{"id":2722,"date":"2016-06-25T19:02:21","date_gmt":"2016-06-25T17:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=2722"},"modified":"2017-05-15T18:11:25","modified_gmt":"2017-05-15T16:11:25","slug":"emigrazione-e-italianita-il-comitato-nizzardo-della-societa-dante-alighieri-dal-1900-agli-anni-trenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2016\/06\/emigrazione-e-italianita-il-comitato-nizzardo-della-societa-dante-alighieri-dal-1900-agli-anni-trenta\/","title":{"rendered":"Emigrazione e italianit\u00e0.  Il comitato nizzardo della Societ\u00e0 Dante Alighieri (dal 1900 agli anni Trenta)"},"content":{"rendered":"<p>Quando, nel 1902, viene costituito un comitato della Societ\u00e0 Dante Alighieri\u00a0 a Marsiglia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, si prevede inizialmente di estenderne l\u2019azione fino a Nizza, citt\u00e0 in cui, a Roma si ritiene che \u201cle difficolt\u00e0 specifiche del contesto rendono forse meno opportuna la creazione di un comitato autonomo\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Due anni dopo, tuttavia, viene fondato il comitato locale di Nizza. Come si legge in un rapporto di attivit\u00e0 del comitato alla fine degli anni 1930 \u201cper l\u2019origine storica, la posizione geografica e l\u2019entit\u00e0 della colonia italiana ivi stabilitasi, la regione Alpi Marittime reclama in modo particolare l\u2019attenzione e le cure della Dante\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. La particolarit\u00e0 di Nizza risiede in primo luogo in una storia condivisa con l\u2019Italia preunitaria, per la sua appartenenza al regno di Sardegna fino all&#8217;annessione alla Francia nel 1860<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>. Nel corso dei successivi decenni, le \u00e9lite locali diffondono sia nei confronti della Francia che dell\u2019Italia una retorica particolarista, alla quale si trova a far fronte una societ\u00e0 come la Dante Alighieri che, fin dalla sua fondazione nel 1889, si \u00e8 preposta l&#8217;obiettivo di diffondere la cultura italiana nel mondo. Questo tipo di affermazione identitaria fondata su un principio di distinzione caratterizza i territori frontalieri<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>, i quali, in quanto luoghi della regolazione e del controllo statali delle mobilit\u00e0, sono inoltre sovraesposti a livello nazionale<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Da una parte e dall&#8217;altra delle Alpi la circolazione degli uomini, iscritta sulla lunga durata, non \u00e8 tuttavia ostacolata. Al contrario, il flusso migratorio in provenienza dall&#8217;Italia (e pi\u00f9 particolarmente dalle vicine province del Nord) non cessa di crescere dalla seconda met\u00e0 del XIX secolo fino alla met\u00e0 del secolo successivo, contribuendo a conferire a Nizza un carattere cosmopolita<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel 1891 si contano 24.367 italiani, il 23% della popolazione cittadina, percentuale che rimane stabile nel periodo fra le due guerre, quando la colonia oscilla fra i 36.000 e i 40.000 individui.<\/p>\n<p>Il fatto che Nizza sia una delle citt\u00e0 pi\u00f9 italiane di Francia giustifica certamente l\u2019insediamento e lo sviluppo della Dante Alighieri, che si \u00e8 prefissa l&#8217;obiettivo \u201cdi esportare l\u2019italianit\u00e0 nelle comunit\u00e0 italiane di tutti i continenti\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>. Si era preso atto \u201ccon dolore che la lingua ed il pensiero italiano nelle Alpi Marittime tendevano sempre pi\u00f9 a disparire\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>. A Nizza come altrove, la Societ\u00e0 Dante Alighieri si d\u00e0 come obiettivo quello di mantenere stretto il legame fra gli emigrati e il paese di origine. Come osserva Beatrice Pisa \u201c\u00c8 certo per\u00f2 che se il filone irredentista fu quello propulsore e rest\u00f2 per decenni l\u2019interesse prevalente, quelli dell&#8217;emigrazione e delle scuole all&#8217;estero si aggiunsero assai precocemente\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a>. Questo interesse per la questione dell\u2019emigrazione si rafforza quando Pasquale Villari<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a>, storico e ministro della Pubblica istruzione del governo di Rudin\u00ec, diviene presidente della Societ\u00e0, fra il 1896 e il 1903. Villari esprime la sua preoccupazione rispetto a quei \u201cmilioni di italiani che perdono la propria nazionalit\u00e0 e dimenticano quella che \u00e8 la nostra e la loro lingua\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup><sup>[12]<\/sup><\/sup><\/a> e considera come un \u201cdovere\u201d l\u2019intervento presso gli emigranti<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup><sup>[13]<\/sup><\/sup><\/a>. In queste circostanze, i comitati si moltiplicano, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti dove \u00e8 diretta la Grande Emigrazione, e lavorano per forgiare un&#8217;identit\u00e0 culturale concepita come metafora dell&#8217;identit\u00e0 nazionale<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup><sup>[14]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019analisi delle identit\u00e0 culturali in generale e, nel caso in questione, della maniera in cui i migranti si sentono italiani, non \u00e8 semplice.