{"id":1210,"date":"2009-03-02T01:00:00","date_gmt":"2009-03-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=1210"},"modified":"2017-03-24T12:48:45","modified_gmt":"2017-03-24T11:48:45","slug":"lepoca-della-grande-emigrazione-id-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2009\/03\/lepoca-della-grande-emigrazione-id-parte\/","title":{"rendered":"L&#8217;epoca della Grande Emigrazione I\u00b0 Parte"},"content":{"rendered":"<div>\n<h2>Per\u00a0 una storia degli italiani in Nord America<\/h2>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi venticinque anni diversi progetti di ricerca canadesi, italiani e statunitensi hanno permesso di catalogare la maggior parte delle carte relative al Nord America negli archivi della Santa Sede e in quelli di alcuni ordini e congregazioni religiose. In particolare tra i primi sono stati schedati: l\u2019Archivio Segreto Vaticano, la sezione manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana, l\u2019archivio storico della Congregazione per l\u2019Evangelizzazione dei popoli o \u201cde Propaganda Fide\u201d, l\u2019archivio della Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, gli archivi del S. Uffizio e dell\u2019Indice presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, infine, sia pure sommariamente, l\u2019archivio del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti. Tra i secondi sono stati studiati: l\u2019Archivio Romano della Compagnia di Ges\u00f9 (gesuiti), l\u2019Archivio Generale dell\u2019Ordine dei Predicatori (domenicani), l\u2019Archivio Generale dell\u2019Ordine dei Frati Minori Cappuccini, l\u2019Archivio dei Missionari di S. Carlo (scalabriniani), l\u2019Archivio Salesiano Centrale, l\u2019Archivio Generale della Societ\u00e0 per l\u2019Apostolato Cattolico (pallottini), l\u2019Archivio Generale dell\u2019Ordine dei Servi di Maria (serviti), l\u2019Archivio delle Maestre Pie Filippini e l\u2019Archivio delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza (1814-1825). Queste ricerche hanno prodotto un numero ragguardevole di saggi e inventari, nei quali si trovano molti riferimenti alla presenza italiana nel Nord America dal Sei al Novecento; inoltre il raccordo tra gli studiosi impegnati in questi progetti ha permesso una decina di anni fa di preparare un catalogo dei documenti d\u2019archivio relativi agli italiani in quel continente, nonch\u00e9 due altri volumi dedicati all\u2019immigrazione in generale negli Stati Uniti e nel Canada<a title=\"sdfootnote1anc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sulla base di questa documentazione assai vasta e ora quasi totalmente analizzata \u00e8 possibile abbozzare una storia degli italiani in Nord America, particolarmente attenta ai rapporti con la Chiesa cattolica dalla prima colonizzazione alla morte di Benedetto XV nel 1922. Per il periodo ancora successivo molti archivi non sono aperti; altri invece mettono a disposizione del ricercatore soltanto alcuni fondi, oppure non hanno completato l\u2019inventario. Data questa disparit\u00e0 ci limitiamo a considerare il periodo prima del 1922: d\u2019altronde questo anno costituisce una cesura, visto che subito dopo il regime fascista restringe le partenze verso le Americhe e queste ultime si chiudono all\u2019arrivo degli italiani adottando quote e di test di ingresso<a title=\"sdfootnote2anc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto riguarda il periodo coloniale la documentazione sinora schedata segnala soltanto le vicende di singoli individui recatisi nel Nuovo Mondo quali missionari, soldati o mercanti. \u00c8 il caso del gesuita Francesco Giuseppe Bressani, attivo nella Nuova Francia tra il 1642 e il 1650<a title=\"sdfootnote3anc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, del marchese Francesco Albergati Vezza, ufficiale delle truppe francesi di stanza in Canada tra il 1750 