvengono in diversi testi di storia contemporanea e in singoli saggi apparsi su riviste regionali specializzate<a title=\"_ftnref47\" href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\"><sup>47<\/sup><\/a>. Per completare il panorama sintetico degli studi \u00e8 da citare l\u2019importante contributo di Enzo Vinicio Alliegro il quale ha analizzato il fenomeno secondo una prospettiva storico-antropologica. Questo studioso, in forza al Department of History and Civilization dell\u2019European University Institute di Firenze, ha peraltro avviato anche una interessante riflessione sui primi studi in materia<a title=\"_ftnref48\" href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\"><sup>48<\/sup><\/a>.<br \/>\nLa ripresa dell\u2019esodo, anche verso il nord d\u2019Italia (soprattutto Milano e Torino), degli anni 1960 e 1970 documenta l\u2019indubbio fallimento della riforma agraria (con la parcellizzazione e l\u2019inefficienza della propriet\u00e0 agricola), l\u2019imprevidente politica di industrializzazione (con la creazione di siti produttivi senza futuro, le cosiddette \u201ccattedrali nel deserto\u201d) e il privilegiare settori come l\u2019edilizia e gli uffici pubblici (con il rafforzamento del clientelismo e la nascita del \u201csistema della ricchezza senza sviluppo\u201d)<a title=\"_ftnref49\" href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\"><sup>49<\/sup><\/a>.<br \/>\nOggi si sta assistendo all\u2019emigrazione intellettuale, sia nella sua forma temporanea che in quella stabile, di migliaia di giovani laureati che ogni anno lasciano la regione per spostarsi soprattutto nell\u2019Italia settentrionale, dove sperano trovare un tessuto produttivo pi\u00f9 aperto e senza subordinazioni politico-clientelari.<br \/>\nDi tutto questo si dovr\u00e0 occupare una storiografia che, si spera, sappia sempre pi\u00f9 staccarsi da impostazioni tradizionali e pregiudiziali per compiere una analisi accurata e libera sul rapporto tra mancato sviluppo territoriale e ripresa, seppur contenuta, dei flussi migratori.<\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<div>\n<div id=\"ftn1\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\"><a title=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>1<\/sup><\/a> Cfr. Nitti Francesco Saverio, <em>Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia<\/em>, IV, 1, Roma Tip. Naz. G. Bertero, 1910, ristampato in Francesco Saverio Nitti, Scritti sulla questione meridionale, a cura di Pasquale Villani &#8211; Angelo. Massafra, IV, Roma-Bari, Laterza, 1968, pp. 153-160, 164-170, 182-206.<\/div>\n<div id=\"ftn2\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>2<\/sup><\/a> Per le condizioni territoriali, economiche e civili della Basilicata, cfr. Vincenzo Verrastro, <em>Cento anni di vita del Consiglio Provinciale di Basilicata<\/em>, Matera, Tip. Montemurro, 1961. Si veda anche l\u2019accurata analisi in Enrico Pani Rossi,<em> La Basilicata. Libri tre. Studi politici, amministrativi e di economia pubblica<\/em>, Verona, Civelli, 1868.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn3\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>3<\/sup><\/a> Sulla situazione viaria si veda anche Tommaso Pedio, <em>La \u201cquestione meridionale\u201d in una provincia del Mezzogiorno<\/em>, Bari, Ed. Levante, 1979, pp. 7-15. Per l\u2019impegno del Consiglio Provinciale a riguardo, cfr. Michele Strazza, <em>Il Consiglio Provinciale di Basilicata (1808-1868)<\/em>, Venosa (Pz), EdiMaior, 2008, pp. 71-77.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn4\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>4<\/sup><\/a> Per la difficile situazione della Basilicata, cfr. anche Saverio Cilibrizzi, <em>I grandi lucani nella storia della nuova Italia<\/em>, s.l., Conte Editore, s. d. (1956), pp. 35-39.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn5\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>5<\/sup><\/a> Relazione del governatore De Rolland dell\u20198 settembre 1861, in Archivio di Stato di Potenza, Fondo Prefettura, Atti Amministrativi (1860-72), B.145.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn6\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>6<\/sup><\/a> Legge 31 marzo 1904 n.140.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn7\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>7<\/sup><\/a> Ministero degli Affari Esteri. Commissariato dell\u2019emigrazione. <em>L\u2019Emigrazione in Basilicata, <\/em>relazione del Cav. Ausonio Franzoni,Roma, Tip. Nazionale Bertero, 1904, riedito in <em>La Basilicata e il Nuovo Mondo<\/em>, a cura di Enzo Vinicio Alliegro, Potenza, Consiglio Regionale di Basilicata, 2001, p. 247. Sulla relazione di Franzoni si veda anche Salvatore Lardino, <em>Verso le terre del riscatto. Emigrazione e societ\u00e0 in Basilicata nella relazione Franzoni (1903)<\/em>, \u201cBollettino Storico della Basilicata\u201d, 5\/1989, pp. 193-251.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn8\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>8<\/sup><\/a> Commissariato Generale per l\u2019Emigrazione, <em>L\u2019emigrazione italiana<\/em>, I, Roma, Ministero Affari Esteri, 1925.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn9\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn9\" href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>9<\/sup><\/a> E.V. Alliegro, <em>Introduzione <\/em>a <em>La Basilicata e il Nuovo Mondo<\/em>, cit, p. 18.