{"id":2451,"date":"2014-05-30T10:14:23","date_gmt":"2014-05-30T08:14:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=2451"},"modified":"2017-05-16T11:50:49","modified_gmt":"2017-05-16T09:50:49","slug":"intervista-ad-agostino-bistarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2014\/05\/intervista-ad-agostino-bistarelli\/","title":{"rendered":"Intervista ad Agostino Bistarelli"},"content":{"rendered":"<p class=\"AATesto\"><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">Agostino Bistarelli si \u00e8 laureato in Storia all\u2019Universit\u00e0 di Pisa e ha conseguito il dottorato in Storia comparata presso l\u2019Universitat Autonoma de Barcelona. Ha insegnato Storia contemporanea nella Facolt\u00e0 di Scienze Umanistiche della Sapienza di Roma ed attualmente \u00e8 referente della ricerca per la Giunta centrale per gli studi storici, dove coordina la Bibliografia storica nazionale. Inoltre \u00e8 docente di ruolo nella scuola secondaria superiore per la classe di Filosofia e storia. \u00c8 membro del Comitato Diritti Umani della Commissione Italiana per l\u2019Unesco, nonch\u00e9 dei gruppi di ricerca <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">El exilio italiano en Espa\u00f1a<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\"> (Ministerio de Educaci\u00f3n y Ciencia) e <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">La fraternit\u00e8 comme engagement politique en Europe \u2013 1820-1920<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\"> (ANR France). Oltre a numerosissimi articoli, ha pubblicato i seguenti volumi: <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">La resistenza dei militari italiani all\u2019estero<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">, Rivista Militare, 1996; <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">La storia del ritorno. I reduci italiani del secondo dopoguerra<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">, Bollati Boringhieri, 2007; <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">Gli esuli del Risorgimento<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">, il Mulino, 2011. Inoltre ha curato l\u2019edizione di Karl Marx e Frederich Engels, <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">Sul Risorgimento<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">, Manifestolibri, 2011, ed \u00e8 autore del CD-ROM <\/span><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\" style=\"letter-spacing: -.1pt;\">L\u2019Atlante dello sviluppo<\/span><\/span><span style=\"letter-spacing: -.1pt;\">, programma di informazione ARCS &#8211; Ministero Affari Esteri, 1998.<\/span><\/p>\n<p class=\"AATesto\">Prendendo spunto dal suo ultimo libro gli chiediamo come \u00e8 nato il progetto di ricerca sugli esuli.<\/p>\n<p class=\"AATesto\"><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\">Dopo aver studiato la Resistenza ed il mondo reducistico ho frequentato il dottorato di ricerca a Barcellona dove era attivo un filone di ricerca sulla violenza in epoca contemporanea che mi interessava per completare l\u2019analisi del suo influsso sul comportamento e sulla mentalit\u00e0 dei combattenti. A causa dell\u2019organizzazione del dottorato ho dovuto seguire dei corsi di storia spagnola, anche ottocentesca, e per ottenere i crediti relativi al corso sulla storia del liberalismo sono stato sollecitato a presentare una tesina sul rapporto tra Italia e Spagna durante il <\/span><\/span>Triennio<span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\">. Da l\u00ec le prime ricerche sugli esuli italiani in Spagna dopo il 1821, argomento sul quale ho poi scritto la tesi dottorale. Mi sono cos\u00ec trovato a studiare un altro secolo anche se poi in fondo la domanda che mi ha mosso \u00e8 la stessa: cosa spinge all\u2019impegno? Come influisce una esperienza liminare sulla soggettivit\u00e0? Cosa fanno le persone dopo questo protagonismo politico? Quindi ho proseguito la ricerca su tutto il periodo risorgimentale e per quanto possibile su tutti i luoghi dell\u2019esilio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"AATesto\">Pensi di riprendere il tema o lo consideri conchiuso; oppure non te ne vuoi pi\u00f9 occupare, ma credi che si potrebbe continuare a lavorarci?