{"id":1351,"date":"2012-02-20T00:00:00","date_gmt":"2012-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=1351"},"modified":"2017-05-16T15:42:10","modified_gmt":"2017-05-16T13:42:10","slug":"matteo-sanfilippo-intervista-ettore-melani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2012\/02\/matteo-sanfilippo-intervista-ettore-melani\/","title":{"rendered":"Matteo Sanfilippo intervista Ettore Melani"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"autore-asei\" align=\"center\">***<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\"><span style=\"font-style: italic;\">Perch\u00e9 e quando hai deciso di girare il tuo documentario?<\/span><\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Ho deciso di girare il documentario nel 2006 quando quattro fra i miei pi\u00f9 cari amici, nel giro di pochi anni, hanno deciso di lasciare Prato ognuno per una diversa capitale Europea: Praga, Berlino, Amsterdam e Santiago de Compostela. La loro \u00e8 stata un\u2019emigrazione lenta, graduale, ponderata. Simile a quella che dal 1982 al 2002 hanno fatto i miei genitori con il piccolo Ettorino al seguito: la mia famiglia \u00e8 siciliana, di Palermo per la precisione, e mio padre ha lavorato all\u2019ANIC di Gela dal 1963, in una raffineria di petrolio del gruppo ENI. Poi un giorno, ottobre 1982, \u00e8 partito per l\u2019Algeria con la famiglia. Dal quel giorno hanno fatto ritorno in Sicilia dopo vent&#8217;anni passando per Roma (5 anni) e Prato (15 anni).<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Ed \u00e8 a Prato, che ho iniziato a rendermi conto, scherzandoci sopra con gli amici, che quelli come me sono \u201cfigli d\u2019emigranti\u201d! Nel caso dei miei genitori, siciliani che si spostano per lavoro dal sud al centro-nord \u00e8 stato facile, quasi naturale, identificare questi spostamenti come emigrazioni, perch\u00e9 riconducibili ai \u201cvecchi\u201d canoni dell\u2019 emigrazione.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Troisi in un film diceva che un napoletano non pu\u00f2 viaggiare: appena esce da Napoli un napoletano diventa un emigrante! Ma quando 4 giovani, 3 ragazzi e una ragazza tra i 25 e i 30 anni nel 2006, hanno deciso di \u201ccercare altrove miglior fortuna\u201d, lasciando una cittadina ricca e laboriosa come Prato, allora la cosa si \u00e8 fatta pi\u00f9 difficile, c\u2019\u00e8 voluto \u201cun altro occhio\u201d, lo sguardo di qualcuno che aveva gi\u00e0 vissuto un\u2019 esperienza simile, per riconoscere in quei trasferimenti (per amore o per lavoro o tutti e due) delle vere e proprie emigrazioni.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">\u00c8 cos\u00ec che ho iniziato a girare <span style=\"font-style: italic;\">Un giorno in Europa<\/span> ed \u00e8 cos\u00ec che ho scoperto quanti \u201cnuovi emigranti\u201d lasciano i propri Paesi d\u2019origine, oggi come 50 anni fa, seguendo per\u00f2 degli iter che non sono pi\u00f9 quelli di una volta perch\u00e9 nel frattempo l\u2019Europa, l\u2019euro, i low cost hanno aperto nuove possibilit\u00e0 e dato vita a queste nuove forme di emigrazione.<\/p>\n<p class=\"autore-asei\" align=\"center\"><span style=\"font-style: italic;\">***<\/span><\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\"><span style=\"font-style: italic;\">Perch\u00e9 sei emigrato dopo aver girato il tuo documentario?<\/span><\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">I nuovi emigranti iniziano a raccontare la nuova realt\u00e0 in cui vivono e a confrontarla con quella da cui provengono, vivono per un periodo a Prato e per un periodo all&#8217;estero, fanno i loro conti e lasciano il loro Paese d\u2019origine \u201cper cercare altrove miglior fortuna\u201d. Ed io l\u00ec ad ascoltare le loro storie, a tagliarle e cucirle per metterle insieme e poterle raccontare agli altri, per cercare di dare voce a loro e a quelli che, come loro, stanno dando vita ad un fenomeno che \u00e8 grande e che sta accadendo adesso, oggi, in questi anni.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Da qui il passo \u00e8 stato breve: il mio lavoro di tecnico teatrale non mi dava pi\u00f9 le certezze economiche e le soddisfazioni che mi aveva dato negli ultimi 10 anni, i compromessi si facevano sempre pi\u00f9 svantaggiosi per me a favore delle produzioni teatrali che lamentavano la mancanza di fondi e di sbocchi; il sapore del caff\u00e8 al bar era sempre pi\u00f9 amaro corretto da quella lamentela cronica che accomuna gli italiani da Trieste a Palermo e&#8230;<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">E allora mi ricordo che Berlino \u00e8 una metropoli a misura d\u2019uomo, dove una sopravvivenza dignitosa costa \u201c il giusto\u201d e te la guadagni lavorando 2 o 3 giorni a settimana, mentre cerchi di riorganizzare le idee, di imparare la lingua, di trovare la maniera di ricominciare, di continuare a fare la tua professione qui come l\u00ec, o di ripartire da capo, magari inseguendo uno dei tanti sogni che in Italia avevi chiuso nel cassetto dell\u2019armadio che avevi messo in cantina e di cui avevi perso la chiave.