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn10\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn10\" href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>10<\/sup><\/a> Ministero degli Affari Esteri. Commissariato dell\u2019emigrazione. <em>L\u2019Emigrazione in Basilicata, <\/em>relazione del Cav. Ausonio Franzoni, cit., p. 212.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn11\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>11<\/sup><\/a> Eugenio Azimonti, <em>Perch\u00e9 si \u00e8 avuta e si ha emigrazione dal potentino e come attenuarne le conseguenze<\/em>, Potenza, Tip. Coop. La Perseveranza, 1907. Dello stesso autore, cfr anche <em>Relazione Tecnica per la Basilicata<\/em>, Roma, Tip. Bertero, 1909, ristampata come <em>Territori e societ\u00e0 in Basilicata<\/em>, Rionero (Pz), Calice Ed., 1996.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn12\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>12<\/sup><\/a> E.V. Alliegro, <em>Introduzione<\/em> a <em>La Basilicata e il Nuovo Mondo<\/em>, cit., pp. 44-45.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn13\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn13\" href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>13<\/sup><\/a> Leopoldo Franchetti, <em>Condizioni economiche e amministrative delle province napoletane. Abruzzi e Molise-Calabria e Basilicata. Appunti di viaggio,<\/em> Firenze, Tip. della Gazzetta d\u2019Italia, 1875, pp. 108-124.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn14\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn14\" href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>14<\/sup><\/a> Riportato in <em>Il Sud nella storia d\u2019Italia. Antologia della questione meridionale<\/em>, a cura di Rosario Villari, Roma-Bari, Laterza, 1961, pp. 149-156.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn15\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn15\" href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup>15<\/sup><\/a> Francesco Saverio Nitti, <em>L\u2019emigrazione italiana e i suoi avversari, <\/em>Roux, Torino 1888, pp. 73-74.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn16\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn16\" href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>16<\/sup><\/a> Francesco Saverio Nitti, <em>La nuova fase della emigrazione italiana. Discorso pronunciato per l\u2019inaugurazione solenne dell\u2019anno accademico nella R. Scuola Superiore di Agricoltura in Portici, il 21 novembre 1896<\/em>, Portici, Premiato stabilimento tipografico vesuviano, 1897, p. 5.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn17\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn17\" href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup>17<\/sup><\/a> Ettore Ciccotti, <em>L\u2019emigrazione, <\/em>in <em>Storia della questione meridionale<\/em>, a cura di Salvatore Francesco Romano, Palermo, Pantea Ed., 1945, pp. 291-297.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn18\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn18\" href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup>18<\/sup><\/a> <em>Ibid<\/em>., p. 297. Dello stesso Ciccotti si veda anche <em>La Basilicata, <\/em>\u201cGazzetta Letteraria\u201d (1889), ristampato come <em>La Basilicata agli inizi del Novecento<\/em>, Possidente (Pz), Pianetalibro, Ed. 2004, in particolare pp. 29-35, nonch\u00e9 <em>Sulla questione meridionale. Scritti e discorsi<\/em>, Milano, Casa Editrice Moderna, 1904, pp. 13-17.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn19\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn19\" href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup>19<\/sup><\/a> Cfr. Francesco Coletti, <em>Dell\u2019emigrazione italiana, <\/em>in <em>Cinquant\u2019anni di vita italiana<\/em>, III, Milano, Hoepli, 1911, pp. 138-147 e 269-273, riportato in <em>Il Sud nella storia d\u2019Italia<\/em>, cit., pp.346-363.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn20\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn20\" href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup>20<\/sup><\/a> <em>Vantaggi e danni dell\u2019emigrazione nel Mezzogiorno d\u2019Italia. Note di un viaggio fatto in Basilicata e in Calabria dal R. Commissario dell\u2019emigrazione Adolfo Rossi, Ottobre 1907<\/em>, \u201cBollettino dell\u2019emigrazione\u201d, 13, 1908.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn21\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn21\" href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup>21<\/sup><\/a> Pietro Lacava, <em>Sulle condizioni economico-sociali della Basilicata<\/em>, \u201cNuova Antologia\u201d, serie V, CXXVIII, 1 marzo 1907, pp. 110-118, 126-130.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn22\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn22\" href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup>22<\/sup><\/a> Cfr. a tale riguardo Saverio Borrelli, <em>Relazione statistica dei lavori del Circondario del Tribunale Civile e Correzionale di Potenza nell\u2019anno 1888, letta all\u2019Assemblea Generale del 5 gennaio 1889<\/em><em>, <\/em>Potenza, Stab. Tip. Litogr. Arcangelo Pomarici, 1889, pp. 51-59; Gaetano Mancini, <em>Relazione Statistica dei lavori del Distretto della Sezione di Corte\u00a0 d\u2019Appello di Potenza nell\u2019anno 1899<\/em>, Potenza, Tip. ed. Garramone e Marchesiello, 1900, pp. 12 e 17.