<\/p>\n<p>Non si tratta infatti di \u201cun sistema assoluto, fisso o impermeabile, un modello di purezza che non si riproduce che a partire da se stesso\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup><sup>[15]<\/sup><\/sup><\/a>. Sembra possibile aggirare la difficolt\u00e0 centrando l\u2019analisi sugli spazi di costruzione, d\u2019espressione, di diffusione delle rappresentazioni fondate sull&#8217;appartenenza a una comunit\u00e0 d\u2019origine, spesso designata attraverso la nozione di italianit\u00e0<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup><sup>[16]<\/sup><\/sup><\/a>, e che si traduce in forme concrete o simboliche di relazione con l\u2019Italia. Ripercorrendo a grandi linee la storia del comitato nizzardo della Dante Alighieri, a partire da fonti francesi e italiane, \u00e8 possibile avviare la riflessione su uno spazio istituzionalizzato dell\u2019italianit\u00e0 all&#8217;estero in un contesto molto sensibile sotto il profilo identitario, sul piano culturale e politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Un insediamento temuto<\/li>\n<\/ol>\n<p>In Francia, il primo comitato viene fondato a Parigi nel 1901. L&#8217;eco di questa iniziativa arriva fino a Nizza, dove la polizia informa il prefetto, dopo aver aperto la corrispondenza di un individuo \u201csospetto dal punto di vista nazionale\u201d, dell\u2019esistenza a Parigi di un comitato della Dante Alighieri, la quale viene descritta come una \u201csociet\u00e0 ricca e potente, che ha come missione quella di sostenere il partito monarchico in Italia, di combattere i partiti progressisti e di diffondere la lingua italiana nei paesi stranieri, creando scuole nelle citt\u00e0 in cui si trovano un certo numero di persone originarie della Penisola\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup><sup>[17]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019attenta vigilanza della polizia si rafforza con l\u2019insediarsi della Dante Alighieri nelle Alpi Marittime. Dalla polizia questa viene vista come \u201cuna lega essenzialmente politica che riceve segretamente le istruzioni del governo diventando un potente strumento di propaganda e di forza per l\u2019azione italiana all&#8217;estero\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup><sup>[18]<\/sup><\/sup><\/a>. \u00c8 vero che il governo italiano sostiene l\u2019azione della Dante a favore dei suoi emigrati<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup><sup>[19]<\/sup><\/sup><\/a>, della cui sorte inizia a curarsi a partire la legge Luzzati del 1901<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup><sup>[20]<\/sup><\/sup><\/a>, d\u2019altra parte i rapporti fra la Societ\u00e0 e il ministero degli Affari esteri sono nutriti da interessi reciproci<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\"><sup><sup>[21]<\/sup><\/sup><\/a>. La polizia nizzarda non percepisce granch\u00e9, per\u00f2, il sottile rapporto dialettico, e preferisce considerare la Dante Alighieri come uno strumento della politica estera italiana. Cos\u00ec, nella figura di Giovanni Battista Rossi, alla base dell\u2019insediamento della Dante Alighieri nelle Alpi Marittime, si vede un \u201cagente segreto del ministero degli Affari esteri\u201d<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\"><sup><sup>[22]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019uomo \u00e8 dunque oggetto di una stretta sorveglianza e al centro di diversi rapporti. A quanto sostiene la polizia, Giovanni Battista Rossi arriva a Nizza nel 1901 per fondarvi un giornale, \u201cIl corriere di Nizza\u201d che compare per una sola settimana, e forse gi\u00e0 prendendo in considerazione la creazione di un comitato nizzardo della Dante Alighieri. La sua presenza, in effetti, \u00e8 considerata compromettente dal console Simondetti, che \u201csi \u00e8 sempre opposto, a causa delle condizioni particolari di paese di frontiera e annesso nelle quali si trova il dipartimento delle Alpi Marittime, a qualsiasi intromissione negli affari della colonia di Nizza di tale societ\u00e0 politica\u201d<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\"><sup><sup>[23]<\/sup><\/sup><\/a>. Rossi si reca quindi a Marsiglia dove, in occasione della costituzione della sezione locale della Dante Alighieri, la sua attivit\u00e0 \u00e8 \u201cla pi\u00f9 attiva, la pi\u00f9 pratica e intelligente\u201d<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\"><sup><sup>[24]<\/sup><\/sup><\/a>. Dopo aver attraversato la Provenza \u2013 