<\/p>\n<p class=\"autore-asei\" align=\"center\">***<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\"><span style=\"font-style: italic;\">Il documentario di Melani e Baldi (la casa di produzione, creata ad hoc, si chiama Melbal) offre una prospettiva nuova di questo fenomeno che \u00e8 cresciuto negli ultimi anni, forse negli ultimi due decenni. Per presentarlo al meglio, possiamo ricorre alle parole dell\u2019antropologo Paolo Pecchioli, che cos\u00ec lo descrive nel sito di Arcoiris:<\/span><\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\"><span style=\"font-style: italic;\">Un giorno in Europa: nuove forme di emigrazione<\/span>, \u00e8 un documentario appena sfornato dalla MelBal produzioni, produttrice squattrinata che si \u00e8 presa la bega di toccare un tasto difficile e complicato: ma sar\u00e0 vero che questi italiani non sono pi\u00f9 un popolo di emigranti? Sar\u00e0 vero che il fenomeno chiamato emigrazione riguarda il passato del nostro Paese e non pi\u00f9 il presente? Sar\u00e0 vero che gli italiani hanno smesso di far valigia alla ricerca di miglior fortuna altrove?<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Perch\u00e9 quando parliamo di emigrazione ricevuta, e quindi di marocchini, albanesi, rumeni, moldavi, rom, senegalesi, nigeriani e tutto il resto, siamo pi\u00f9 o meno tutti d\u2019accordo. Ma quando decidiamo, da italiani quali siamo, e quindi da europei, di guardarci allo specchio e di sottoporci alle stesse domande, ponendoci allo stesso livello culturale e sociale e nelle stesse situazioni di coloro che chiamiamo emigrati, le cose cambiano.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Osservare le nostre realt\u00e0 come osserviamo quelle \u201caltre\u201d, implica uno sforzo culturale considerevole: \u00e8 ci\u00f2 che in antropologia prende il nome di estraniamento culturale; implica in primo luogo la sospensione di giudizi morali e la volont\u00e0 di rimuovere sovrastrutture culturali che negli anni, sedimentandosi, hanno portato alla formazione di stereotipi e luoghi comuni nei confronti dell\u2019alterit\u00e0. Vuol dire in altre parole capovolgere l\u2019obbiettivo, puntarlo su noi stessi: \u00e8 l\u2019osservatore che diventa osservato.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">E magari ci accorgiamo che gli italiani che vivono fuori dall&#8217;Italia sono davvero tantissimi, e che oggi come cinquant&#8217;anni fa molti italiani continuano a cercare fuori dal proprio Paese possibilit\u00e0 nuove, come cambiare il proprio status, la propria situazione affettiva o economica, mettendo in discussione il proprio senso di identit\u00e0 o la propria idea del mondo. E magari ci accorgiamo che di queste nuove forme di emigrazione e delle dinamiche che le muovono si sa ben poco: mancano cifre, dati, testimonianze. Cerchiamo di capire perch\u00e9.<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\"><span style=\"font-style: italic;\">Un giorno in Europa<\/span> si compone di quattro storie, quattro storie di italiani all&#8217;estero. Le loro vicende private si intrecciano con i risvolti della nuova realt\u00e0 europea in citt\u00e0 quali Berlino, Praga, Santiago de Compostela, Amsterdam e Prato, che \u00e8 la realt\u00e0 da cui provengono. La vita affettiva, il lavoro, le aspirazioni, le difficolt\u00e0 di quattro persone che solo trenta o quaranta anni fa avremmo chiamato emigranti. E oggi come dovremmo chiamarli?<\/p>\n<p class=\"testo-asei\" align=\"justify\">Dolce, delicato, ironico e commovente. Va visto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h2 align=\"center\" >Interviste<\/h2>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4 align=\"center\" class=\"autore-asei\">Matteo Sanfilippo<\/h4>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3 align=\"center\" class=\"paragrafo-2-asei\">Matteo Sanfilippo intervista Ettore Melani<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3 align=\"center\" class=\"paragrafo-2-asei\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"image\" width=\"50\" height=\"16\" src=\"http:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/inter.jpg\" alt=\"inter.jpg\" \/><\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\" class=\"testo-asei\">Da due anni gira per il web <span style=\"font-style: italic;\">Un giorno in Europa: nuove forme di emigrazione<\/span> (2008), interessante documentario girato da Ettore Melani e montato da Nadia Baldi. Il filmato di quasi un\u2019ora \u00e8 dedicato ai vari aspetti e ai vari problemi della nuova emigrazione continentale under 35, seguiti ricostruendo la giornata tipo di qualcuno che si sposta per lavoro in un\u2019altra citt\u00e0, un altro paese. L\u2019autore, sulla scia del dibattito innescato dal manifesto di Claudia Cucchiarato, ci ha proposto di rendere disponibile la sua opera e un trailer (si possono scaricare da http:\/\/www.arcoiris.tv\/modules.php?name=Flash&amp;d_op=getit&amp;id=13328). Inoltre ci ha concesso questa intervista.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1333,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[562,196,96],"class_list":["post-1351","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c64-interviste","tag-ettore-melani","tag-intervista","tag-matteo-sanfilippo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1351"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3750,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1351\/revisions\/3750"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}