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn23\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn23\" href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup>23<\/sup><\/a> Beatrice Nol\u00e8, <em>Matrimonio, prostituzione, illegittimi,<\/em> in AA.VV., <em>Strategie familiari e imprenditoriali fra \u2018800 e \u2018900. Il caso della Basilicata<\/em>, Rionero (Pz), Calice Editori, 1992, pp. 271-273.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn24\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn24\" href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup>24<\/sup><\/a> Sulle restrizioni Usa negli anni Venti, cfr. Michele Strazza, <em>Le restrizioni Usa degli anni \u201920 e l\u2019emigrazione lucana, <\/em>\u201cMondo Basilicata\u201d, 4\/2004.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn25\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn25\" href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup>25<\/sup><\/a> Raffaele Colangelo, <em>Demografia e migrazioni interne<\/em>, in AA.VV., <em>Campagne e fascismo in Basilicata e nel mezzogiorno<\/em>, Manduria, Lacaita, 1981, pp. 281 e ss. Dello stesso autore si veda anche <em>Cento anni di emigrazione, <\/em>in <em>Basilicata tra passato e presente<\/em>, a cura di Nino Calice, Milano, Teti, 1977, pp. 11-42.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn26\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn26\" href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup>26<\/sup><\/a> Ernesto Rossi, <em>Lettere dal Mezzogiorno a U. Zanotti Bianco (1921-1922),<\/em> ripubblicate dalla Calice Editori, Rionero (Pz) 1993, pp. 31-32.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn27\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn27\" href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup>27<\/sup><\/a> Circolare n.1 del 13 gennaio 1923 del Commissariato Generale dell\u2019Emigrazione, in Archivio di Stato di Potenza, Fondo Pubblica Sicurezza, Ufficio P.S. di Melfi, B.22.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn28\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn28\" href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup>28<\/sup><\/a> Circolare n.33 del 12 aprile 1923 del Commissariato Generale dell\u2019Emigrazione, in Archivio di Stato di Potenza, Fondo Pubblica Sicurezza, Ufficio P.S. di Melfi, B.22.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn29\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn29\" href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup>29<\/sup><\/a> Svimez<em>, Un secolo di<\/em> <em>statistiche italiane.\u00a0 Nord e Sud 1861-1961<\/em>, Roma, Svimez, 1961, p. 117.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn30\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn30\" href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup>30<\/sup><\/a> R. Colangelo, <em>Demografia e migrazioni interne<\/em>, cit.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn31\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn31\" href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup>31<\/sup><\/a> <em>La Basilicata nel Mondo<\/em> 1924-1927, ristampa anastatica, Matera. Editrice BMG, 1984.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn32\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn32\" href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup>32<\/sup><\/a> Nino Calice, <em>Le amate sponde, frammenti di una identit\u00e0 regionale<\/em>, Rionero (Pz) Calice Editori, 1992.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn33\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn33\" href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup>33<\/sup><\/a> Michele Strazza, <em>Emigrazione e fascismo in Basilicata. Gli emigrati lucani negli Stati Uniti e l\u2019appoggio al fascismo<\/em>, Melfi (Pz), Tarsia Editore, 2004, vincitore del Premio Internazionale Unla-Ucsa 2007.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn34\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn34\" href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup>34<\/sup><\/a> Costantino Conte, \u201c<em>Nel nome di Colombo\u201d. Vito Contessa, la colonia italoamericana di Harlem e il primo fascismo,<\/em> in AA.VV., <em>Italiani! Amate il pane. Societ\u00e0 e fascismo in Basilicata<\/em>, Rionero (Pz), Calice Ed., 2000, pp. 175-201.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn35\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn35\" href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup>35<\/sup><\/a> Per quanto riguarda i paesi di partenza si vedano, ad esempio, i lavori di Michelino Dilillo, <em>Dati e conseguenze dell\u2019emigrazione in Irsina<\/em>,\u201cBasilicata\u201d, 56, 1968, e di Viviana Silvia Piciulo, <em>Il \u201ccaso\u201d di Ruoti nel contesto della immigrazione lucana in Argentina (1900-1950)<\/em>, \u201cStoria e problemi contemporanei\u201d, 18 (1996), pp. 45-64.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn36\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn36\" href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup>36<\/sup><\/a> Maria Schirone, D<em>ove la terra finisce. I lucani in Cile<\/em>, Possidente (Pz), Pianeta Libro Ed., 1999.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn37\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn37\" href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup>37<\/sup><\/a> Felice Lafranceschina, <em>Trenta giorni di nave a vapore. Storia e testimonianze dell\u2019emigrazione lucana in Brasile<\/em>, Potenza, Ed. Ermes, 1999.