e aver tratto da quest\u2019esperienza un opera che contribuisce ad accrescere la consapevolezza in Italia sulla situazione dei compatrioti all&#8217;estero<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup><sup>[25]<\/sup><\/sup><\/a> \u2013 fa ritorno nelle Alpi Marittime con il fine di crearvi un comitato della Dante Alighieri. Nel dipartimento la Societ\u00e0 costituisce, per la polizia, \u201cun vero pericolo nazionale\u201d<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\"><sup><sup>[26]<\/sup><\/sup><\/a>; gli sembra dunque certamente pi\u00f9 saggio orientare la sua azione verso il principato di Monaco dove, con la promessa di una decorazione dell\u2019Ordine della Corona d\u2019Italia, convince Oreste Brida, commerciante alla presidenza de comitato italiano di beneficenza, a fondare un comitato della Dante Alighieri. Il comitato \u00e8 composto da una decina di membri e si pone come obiettivo principale quello di fondare delle scuole italiane a Monaco e nel quartiere Carnier del comune della Turbie <a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\"><sup><sup>[27]<\/sup><\/sup><\/a>, detto \u201cTonkin\u201d, dove risiedono, per la gran parte in baracche, gli operai italiani che lavorano nei cantieri monegaschi<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\"><sup><sup>[28]<\/sup><\/sup><\/a>. Il giornale \u201cLa Patria\u201d rivela lo stato d\u2019animo che informa l\u2019iniziativa: \u201c\u00c8 fin troppo vero che i figli dei diecimila italiani che abitano nel Principato di Monaco e nei comuni francesi limitrofi non parlano che uno strano miscuglio di dialetti di diversi paesi; non conoscono altra lingua che quella francese quando la conoscono e conoscono l\u2019Italia come noi conosciamo la Cina\u201d<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\"><sup><sup>[29]<\/sup><\/sup><\/a>. Punto di vista condiviso dalla direzione della Societ\u00e0 a Roma che, sostenuta in questo dal governo, fa dell\u2019insegnamento della lingua italiana agli emigrati un obiettivo prioritario<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\"><sup><sup>[30]<\/sup><\/sup><\/a>. In occasione del congresso di Udine, dal 24 al 26 dicembre 1902, la questione delle scuole italiane in Francia viene lungamente discussa e nel suo intervento il presidente Villari si chiede \u201ccome \u00e8 possibile credere che in un paese liberale e illuminato come la Francia, gli italiani non riescano ad ottenere il permesso di educare i propri figli nella loro lingua?\u201d<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup><sup>[31]<\/sup><\/sup><\/a>. Le autorit\u00e0 francesi pongono effettivamente degli ostacoli. A Monaco e a Beausoleil il progetto di Oreste Brida fallisce per questo motivo, prima ancora che per la difficolt\u00e0 a reperire un finanziamento. A Beausoleil altri tentativi subiscono la stessa sorte fino agli anni 1920, fatto che suscita l\u2019ira del governo italiano il quale, nel 1909, nega una decorazione proposta dall&#8217;ambasciatore francese a Roma per il sindaco di Beausoleil, in occasione dell\u2019inaugurazione di un treno di lusso fra Cannes e Roma<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\"><sup><sup>[32]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel 1921, l\u2019ispettore scolastico cos\u00ec spiega: \u201cdi fatto queste scuole aperte tolgono alle nostre una clientela interessante (questi bambini si situano generalmente fra gli allievi operosi e intelligenti). Mi sembra che tale apporto continuo alla popolazione francese non vada disdegnato e respinto\u201d<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\"><sup><sup>[33]<\/sup><\/sup><\/a>. In realt\u00e0 una legge del 30 ottobre 1886 sull&#8217;istruzione primaria, all&#8217;articolo 4, e un decreto del 18 gennaio 1887 all\u2019articolo 185, prevedono l\u2019esistenza \u201cdi scuole destinate esclusivamente ai bambini stranieri\u201d, ma esigono che i direttori di queste scuole rispettino tre condizioni: che godano dei diritti civili in Francia, che abbiano ottenuto l\u2019equivalenza dei titoli con il diploma di scuola media francese e che infine abbiano ottenuto un autorizzazione all&#8217;insegnamento. Tuttavia, come rileva il ministero degli Affari esteri, \u201cle ultime due condizioni non sono mai adempiute, dal momento che le autorizzazioni necessarie, che dipendono dal ministero della pubblica istruzione, vengono sempre da questo negate\u201d<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\"><sup><sup>[34]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019affare di Beausoleil, che suscita delle vive tensioni, ha a che fare con una preoccupazione che sembra essere di primaria importanza a livello locale. Come si legge in un rapporto del 1904: \u201cla creazione di una scuola italiana a Beausoleil costituiva un precedente che non avrebbe pi\u00f9 permesso al governo francese di opporsi alla tanto desiderata creazione