<\/p>\n<p class=\"AATesto\"><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\">In quest\u2019ultimo periodo c\u2019\u00e8 stata una ripresa del tema con diversi punti di vista, da quelli culturali a quelli sociali a quelli propriamente politici. Sono nati anche gruppi di lavoro a carattere internazionale in due dei quali continuo lo studio per definire soprattutto come si sono costituite le reti di accoglienza, di iniziativa militante, di comunicazione ideologica tra e con gli esuli.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"AATesto\">Quale \u00e8 la possibile ricaduta a livello di categorie storiografiche della tua lettura dell\u2019esulato?<\/p>\n<p class=\"AATesto\"><span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\">Posso sintetizzare la risposta in due parti. In primo luogo, la dimensione prosopografica della mia ricerca incrocia la storiografia almeno in tre aspetti. La provenienza territoriale che, pur con ogni cautela del caso, conferma la tesi della supremazia delle \u201cperiferie\u201d nel ruolo svolto nei moti del 1820-21 segnalata tra l\u2019altro da Talamo, Candeloro e Venturi. La composizione socioeconomica descrive il movimento liberale italiano dei primi decenni dell\u2019Ottocento come espressione di ceti sociali emergenti e non rappresentativo della societ\u00e0 nel suo complesso, tanto nella sua componente moderata che in quella democratica. Questa \u00e9lite, forzata in gran parte verso l\u2019esilio, soffrir\u00e0 cos\u00ec un forte ridimensionamento che aprir\u00e0 la strada, nel processo di costruzione dell\u2019unit\u00e0 nazionale, alla egemonia del fronte pi\u00f9 moderato, accorpata attorno l\u2019opzione sabauda. Dal punto di vista generazionale ipotizzo la possibilit\u00e0 di ricostruire l\u2019intersezione tra pi\u00f9 generazioni come uno spazio sociale costituito dal ruolo delle istituzioni educative e dai luoghi di trasmissione della cultura politica, il movimento settario in primo luogo. Le biografie degli esuli aiutano nel consolidare queste ipotesi di contaminazione generazionale. In secondo luogo, la mia ricerca parte dalla declinazione plurale che, attraverso il termine esilio, possono assumere le identit\u00e0 collettive e i miti nazionali. Le relazioni concrete tra gli uomini e il modo in cui si sviluppano nei loro rapporti con le varie istituzioni nell\u2019esilio sono particolarmente rilevanti nel processo di <\/span><\/span>nation-building<span class=\"AACorsiviziamo\"><span lang=\"EN-US\"> anche se misurate con le nuove tendenze storiografiche. Il ruolo della lingua, il trauma della separazione, l\u2019incidenza delle passioni e degli interessi materiali, l\u2019istituzionalizzazione dell\u2019esilio, il ruolo delle comunit\u00e0 di partenza e di accoglienza dimostrano che l\u2019interazione tra sfera pubblica e privata pu\u00f2 modulare diversamente la produzione discorsiva a cui ha lavorato a lungo Alberto Banti. Risultato di uno spostamento, maturata in comunit\u00e0 liminari o di mediazione, questa identit\u00e0 dell\u2019esilio \u00e8 pi\u00f9 aperta e cosmopolita, meno cupa e aggressiva. Sono minoranza ma gli esuli, come portatori di questi valori, non possono essere cancellati: il paese \u00e8 la libert\u00e0 costituzionale, il vincolo di appartenenza \u00e8 ai valori e non alla frontiera Per questo ho parlato di esuli come potenziali antidoti verso la deriva nazionalista che si verifica nella fase finale dell\u2019Ottocento.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agostino Bistarelli si \u00e8 laureato in Storia all\u2019Universit\u00e0 di Pisa e ha conseguito il dottorato in Storia comparata presso l\u2019Universitat Autonoma de Barcelona. 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