e il 1760<a title=\"sdfootnote4anc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, e infine dei mercanti livornesi Filippo e Antonio Filicchi che risiedono negli Stati Uniti rispettivamente nel 1785-1794 e nel 1804-1806<a title=\"sdfootnote5anc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>. I contatti americani dei Filicchi ci fanno tuttavia scorgere gli inizi di una presenza italiana pi\u00f9 massiccia e soprattutto le lettere di Filippo Filicchi a Propaganda sollevano la questione dell\u2019assistenza religiosa ai cattolici, italiani o no, migrati in America. \u00c8 questo il problema che interessa maggiormente i funzionari della Santa Sede nel periodo successivo e che quindi ci permette, sia pure indirettamente, di avere il maggior numero di dati sulla presenza italiana nel Canada e negli Stati Uniti prima della grande emigrazione post-unitaria<a title=\"sdfootnote6anc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo il 1815 i rapporti sempre pi\u00f9 stretti tra Roma e i vescovi cattolici degli Stati Uniti, del Canada e di Terranova portano la prima a paventare la perdita della fede di chi si trasferisce nel Nuovo Mondo. Tale preoccupazione spinge la Santa Sede non soltanto a facilitare, se non a stimolare, la partenza di sacerdoti alla volta del Nord America<a title=\"sdfootnote7anc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>, ma anche a vagliare con attenzione i problemi del cattolicesimo in quel continente. In un primo tempo si provvede a sondare scrupolosamente i vescovi e i sacerdoti americani e canadesi in visita a Roma e a mantenere costante il flusso di corrispondenze con il Nuovo Mondo. In queste lettere, per lo pi\u00f9 oggi nell\u2019archivio di Propaganda, noi troviamo dati e riflessioni sull\u2019emigrazione irlandese e tedesca, con qualche notazione sugli italiani. Dopo l\u2019ascesa al soglio pontificio di Pio IX si inizia invece a meditare la possibilit\u00e0 di inviare un prelato romano negli Stati Uniti<a title=\"sdfootnote8anc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1853-1854 Gaetano Bedini, nominato nunzio in Brasile, si ferma per alcuni mesi nel Nord America. Formalmente \u00e8 in viaggio verso la sua sede sudamericana; in realt\u00e0 deve analizzare la situazione della Chiesa negli Stati Uniti<a title=\"sdfootnote9anc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>. Durante il suo soggiorno il rappresentante della Santa Sede \u00e8 costantemente braccato dai quarantottardi tedeschi e dagli italiani esuli nel Nuovo Mondo. Si sposta quindi di diocesi in diocesi, in parte secondo un itinerario prestabilito e in parte per sfuggire ai suoi avversari: a tal scopo visita anche il Canada, dove ritiene di non poter essere seguito dai suoi persecutori. Grazie ai suoi spostamenti il nunzio entra in contatto con l\u2019immigrazione in Nord America e ne riassume i tratti essenziali nella corrispondenza con Roma<a title=\"sdfootnote10anc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>. In un articolo per \u201cLa Civilt\u00e0 Cattolica\u201d invia, per esempio, informazioni sugli emigranti irlandesi, tedeschi, portoghesi e italiani, ricoverati nell\u2019ospedale di Montr\u00e9al<a title=\"sdfootnote11anc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a>. Le sue lettere ad Antonelli, il cardinale segretario di stato, sono inoltre ricche di dati sugli esuli italiani negli Stati Uniti<a title=\"sdfootnote12anc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a> e registrano la presenza di religiosi italiani nelle diocesi statunitensi<a title=\"sdfootnote13anc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>. Infine una miscellanea di sue carte private, oggi conservate nell\u2019Archivio Segreto Vaticano, offre altre notizie sugli esuli e raccoglie molte lettere di emigrati negli Stati Uniti<a