di scuole italiane a Nizza\u201d<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\"><sup><sup>[35]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Una difficile organizzazione<\/li>\n<\/ol>\n<p>Considerando l\u2019importanza e la consistenza della colonia italiana in citt\u00e0, Nizza si trova al centro di tutte le attenzioni. Lo stato e il comune esprimono le proprie riserve in merito a tutte le iniziative delle associazioni italiane in cui intravedono dei risvolti politici. Cos\u00ec, nel 1903, la domanda di autorizzazione per una societ\u00e0 di ginnastica italiana Giuseppe Garibaldi \u00e8 respinta in quanto costituirebbe \u201cun pericolo dal punto di vista nazionale\u201d<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\"><sup><sup>[36]<\/sup><\/sup><\/a>. Il console Simondetti, come abbiamo visto, scoraggia in tali circostanze la costituzione di un comitato nizzardo della Dante Alighieri, per non creare tensioni locali che potrebbero pregiudicare a livello diplomatico l\u2019avvicinamento tra Francia e Italia avviato negli anni 1890<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\"><sup><sup>[37]<\/sup><\/sup><\/a>. D&#8217;altronde, il console rileva come l\u2019assenza di una \u00e9lite colta \u2013 solo pochi individui in citt\u00e0 esercitano professioni liberali \u2013 impedisca lo sviluppo di una colonia strutturata e organizzata a Nizza<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><sup><sup>[38]<\/sup><\/sup><\/a>, dato che ostacola indubbiamente anche la creazione di un comitato della Dante Alighieri. Sar\u00e0 il successore di Simondetti, il conte Vittorio Thaon di Revel, a rompere con un tale atteggiamento di prudenza e a favorire la creazione di un comitato della Dante Alighieri, e il suo profilo aiuta a capirlo. Nato da una vecchia famiglia dell\u2019entroterra nizzardo stabilita a Nizza dal XVI secolo e fedele al regno di Sardegna<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><sup><sup>[39]<\/sup><\/sup><\/a>, prima della nomina a Nizza passa per le sedi di Trieste e Salonicco dove favorisce, in un contesto irredentista, lo sviluppo delle attivit\u00e0 della Dante Alighieri, e diventa inoltre membro della direzione romana. A Nizza tuttavia \u201cla cosa si \u00e8 fatta senza chiasso, in silenzio, in maniera da non attirare l\u2019attenzione delle autorit\u00e0 francesi cos\u00ec da procurarsi, sfruttando la sorpresa, le autorizzazioni necessarie\u201d<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><sup><sup>[40]<\/sup><\/sup><\/a>. La discrezione \u00e8 tale che \u00e8 difficile stabilire con precisione la data di creazione del comitato. Se infatti alcuni rapporti della polizia locale fanno riferimento alla sua esistenza fin dall&#8217;estate del 1904<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><sup><sup>[41]<\/sup><\/sup><\/a>, la dichiarazione ufficiale della sua costituzione viene recapitata a Roma solo nel novembre del 1905<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\"><sup><sup>[42]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel corso di questo periodo il comitato nizzardo si struttura grazie alla prospera Societ\u00e0 italiana di soccorso, che si compone di pi\u00f9 di 300 membri e che viene considerata una \u201ccreatura del consolato\u201d<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup><sup>[43]<\/sup><\/sup><\/a>. Il comitato della Dante Alighieri vi stabilisce la propria sede, vi recluta tutti i suoi membri e vi trova inoltre il finanziamento necessario in vista della creazione di un ufficio di collocamento per gli operai italiani, di uno sportello di consulenza legale e di uno centro ricreativo infantile. Se l\u2019ufficio di collocamento \u00e8 visto dalle autorit\u00e0 francesi come \u201cun&#8217;idea filantropica e umanitaria\u201d<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup><sup>[44]<\/sup><\/sup><\/a>, gli altri due progetti non sono visti con la stessa benevolenza. La consulenza legale, in cui gli emigrati italiani troverebbero un sostegno materiale e finanziario per la difesa dei propri diritti e riceverebbero pareri gratuiti in materia di diritto civile, commerciale e penale, viene considerata \u201cuna fonte di fastidi e di difficolt\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\"><sup><sup>[45]<\/sup><\/sup><\/a>. Si teme che \u201cqualora ai membri della Dante venisse voglia di disfarsi di un funzionario francese di cui temano lo zelo, potrebbero trascinarlo in tribunale o fargli intorno una tale pubblicit\u00e0 da spingere una delle proprie creature a sporgere denuncia contro questo funzionario\u201d<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\"><sup><sup>[46]<\/sup><\/sup><\/a>. Il progetto di \u201cricreatorio infantile\u201d \u00e8 visto con ancora maggiore sospetto, in quanto pone nuovamente la delicata questione delle scuole italiane. La polizia nizzarda ci tiene a ricordare che a seguito dell\u2019autorizzazione