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn38\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn38\" href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\"><sup>38<\/sup><\/a> Ugo Calabrese, <em>L\u2019emigrazione Lucana in Uruguay e Paraguay<\/em>, Napoli-Brienza (Pz), RCE Ed., 2004.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn39\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn39\" href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\"><sup>39<\/sup><\/a> Lucia Coviello, <em>Emigranti dimenticati. Storie e testimonianze di Lucani in Paraguay e in Uruguay<\/em>, Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2007.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn40\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn40\" href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\"><sup>40<\/sup><\/a> Consiglio regionale della Basilicata, <em>Lucani nel mondo, <\/em>\u201cBasilicata Regione Notizie\u201d, XI, 1-2 (1998).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn41\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn41\" href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\"><sup>41<\/sup><\/a> Per questi dati cfr. Felice Lafranceschina, <em>Quarant\u2019anni di emigrazione lucana (1945-1985), <\/em>in <em>Lucani nel mondo<\/em>, cit., pp. 69-78.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn42\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn42\" href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><sup>42<\/sup><\/a> A riguardo si veda Regione Basilicata, Dip.to Programmazione, Compendio Statistico 1996 della Regione Basilicata, <em>Popolazione\u00a0 censita in Basilicata per Comune dal 1861 al 1991<\/em>, Potenza 1996.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn43\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn43\" href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\"><sup>43<\/sup><\/a> Maria Schirone, <em>Quelli dal volto bruno. I lucani in Belgio<\/em>, Possidente (PZ), Pianeta Libro Ed., 1998.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn44\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn44\" href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\"><sup>44<\/sup><\/a> Michele Strazza, <em>L\u2019emigrazione lucana in Belgio negli anni Cinquanta, <\/em>in AA.VV., <em>Quando credevamo di poter rifare il mondo. Gli anni Cinquanta in Basilicata<\/em>, Rionero (PZ), Calice Ed., 2007.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn45\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn45\" href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\"><sup>45<\/sup><\/a> Cfr. <em>Storie di donne lucane. Racconti di figlie, madri, nonne<\/em>, a cura di Maria Schirone, Anzi, Il Portale, 2001.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn46\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn46\" href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><sup>46<\/sup><\/a> CRPO &#8211; Consiglio Regionale della Basilicata, <em>Donne in migrazione 2005<\/em>, Lavello, Finiguerra Arti Grafiche, 2005.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn47\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn47\" href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\"><sup>47<\/sup><\/a> Mina Falvella, <em>Flussi migratori della Basilicata: situazioni e dimensioni nel periodo 1861-1940<\/em>, \u00a0\u201cBasilicata Regione Notizie\u201d, 98, 2001.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn48\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn48\" href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><sup>48<\/sup><\/a> E.V. Alliegro, <em>Introduzione<\/em> a <em>La Basilicata e il Nuovo Mondo<\/em>, cit.,, pp. 11-82.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn49\" style=\"margin-left: 20px; text-indent: -20px;\">\n<p><a title=\"_ftn49\" href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\"><sup>49<\/sup><\/a> Sull\u2019emigrazione lucana degli anni 1960 si veda, tra gli altri, Alessandro D\u2019Alessandro, <em>Aggravata nel ventennio \u201851-\u201971 la situazione della Basilicata<\/em>, \u201cBasilicata\u201d, XVIII, 1 (1974), pp. 47-49.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h2>Evoluzione e ricerca storiografica<\/h2>\n<p align=\"justify\">A differenza di altre regioni in Basilicata l\u2019emigrazione rappresent\u00f2 sicuramente il fenomeno che, pi\u00f9 di ogni altro, ne cambi\u00f2 il volto, spopolandola ampiamente e privandola delle sue forze pi\u00f9 importanti. Secondo Francesco Saverio Nitti questo enorme movimento migratorio, che non ebbe precedenti nella storia italiana, costitu\u00ec la causa modificatrice pi\u00f9 profonda dell\u2019assetto economico, morale e sociale del meridione, all\u2019infuori di ogni influenza del Governo e della borghesia<a name=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\" title=\"_ftnref1\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[667,92,688,254,245],"class_list":["post-1189","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c65-articoli","tag-basilicata","tag-emigrazione","tag-eta-contemporanea","tag-italiani","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1189"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1189\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3336,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1189\/revisions\/3336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}