title=\"sdfootnote14anc\" href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il viaggio di Bedini ha rilevanti conseguenze. In particolare comporta una maggiore attenzione per l\u2019assistenza religiosa agli emigrati. Bedini infatti dichiara nel 1853 che ben due terzi di questi ultimi perdono la fede in America, perch\u00e9 non sono seguiti dal clero locale<a title=\"sdfootnote15anc\" href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a>. A distanza di otto anni la stessa conclusione \u00e8 ripresa dal cardinale Costantino Patrizi in una ponenza di Propaganda<a title=\"sdfootnote16anc\" href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a> e da allora diventa una lamentela costante degli uffici romani. \u00c8 comunque da notare che a Roma non si sapeva bene come proteggere la fede degli emigrati in America. Lo stesso Bedini rimprovera il clero americano, ma si mostra titubante rispetto all\u2019invio di sacerdoti europei. Scrive infatti al cardinale Giacomo Fransoni, prefetto di Propaganda, che i sacerdoti tedeschi, francesi, irlandesi e italiani hanno fatto miracoli negli Stati Uniti, ma che la loro presenza ha ritardato, se non impedito, l\u2019inserimento dei connazionali nella societ\u00e0 d\u2019accoglienza<a title=\"sdfootnote17anc\" href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Bedini pone dunque il dilemma delle parrocchie \u201cnazionali\u201d, cio\u00e8 servite da sacerdoti provenienti dallo stesso paese degli immigrati, e questo problema domina i carteggi degli organismi ecclesiastici romani nei successivi cinquanta anni. Le parrocchie nazionali, pi\u00f9 tardi chiamate anche etniche, sembrano infatti garantire una migliore o comunque pi\u00f9 rapida salvaguardia della fede cattolica di chi emigra, ma minacciano l\u2019unit\u00e0 e l\u2019omogeneit\u00e0 della Chiesa nel Nord America e soprattutto rischiano di relegare gli immigrati in una perpetua posizione di subalternit\u00e0 rispetto alla popolazione di origine anglo-sassone. Per ovviare a questa e ad altre difficolt\u00e0, Bedini suggerisce di inviare un rappresentante pontificio negli Stati Uniti: questi infatti pu\u00f2 informare con tempestivit\u00e0 la Santa Sede e coordinare le iniziative dei vescovi locali per quanto riguarda l\u2019accoglienza degli immigrati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei decenni successivi le autorit\u00e0 romane sono travolte dai pi\u00f9 impellenti problemi italiani e non hanno tempo di approvare il progetto di Bedini. Tuttavia il suo piano non \u00e8 dimenticato e nel 1877 il cardinale Luigi Bilio torna a discutere a Propaganda dell\u2019invio di un delegato stabile negli Stati Uniti e in Canada<a title=\"sdfootnote18anc\" href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a>. Questa volta non si tratta di una valutazione puramente teorica. Per vagliare la portata reale dell\u2019apostasia degli emigranti cattolici, \u00e8 stato appena inviato negli Stati Uniti monsignor Germano Straniero, che \u00e8 tornato esibendo un corposo rapporto<a title=\"sdfootnote19anc\" href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a>. In esso si minimizzano le conseguenze della propaganda protestante: si sarebbero infatti persi soltanto quei \u201cFrancesi od Italiani, &#8230;, che poco o nulla pratichino la religione nel loro paese\u201d. L\u2019emigrazione cattolica in America non \u00e8 quindi in perdita; anzi ha permesso alla Chiesa romana di divenire la pi\u00f9 importante denominazione religiosa degli Stati Uniti. Per gestire tale successo, che trova i vescovi americani impreparati sul piano finanziario, \u00e8 necessario, secondo Straniero, un delegato che rappresenti la Santa Sede negli Stati Uniti e che coordini l\u2019avanzata cattolica verso l\u2019Ovest.