accordata per un\u2019istituzione simile, \u201ccon la flessibilit\u00e0 propria degli italiani, i dirigenti della colonia italiana di Marsiglia seppero approfittare della prima occasione per aggirare tutte le difficolt\u00e0 e raggiungere il proprio scopo, ovvero il funzionamento delle scuole\u201d<a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\"><sup><sup>[47]<\/sup><\/sup><\/a>. Nella Dante Alighieri poi non \u00e8 riposta alcuna fiducia: anche il presidente del suo comitato locale \u00e8 considerato sospetto. Il conte Francesco de Orestis di Castelnuovo appartiene a una vecchia famiglia nizzarda; \u00e8 nipote di Fran\u00e7ois Malaussena, sindaco di Nizza fra il 1886 e il 1896, ed \u00e8 tuttavia rimasto fedele servitore della monarchia piemontese. Ha fatto parte a lungo della polizia italiana in veste di commissario a Ventimiglia e a Firenze. Nel 1889, quando la tensione fra l\u2019Italia e la Francia \u00e8 molto alta, \u00e8 oggetto di una particolare sorveglianza: \u201cle frequenti escursioni lungo la frontiera avevano portato a credere che si prestasse a un servizio di informazione militare a danno della nostra difesa nazionale\u201d <a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\"><sup><sup>[48]<\/sup><\/sup><\/a>. Stabilitosi a Nizza una volta in pensione, il suo nome appare nei rapporti relativi agli ambienti irredentisti.<\/p>\n<p>L\u2019irredentismo costituisce senza dubbio una lente fondamentale nell&#8217;analisi dell\u2019attivit\u00e0 della Dante Alighieri a Nizza. I rapporti di polizia, quando si tratta di presentare il profilo della Societ\u00e0, vi fanno continuamente riferimento, e a ragione, dal momento che sappiamo che proprio nell&#8217;irredentismo questa trova il terreno fertile per il proprio sviluppo<a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\"><sup><sup>[49]<\/sup><\/sup><\/a>. Il discorso irredentista della Dante in questa fase non mette mai realmente in discussione l\u2019attaccamento di Nizza alla Francia. Ci\u00f2 nonostante, a Nizza, le autorit\u00e0 francesi guardano con sospetto all&#8217;eventuale ritorno in forze di un partito italiano. \u00c8 ancora viva la memoria dei disordini che avevano avuto luogo in occasione delle elezioni legislative del 1871 e che avevano portato alla chiusura de \u201cIl Diritto di Nizza\u201d<em>, <\/em>giornale filo-italiano, e all&#8217;arresto di diversi uomini politici<a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\"><sup><sup>[50]<\/sup><\/sup><\/a>. In seguito, la pubblicazione\u00a0 de \u201cIl Pensiero di Nizza\u201d, fino alla sua chiusura nel 1895, \u00e8 segno del permanere di una corrente separatista. La Dante Alighieri a Nizza \u00e8 dunque sistematicamente percepita come un avamposto dell\u2019irredentismo, il che aiuta a comprendere l\u2019opposizione costante ai progetti per la creazione di scuole italiane nell&#8217;area. Per il commissario di polizia di Nizza, non ci sarebbe dubbio sul fatto che \u201cmentre l\u2019insegnamento impartito ai figli di emigrati italiani nelle scuole francesi li lega al nostro paese e fa loro dimenticare la patria italiana, quello che verrebbe loro impartito nelle scuole italiane li crescerebbe nelle idee di odio per la Francia, la quale, a parere degli irredentisti italiani, direttori e ispiratori della Dante, deterrebbe ingiustamente Nizza, la Savoia e addirittura la Corsica\u201d<a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\"><sup><sup>[51]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La questione dell\u2019irredentismo costituisce un ostacolo per lo sviluppo del comitato nizzardo della Dante Alighieri non solo a causa \u201cdella scarsa simpatia delle autorit\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\"><sup><sup>[52]<\/sup><\/sup><\/a>, ma anche delle divergenze che provoca al suo stesso interno. Gi\u00e0 nel 1909 il segretario generale del comitato nizzardo, Giovanni Bonfiglio, afferma che il direttorio, che ha preso servizio nel luglio del 1908 sotto la presidenza del conte Giulio Caravadossi d\u2019Aspromonte, non ha potuto accedere ai fascicoli della precedente direzione<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\"><sup><sup>[53]<\/sup><\/sup><\/a>. All&#8217;epoca il comitato \u00e8 composto di 97 membri e\u00a0 continua a non avere una sede. Bonfiglio sottolinea poi la difficolt\u00e0 riscontrata nell&#8217;accedere alle sale per le conferenze, a causa degli affitti proibitivi: in effetti, nel 1909 viene organizzata una sola manifestazione letteraria. Il segretario generale osserva quindi che il lavoro fatto \u00e8 stato \u201cmodesto ma efficace, che si \u00e8 concentrato in modo particolare sulla riorganizzazione interna del comitato\u201d.<\/p>\n<p>Un anno dopo, tale organizzazione \u00e8 gi\u00e0 in crisi. Nel 1910 la polizia francese afferma che \u201csi sono formate due parti ben distinte\u201d, da una parte \u201cgli irredentisti\u201d, \u201canimati da sentimenti di ostilit\u00e0 verso la Francia\u201d e, dall&#8217;altra parte, \u201ci neutrali o gli indifferenti, chiamati dai loro avversari con ironia i francofili, che ritengono che la sezione di cui fanno parte debba astenersi dall&#8217;intromettersi nelle questioni politiche\u201d<a href=\"#_ftn54\" name=\"_ftnref54\"><sup><sup>[54]<\/sup><\/sup><\/a>. Inizialmente il dibattito \u00e8 centrato sulla scelta della sede, poi sui criteri per la designazione dei delegati del comitato di Nizza per il congresso della societ\u00e0 che si terr\u00e0 a Perugia nel dicembre 1910. Si crea un gruppo dissidente \u201cPro legalit\u00e0\u201d che contesta l\u2019opzione per la nomina da parte del presidente a scapito dell\u2019elezione dei delegati. Questo scontro, nel corso del quale non mancarono minacce violente, porta alle dimissioni del direttorio. L\u2019elezione di un nuovo consiglio non placa per\u00f2 la situazione. Si fa appello, invano, a una mediazione del comitato centrale di Roma<a href=\"#_ftn55\" name=\"_ftnref55\"><sup><sup>[55]<\/sup><\/sup><\/a>; una sessantina di membri rassegnano le dimissioni. Alla fine del 1911, la constatazione di un\u2019italianit\u00e0 che si andava diluendo all&#8217;interno della colonia italiana di Nizza risuona come l\u2019ammissione di una sconfitta: \u201cUn piccolo nucleo di gente facoltosa rimasta italiana per sentimento, tradizione ed anche convenienza personale. Un piccolo nucleo di professionisti e industriali e commercianti che malgrado i continui infiniti intoppi allo sviluppo del loro esercizio professionale, conservano, a scapito dei loro interessi, la nazionalit\u00e0, la lingua, il culto della patria e resistono vittoriosamente. E poi, la gran massa indigena ed emigrata di piccoli commercianti, d\u2019operai di tutte le maestranze dalle pi\u00f9 fine alle pi\u00f9 rozze. E tal massa di oltre 60 000 connazionali nostri lotta giorno per giorno con le esigenze della vita spesso grama e stentata, , e perci\u00f2 tanto pi\u00f9 attratta verso la naturalizzazione francese che le spiana la via e rende ad ognuno l\u2019esistenza ed il lavoro pi\u00f9 facile e pi\u00f9 remunerativo. [\u2026] Ed il fattore potente dello sfacelo della tradizione e del sentimento italiano qui, si \u00e8 che la grande massa d\u2019italiani \u00e8 divisa, dispersa\u201d<a href=\"#_ftn56\" name=\"_ftnref56\"><sup><sup>[56]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019insegnamento della lingua italiana, una delle grandi priorit\u00e0 della Dante Alighieri a Nizza e nella regione, \u00e8 in calo per la mancanza di scuole e in un contesto in cui i corsi di italiano, gi\u00e0 poco numerosi negli istituti scolastici francesi<a href=\"#_ftn57\" name=\"_ftnref57\"><sup><sup>[57]<\/sup><\/sup><\/a>, vengono soppressi nelle scuole comunali di Nizza<a href=\"#_ftn58\" name=\"_ftnref58\"><sup><sup>[58]<\/sup><\/sup><\/a>. Va riconosciuto al comitato di Nizza di aver portato avanti un\u2019azione efficace in favore della creazione dei sotto-comitati a Cannes e a Mentone, che acquisiranno in seguito la propria autonomia<a href=\"#_ftn59\" name=\"_ftnref59\"><sup><sup>[59]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel 1911, la cessione da parte della societ\u00e0 di mutuo soccorso di una biblioteca di 4000 volumi (per la gran parte ricevuti in dono nel 1904 dalla sezione di Mantova della Dante Alighieri) costituisce anch&#8217;essa un risultato rilevante sul quale il comitato nizzardo intende fare leva dopo la Prima Guerra mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Gli effetti della fascistizzazione<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il periodo fra le due guerre \u00e8 inevitabilmente segnato dall&#8217;influenza sempre crescente del fascismo sulla Societ\u00e0 Dante Alighieri, al punto da farle perdere progressivamente la propria autonomia, integrandola al sistema di propaganda culturale del regime<a href=\"#_ftn60\" name=\"_ftnref60\"><sup><sup>[60]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019azione della Societ\u00e0, allo stesso tempo, si inscrive nel quadro della politica fascista sull&#8217;emigrazione<a href=\"#_ftn61\" name=\"_ftnref61\"><sup><sup>[61]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel 1925, quando la Societ\u00e0 non \u00e8 ancora sotto l\u2019egida del fascismo da un punto di vista istituzionale, la \u201cPagine della Dante\u201d pubblica una sorta di \u201cdecalogo\u201d destinato agli emigrati e redatto dal comitato di Varese, che ben rende l\u2019armonia vigente fra gli obiettivi della Dante e la politica mussoliniana<a href=\"#_ftn62\" name=\"_ftnref62\"><sup><sup>[62]<\/sup><\/sup><\/a>. Gli emigrati sono tenuti a ricordarsi della propria patria e a celebrare le feste nazionali, a rispettare il console e i rappresentanti dello stato e, soprattutto, a rimanere sempre cittadini italiani<a href=\"#_ftn63\" name=\"_ftnref63\"><sup><sup>[63]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019adeguamento