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il rapporto di Straniero esalta i cattolici di origine irlandese e tedesca. Per contrasto sottolinea lo \u201cstato compassionevole\u201d degli italiani. Al contrario degli irlandesi e dei tedeschi, partiti per restare in America, gli italiani varcano l\u2019Atlantico per raggranellare qualche soldo e poi tornare a casa. Non sono quindi interessati alle sorti locali della Chiesa; inoltre sono affidati a sacerdoti inviati o scappati negli Stati Uniti per far dimenticare precedenti malefatte italiane. Straniero conclude, per\u00f2, su una nota di speranza e segnala gli sforzi dei vescovi di New York, Baltimora, Filadelfia e Cleveland per mettere in riga gli emigrati italiani. Egli consiglia di coadiuvare tali tentativi, di creare un ufficio italiano per la cura dei migranti e di affidarlo, se possibile, a don Giovanni Bosco.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei decenni successivi i suggerimenti di Straniero divengono realt\u00e0. Dopo altre missioni esplorative sono fondate le delegazioni apostoliche di Washington (1892) e di Ottawa (1899). In seguito numerosi organismi italiani, dalla congregazione dei Missionari di san Carlo alle associazioni San Raffaele e Italica Gens, cercano di assolvere i compiti che Straniero voleva demandare a don Bosco e dei quali poi i salesiani si fanno comunque carico<a title=\"sdfootnote20anc\" href=\"#sdfootnote20sym\" name=\"sdfootnote20anc\"><sup>20<\/sup><\/a>. Di conseguenza, tra il 1876, l\u2019anno del rapporto di Straniero, e il 1922 la documentazione sugli italiani aumenta in maniera quasi esponenziale. In particolare l\u2019accettazione, sia pure <em>obtorto collo<\/em>, del principio delle parrocchie nazionali favorisce l\u2019arrivo a Roma, via Washington ed Ottawa, di numerosi fascicoli sulle parrocchie rette da preti italiani o su comunit\u00e0 che chiedono per sacerdote un loro connazionale<a title=\"sdfootnote21anc\" href=\"#sdfootnote21sym\" name=\"sdfootnote21anc\"><sup>21<\/sup><\/a>. Quasi tutti i documenti in questione nascono da problemi di carattere religioso, tuttavia non mancano di rivelare squarci di vita quotidiana e talvolta presentano vere e proprie analisi sociali, in particolare quando si tratta dei rapporti firmati da ecclesiastici italiani inviati ad ispezionare le diocesi nordamericane.<\/p>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi venti anni questa documentazione \u00e8 stata presa in esame da studiosi italiani, canadesi e statunitensi. Roberto Perin, Giovanni Pizzorusso, Gabriele Scardellato e Matteo Sanfilippo hanno saggiato la consistenza dei fondi relativi alla presenza italiana in Canada, con particolare attenzione al ruolo della la delegazione apostolica ad Ottawa nell\u2019assistenza agli immigrati<a title=\"sdfootnote22anc\" href=\"#sdfootnote22sym\" name=\"sdfootnote22anc\"><sup>22<\/sup><\/a>. Silvano M. Tomasi, Maria Luisa Vannicelli, Claudio De Dominicis, Stephen M. Di Giovanni, Ferdinando Fasce, Maria Susanna Garroni, Giovanni Pizzorusso e Edward C. Stibili, si sono interessati alle sorti degli italiani negli Stati Uniti<a title=\"sdfootnote23anc\" href=\"#sdfootnote23sym\" name=\"sdfootnote23anc\"><sup>23<\/sup><\/a>. Gianfausto Rosoli e Silvano M. Tomasi hanno inoltre affrontato il versante dell\u2019assistenza offerta dal clero locale e dalle gerarchie italiane<a title=\"sdfootnote24anc\" href=\"#sdfootnote24sym\" name=\"sdfootnote24anc\"><sup>24<\/sup><\/a>. Peter D\u2019Agostino e Antonio Paganoni hanno infine firmato le migliori e pi\u00f9 recenti panoramiche del periodo<a title=\"sdfootnote25anc\" href=\"#sdfootnote25sym\" name=\"sdfootnote25anc\"><sup>25<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il materiale analizzato dai vari autori e la letteratura specialistica sono ormai abbastanza vasti da aver bisogno di un libro intero per discuterne tutti gli aspetti. In questa terza parte del nostro lavoro possiamo dunque soltanto sintetizzare gli spunti offerti dalle grandi