al regime fascista si rivela inoltre nell&#8217;evoluzione della rappresentazione dell\u2019emigrato. Come sottolinea Patrizia Salvetti: \u201cAll&#8217;immagine dell\u2019emigrante miserabile e analfabeta, bruta forza lavoro, si sostituiva gradualmente negli anni \u201820, quando il flusso migratorio vide un suo forte ridimensionamento, nei primi anni successivi all&#8217;abbraccio tra regime e Dante, l\u2019immagine di un cittadino orgoglioso della forza demografica del suo paese, portatore di missione civilizzatrice ereditata dalla antica civilt\u00e0 romana\u201d<a href=\"#_ftn64\" name=\"_ftnref64\"><sup><sup>[64]<\/sup><\/sup><\/a>. Questa nuova rappresentazione modifica l\u2019azione della Dante Alighieri, la quale privilegia, oltre all&#8217;insegnamento di base della lingua italiana all&#8217;estero, la diffusione dell\u2019alta cultura italiana, non solo fra gli emigranti, ma anche fra gli stranieri<a href=\"#_ftn65\" name=\"_ftnref65\"><sup><sup>[65]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Queste tendenze informano localmente l\u2019evoluzione di un comitato nizzardo che, nel 1929, conta fra i 300 e i 400 membri<a href=\"#_ftn66\" name=\"_ftnref66\"><sup><sup>[66]<\/sup><\/sup><\/a>. La polizia di Nizza riferisce che il comitato \u201caderisce con entusiasmo al fascismo\u201d<a href=\"#_ftn67\" name=\"_ftnref67\"><sup><sup>[67]<\/sup><\/sup><\/a>. In realt\u00e0, il processo di avvicinamento non manca di provocare scontri e opposizioni, come, d&#8217;altronde, all&#8217;interno della direzione centrale di Roma. Cos\u00ec a Nizza, fra il 1923 e il 1925, il conflitto fra il presidente e il segretario del comitato semina \u201czizzania\u201d<a href=\"#_ftn68\" name=\"_ftnref68\"><sup><sup>[68]<\/sup><\/sup><\/a>. Il segretario Celestino Roncati, pellettiere della rue Lepante, viene sconfessato dal console ed espulso<a href=\"#_ftn69\" name=\"_ftnref69\"><sup><sup>[69]<\/sup><\/sup><\/a>, mentre la direzione romana della Dante d\u00e0 il suo sostegno al presidente Bont\u00e0<a href=\"#_ftn70\" name=\"_ftnref70\"><sup><sup>[70]<\/sup><\/sup><\/a>. Quest\u2019ultimo, nel 1927, \u00e8 oggetto di una campagna stampa del quotidiano nizzardo \u201cLa France de Nice et du Sud-est\u201d, fortemente impegnato nella lotta contro il fascismo<a href=\"#_ftn71\" name=\"_ftnref71\"><sup><sup>[71]<\/sup><\/sup><\/a>. Il console riferisce sulla questione: \u201cil Dott. Bont\u00e0 quale proprietario di case, fu colto dalla polizia francese ad esigere, contrariamente alle disposizioni di legge, una notevole indennit\u00e0 che valesse a compensarlo della locazione di un appartamento al prezzo di calmiere. Il fatto, che \u00e8 per altro nelle abitudini della grande maggioranza dei locali proprietari di case, \u00e8 stato oggetto di ampi ed aspri commenti a carico del Bont\u00e0, del quale in quell&#8217;occasione detta stampa ha voluto mettere in rilievo la qualit\u00e0 di cittadino italiano nonch\u00e9 le cariche di ex membro del Direttorio fascista e di presidente della Dante Alighieri\u201d<a href=\"#_ftn72\" name=\"_ftnref72\"><sup><sup>[72]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019attacco \u00e8 rivelatore di una frequente e diffusa confusione fatta fra Dante Alighieri e fascismo. Le dimissioni di Bont\u00e0 sembrano d\u2019altra parte accelerare il processo che vede il comitato passare sotto il controllo del consolato, il perno dell\u2019attivit\u00e0 fascista locale<a href=\"#_ftn73\" name=\"_ftnref73\"><sup><sup>[73]<\/sup><\/sup><\/a>. Il comitato \u00e8 quindi bersaglio degli antifascisti i quali, a Nizza, non esitano a ricorrere ad azioni violente<a href=\"#_ftn74\" name=\"_ftnref74\"><sup><sup>[74]<\/sup><\/sup><\/a>. In tali circostanze, al fine di evitare incidenti, le pi\u00f9 importanti riunioni del comitato non vengono pi\u00f9 svolte nella sua sede, a rue Sainte-R\u00e9parate, nella citt\u00e0 vecchia, ma al consolato<a href=\"#_ftn75\" name=\"_ftnref75\"><sup><sup>[75]<\/sup><\/sup><\/a>. Ci\u00f2 nonostante, gli antifascisti talvolta approfittano di conferenze organizzate dal comitato della Dante per agire, come in occasione dell\u2019intervento del senatore Cappa all&#8217;Hotel Bristol, che viene disturbato da una ventina di persone<a href=\"#_ftn76\" name=\"_ftnref76\"><sup><sup>[76]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Se il processo di avvicinamento fra il comitato della Dante Alighieri e gli ambienti fascisti non \u00e8 da mettere in dubbio, questo non avviene per\u00f2 senza intoppi, rivelatori talvolta delle rivalit\u00e0 personali all&#8217;interno delle \u00e9lite italiane a Nizza. Scrive il console nel 1932: \u201cMi preoccupa poi, in questi giorni, un incidente sorto tra il segretario del Fascio di Nizza e il Presidente della Dante, a causa di un rimprovero mosso dal primo quale gerarca al suo camerata\u201d<a href=\"#_ftn77\" name=\"_ftnref77\"><sup><sup>[77]<\/sup><\/sup><\/a>. Fornisce