raccolte archivistiche del Vaticano e di Propaganda. Tale scelta \u00e8 determinata non soltanto dalla mole di questa documentazione, ma pure perch\u00e9 essa fotografa due momenti precisi dell\u2019evoluzione della Chiesa nel Nord America. Propaganda coordina infatti l\u2019assistenza durante l\u2019Ottocento secolo e raccoglie le prime notizie sulla presenza italiana nel Nuovo Mondo. Il successivo spostamento del baricentro archivistico verso il Vaticano contrassegna invece la progressiva trasformazione del Nord America da terra di missioni a territorio di chiese nazionali: una trasformazione che viene definitivamente sancita nel 1908, quando il continente passa dalla giurisdizione di Propaganda a quella della Segreteria di Stato coadiuvata dalla Congregazione Concistoriale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote1sym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a><em>Inventario delle fonti vaticane per la storia dell\u2019emigrazione e dei gruppi etnici nel Nord America: il Canada (1878-1922)<\/em>, a cura di Giovanni Pizzorusso e Matteo Sanfilippo, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 116 (1994); <em>Fonti ecclesiastiche per la storia dell\u2019emigrazione e dei gruppi etnici nel Nord America: gli Stati Uniti (1893-1922)<\/em>, a cura di M. Sanfilippo, <em>ibid.<\/em>, 120 (1995); <em>Fonti ecclesiastiche romane per lo studio dell\u2019emigrazione italiana in Nord America (1642-1922)<\/em>, a cura di G. Pizzorusso e M. Sanfilippo, <em>ibid.<\/em>, 124 (1996); <em>L\u2019Am\u00e9rique du Nord fran\u00e7aise dans les archives religieuses de Rome 1600-1922<\/em>, a cura di Pierre Hurtubise, Luca Codignola e Fernand Harvey, Qu\u00e9bec, \u00c9ditions de l\u2019IQRC, 1999; <em>Gli archivi della Santa Sede come fonte per la storia moderna e contemporanea<\/em>, a cura di M. Sanfilippo e G. Pizzorusso, Viterbo, Sette Citt\u00e0 2001, pp. 237-263; <em>Mediterranean Religiosity in the United States: Migrating Religions and their Encounters with Other Religions and Cultures<\/em>, a cura di Maria Susanna Garroni ed Elisabetta Vezzosi, in <em>America and the Mediterranean<\/em>, a cura di Massimo Bacigalupo e Pierangelo Castagneto, Torino, Otto Editore, 2003, pp. 199-275; G. Pizzorusso e M. Sanfilippo, <em>Viaggiatori ed emigranti. Gli italiani in Nord America<\/em>, Viterbo, Sette Citt\u00e0, 2004; G. Pizzorusso, <em>Le fonti sulle migrazioni nell\u2019archivio storico della Congregazione per l\u2019evangelizzazione dei popoli o \u201cde propaganda fide\u201d<\/em>, \u201cArchivio storico dell\u2019emigrazione italiana\u201d, 1 (2005), pp. 159-164.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote2sym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a> Matteo Sanfilippo, <em>Tipologie dell\u2019emigrazione di massa<\/em>, in <em>Storia dell\u2019emigrazione italiana<\/em>, I, <em>Partenze<\/em>, a cura di Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi ed Emilio Franzina, Roma, Donzelli Editore, 2001, pp. 77-94.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote3sym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a> Per la documentazione negli archivi dei gesuiti e di Propaganda Fide e per la bibliografia relativa, cfr. Francis Catalano, <em>Francesco Giuseppe Bressani e l\u2019\u201cautopsia\u201d della nazione urone<\/em>, \u201cIl Veltro\u201d, XXXVI, 1-2, (1992), pp. 83-99, e Cristina Pastore, <em>La vita e le lettere di padre Francesco Giuseppe Bressani<\/em>, tesi di laurea, Universit\u00e0 di Genova, Facolt\u00e0 di Lettere, 2002.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote4sym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a> Nel 1762 il cardinal segretario di stato scrive al nunzio a Parigi raccomandandogli di appoggiare la richiesta di una pensione militare per Albergati: ASV, Segr. Stato, Francia, 452, ff. 66-67.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote5sym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a> Sui Filicchi esiste una ricca documentazione, cfr. Luca Codignola, <em>Religione e affari tra Italia e Stati Uniti, 1785-1847: alla ricerca dei Filicchi<\/em>, \u201cIl Veltro\u201d, XXXVI, 1-2 (1992), pp. 121-133, e <em>Gli imprenditori livornesi Filippo e Antonio Filicchi e il Nord America (1785-1806)<\/em>, in <em>Storia e attualit\u00e0 della presenza degli Stati Uniti a Livorno e in Toscana<\/em>, a cura di Paolo Castignoli, Luigi Donolo e Algerina Neri, Pisa, Edizioni Plus, 2003, pp. 43-66.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p align=\"justify\"><a title=\"sdfootnote6sym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\"><sup>6<\/sup><\/a> Luca Codignola, <em>Unlikely Allegiances. Pre-Italian Relations with Early North America, 1763-1846<\/em>, Toronto, University of Toronto Press, in corso di stampa.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><a title=\"sdfootnote7sym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\"><sup>7<\/sup><\/a><sup> Vedi <em>infra<\/em>, capitolo primo.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote8sym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\"><sup>8<\/sup><\/a> Per questo e per quanto segue, cfr. Matteo Sanfilippo, <em>L\u2019affermazione del cattolicesimo nel Nord America. Elite, emigranti e chiesa cattolica negli Stati Uniti e in Canada, 1750-1920<\/em>, Viterbo, Sette Citt\u00e0, 2003.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote9sym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\"><sup>9<\/sup><\/a> Per i particolari del viaggio, cfr. Matteo Sanfilippo, <em>Tra antipapismo e cattolicesimo: gli echi della Repubblica romana e i viaggi in Nord America di Gaetano Bedini e Alessandro Gavazzi (1853-1854)<\/em>, in <em>Gli Americani e la Repubblica Romana nel 1849<\/em>, a cura di Sara Antonelli, Daniele Fiorentino e Giuseppe Monsagrati, Roma, Gangemi, 2001, pp. 159-187, nonch\u00e9 <em>infra<\/em>, capitolo secondo.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p><sup><a title=\"sdfootnote10sym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\"><sup>10<\/sup><\/a> Vedi <em>infra<\/em>, capitolo secondo.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote11sym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\"><sup>11<\/sup><\/a><em>Canad\u00e0 &#8211; visita fattavi da Monsig. Gaetano Bedini Arcivescovo di Tebe, e Nunzio apostolico<\/em>, \u201cLa Civilt\u00e0 Cattolica\u201d, n.s., IV (1853), pp. 471-476. Vedi anche APF, Congressi, America settentrionale, vol. 6, f. 592.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote12sym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\"><sup>12<\/sup><\/a> ASV, Segr. Stato, 1854, rubr. 251, fasc. 2, ff. 28-29v, 86-91v, 112rv, 113, 116, 147-148, 155-156.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p><sup><a title=\"sdfootnote13sym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\"><sup>13<\/sup><\/a> Per i passionisti italiani a Pittsburgh, <em>ibid.<\/em>, ff. 199-203v.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote14sym\" href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\"><sup>14<\/sup><\/a> ASV, Segr. Stato, Spogli di Cardinali e Officiali di Curia, Bedini, busta 5, soprattutto il fasc. \u201cCorrispondenze negli Stati Uniti\u201d.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p><sup><a title=\"sdfootnote15sym\" href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\"><sup>15<\/sup><\/a> ASV, Segr. Stato, 1854, rubr. 251, fasc. 2, ff. 121-128v.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p><sup><a title=\"sdfootnote16sym\" href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\"><sup>16<\/sup><\/a> APF, Acta, vol. 255 (1861), ff. 1-9, in particolare f. 7.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote17sym\" href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\"><sup>17<\/sup><\/a> ASV, Segr. Stato, Spogli di Cardinali e Officiali di Curia, Bedini, busta 5, fasc. B, Bedini a Franzoni, 12 luglio 1854<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p><sup><a title=\"sdfootnote18sym\" href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\"><sup>18<\/sup><\/a> APF, Acta, vol. 245 (1877), ff. 39-40.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote19sym\" href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\"><sup>19<\/sup><\/a> Per il viaggio di Straniero, cfr. Gerald P. Fogarty, <em>The Vatican and the American Hierarchy from 1870 to 1965<\/em>, Stuttgart, Hierseman, 1982, pp. 38-40 e 116-117. Il rapporto di Straniero \u00e8 in ASV, Segr. Stato, 1902, rubr. 280, fasc. 10.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote20sym\" href=\"#sdfootnote20anc\" name=\"sdfootnote20sym\"><sup>20<\/sup><\/a><em>Fonti ecclesiastiche romane per lo studio dell\u2019emigrazione italiana<\/em>, a cura di G. Pizzorusso e M. Sanfilippo, cit.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote21\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote21sym\" href=\"#sdfootnote21anc\" name=\"sdfootnote21sym\"><sup>21<\/sup><\/a> Vedi APF, Acta, vol. 257 (1887), ff. 186-217. Cfr. Javier Garc\u00eda de C\u00e1rdenas, <em>Las Parroquias personales (ling\u00fc\u00edsticas) en la Pastoral de la immigraci\u00f3n en los Estados Unidos durante el s. XIX<\/em>, tesi di dottorato, Roma, Atheneum Romanum Sanctae Crucis, 1991.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote22\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote22sym\" href=\"#sdfootnote22anc\" name=\"sdfootnote22sym\"><sup>22<\/sup><\/a> Roberto Perin, <em>Rome in Canada. The Vatican and Canadian Affairs in the Late Victorian Age<\/em>, Toronto, University of Toronto Press, 1990, pp. 158-165, e <em>L\u2019\u00c9glise des immigrants: les allophones au sein du catholicisme canadien, 1880-1920<\/em>, Ottawa, Canadian Historical Association, 1998; Gabriele Scardellato, <em>Beyond the Frozen Wastes: Italian Sojourners and Settlers in British Columbia<\/em>, in<em> Arrangiarsi. The Italian Immigration Experience in Canada<\/em>, a cura di Roberto Perin e Franc Sturino, Montr\u00e9al, Guernica, 1989, pp. 135-162; Matteo Sanfilippo, <em>Roman Archives as a Source for the History of Canadian Ethnic Groups<\/em>, in Canadian Catholic History Association, \u201cHistorical Studies\u201d, 60 (1993-1994), pp. 83-101, e <em>L\u2019affermazione del cattolicesimo<\/em>, cit..<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote23\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote23sym\" href=\"#sdfootnote23anc\" name=\"sdfootnote23sym\"><sup>23<\/sup><\/a> Silvano M. Tomasi, <em>Piety and Power. The Role of Italian Parishes in the New York Metropolitan Area<\/em>, New York, Center for Migration Studies, 1975; Maria Luisa Vannicelli, <em>L\u2019opera della Congregazione di Propaganda fide per gli emigrati italiani negli Stati Uniti (1883-1887)<\/em>, in <em>L\u2019emigrazione calabrese dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia a oggi<\/em>, a cura di Piero Borzomati, Roma, CSER, 1982, pp. 135-151; Giovanni Pizzorusso, <em>Le \u201cLettere di stato\u201d: una fonte documentaria dell\u2019Archivio della Congregazione \u201cde Propaganda Fide\u201d di particolare interesse canadese (1893-1908)<\/em>, \u201cAnnali Accademici Canadesi\u201d, 5 (1989), pp. 101-114, e <em>Romani d\u2019intelletto e di cuore: seminaristi canadesi del Collegio Urbano di Propaganda Fide (1829-1908)<\/em>, \u201cIl Veltro\u201d, XXXVIII, 3-4 (1994), pp. 151-162; Ferdinando Fasce, <em>An Italian American Catholic parish in the early Twentieth Century. A View from Waterbury Connecticut<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 103 (1991), pp. 343-350; Maria Susanna Garroni, <em>Italian parishes in a burgeoning city: Buffalo 1880-1920<\/em>, <em>ibid.<\/em>, pp. 469-480; Claudio De Dominicis, <em>Italian Immigrants in the Archives of the Apostolic Delegation of the United States<\/em>, New York, Center for Migration Studies, 1992; Stephen M. De Giovanni, <em>Archbishop Corrigan and the Italian Immigrants<\/em>, Huntington, IN, Our Sunday Visitory Publication, 1994; Edward C. Stibili, <em>What Can Be Done to Help Them? The Italian Saint Raphael Society, 1887-1923<\/em>, New York, Center for Migration Studies, 2003.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote24\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote24sym\" href=\"#sdfootnote24anc\" name=\"sdfootnote24sym\"><sup>24<\/sup><\/a> Silvano M. Tomasi, <em>L\u2019assistenza religiosa agli italiani in USA e il Prelato per l\u2019emigrazione italiana: 1920-1949<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 66 (1982), pp. 167-189, e <em>Fede e patria: the \u201cItalica Gens\u201d in the United States and Canada, 1908-1936. Notes for the history of an emigration association<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d 103 (1991), pp. 319-340; <em>Scalabrini tra vecchio e nuovo mondo<\/em>, a cura di Gianfausto Rosoli, Roma, Centro Studi Emigrazione, 1989, pp. 453-467; Id., <em>La federazione \u201cItalica Gens\u201d e l\u2019emigrazione italiana oltreoceano 1909-1920<\/em>, \u201cIl Veltro\u201d, XXXIV, 1-2 (1990), pp. 87-99, e <em>Insieme oltre le frontiere. Momenti e figure dell\u2019azione della Chiesa tra gli emigrati italiani nei secoli XIX e XX<\/em>, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 1996; <em>Scalabrini e le migrazioni moderne. Scritti e carteggi<\/em>, a cura di Silvano M. Tomasi e Gianfausto Rosoli, Torino, SEI, 1997.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote25\">\n<p align=\"justify\"><sup><a title=\"sdfootnote25sym\" href=\"#sdfootnote25anc\" name=\"sdfootnote25sym\"><sup>25<\/sup><\/a> Anthony (Antonio) Paganoni, <em>Valiant Struggles and Benign Neglect. Italians, Church and Religious Societies in Diaspora. The Australian Experience from 1950 to 2000<\/em>, New York, Center for Migration Studies, 2003, e Peter R. D\u2019Agostino, <em>Rome in America. Transnational Catholic Ideology from the Risorgimento to Fascism<\/em>, Chapel Hill and London, The University of North Carolina Press, 2004.<\/sup><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div>\n<h2>Per\u00a0 una storia degli italiani in Nord America<\/h2>\n<\/div>\n<div>Negli ultimi venticinque anni diversi progetti di ricerca canadesi, italiani e statunitensi hanno permesso di catalogare la maggior parte delle carte relative al Nord America negli archivi della Santa Sede e in quelli di alcuni ordini e congregazioni religiose. In particolare tra i primi sono stati schedati: l\u2019Archivio Segreto Vaticano, la sezione manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana, l\u2019archivio storico della Congregazione per l\u2019Evangelizzazione dei popoli o \u201cde Propaganda Fide\u201d, l\u2019archivio della Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, gli archivi del S. Uffizio e dell\u2019Indice presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, infine, sia pure sommariamente, l\u2019archivio del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti.<\/div>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[92,254,100,591,245,488],"class_list":["post-1210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c65-articoli","tag-emigrazione","tag-italiani","tag-nord-america","tag-santa-sede","tag-storia","tag-testimonianze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3320,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210\/revisions\/3320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}