alcuni dettagli qualche giorno dopo le dimissioni del presidente Paolo Terruzzi, direttore dell\u2019agenzia della Banca commerciale italiana a Nizza: \u201cLe dimissioni sono causate dal rimprovero, in termini alquanto severi, che il Rufo ha mosso al presidente della Dante in una lettera dove gli fa presente la scarsa comprensione che egli addimostra dell\u2019opera svolta dal governo fascista in pro\u2019 dei lavoratori italiani all&#8217;estero, in occasione del fatto che il Terruzzi non ha creduto poter concedere ad un giovinetto impiegato quale usciere presso detta banca un congedo supplementare di giorni quindici a quello regolare di due settimane, quando ci\u00f2 avrebbe permesso al giovanetto di andare alle colonie estive fra gli avanguardisti residenti all&#8217;estero\u201d<a href=\"#_ftn78\" name=\"_ftnref78\"><sup><sup>[78]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019incidente ha luogo proprio quando l\u2019attivit\u00e0 del comitato secondo Terruzzi \u00e8 \u201cappena sufficiente per non morire\u201d<a href=\"#_ftn79\" name=\"_ftnref79\"><sup><sup>[79]<\/sup><\/sup><\/a>. Il momento \u00e8 inoltre tanto pi\u00f9 inappropriato in quanto coincide con la creazione di una Casa degli Italiani che, sotto la tutela del consolato, dovrebbe costituire un polo di aggregazione delle organizzazioni italiane a Nizza, cos\u00ec come negli altri centri dell\u2019emigrazione in Francia<a href=\"#_ftn80\" name=\"_ftnref80\"><sup><sup>[80]<\/sup><\/sup><\/a> e nel mondo. Durante la crisi della presidenza del comitato, i locali della Casa degli Italiani inizialmente destinati alla Dante vengono assegnati ad altre istituzioni<a href=\"#_ftn81\" name=\"_ftnref81\"><sup><sup>[81]<\/sup><\/sup><\/a>. Il comitato della Dante pu\u00f2 tuttavia organizzarvi dei corsi serali<a href=\"#_ftn82\" name=\"_ftnref82\"><sup><sup>[82]<\/sup><\/sup><\/a>. All&#8217;inizio degli anni Trenta, il comitato di Nizza non dispone ancora di locali adatti ad accogliere la propria biblioteca: la ricerca di un locale appare come una priorit\u00e0 e gi\u00e0 all&#8217;inizio del 1934 si fa richiesta di uno spazio al secondo piano della Casa degli Italiani in costruzione<a href=\"#_ftn83\" name=\"_ftnref83\"><sup><sup>[83]<\/sup><\/sup><\/a>. Nell&#8217;attesa, il comitato pu\u00f2 contare sul sostegno di Maurice Mignon, un eminente professore di letteratura italiana all&#8217;Universit\u00e0 di Aix-en-Provence, fondatore della societ\u00e0 di studi danteschi e direttore del Centre universitaire m\u00e9diterran\u00e9en fondato con decreto nel 1933<a href=\"#_ftn84\" name=\"_ftnref84\"><sup><sup>[84]<\/sup><\/sup><\/a>. Mignon propone di mettere due o tre sale gratuitamente a disposizione del comitato nizzardo della Dante, nei locali in via di completamento sulla <em>promenade des anglais,<\/em> la cui inaugurazione \u00e8 prevista per la primavera 1934 (avr\u00e0 luogo in realt\u00e0 il 1 aprile 1935)<a href=\"#_ftn85\" name=\"_ftnref85\"><sup><sup>[85]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La situazione del comitato nizzardo preoccupa la direzione romana della Dante Alighieri al punto che, a quanto sostiene il commissario di polizia di Nizza \u201csecondo una fonte ben informata\u201d, questa avrebbe dato luogo a una \u201criunione segreta\u201d a margine del XXXVIII congresso di Vicenza, nel settembre 1933<a href=\"#_ftn86\" name=\"_ftnref86\"><sup><sup>[86]<\/sup><\/sup><\/a>. Il sussistere di un reale interesse per la sorte del comitato nizzardo \u00e8 certamente riscontrabile nella visita del presidente, Felice Felicioni<a href=\"#_ftn87\" name=\"_ftnref87\"><sup><sup>[87]<\/sup><\/sup><\/a>. Questi, fascista della prima ora e nominato alla guida della societ\u00e0 Dante Alighieri da Mussolini stesso, al quale rende conto ogni anno del bilancio di attivit\u00e0, intende vedere risanato il comitato nizzardo. La nomina al comitato direttivo di Carlo Debernardi, della Societ\u00e0 di Roma, dimostra l\u2019\u201cl\u2019importanza che viene attribuita al buon funzionamento della sezione di Nizza\u201d<a href=\"#_ftn88\" name=\"_ftnref88\"><sup><sup>[88]<\/sup><\/sup><\/a>. Debernardi \u00e8 un notabile cittadino decorato con la Legione d&#8217;onore, rappresentante della societ\u00e0 di alcolici Martini &amp; Rossi a Nizza. Secondo la polizia francese fa parte di tutte le organizzazioni fasciste della zona e \u201csovvenziona largamente tutte le opere italiane\u201d<a href=\"#_ftn89\" name=\"_ftnref89\"><sup><sup>[89]<\/sup><\/sup><\/a>. Di certo sostiene una delle prime iniziative che attestano una ripresa del comitato nizzardo, il quale, insieme al consolato, propone cinque borse di studio da 3.500 lire ciascuna, da assegnare ogni anno a giovani membri delle organizzazioni fasciste del dipartimento delle Alpi Marittime<a href=\"#_ftn90\" name=\"_ftnref90\"><sup><sup>[90]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il dottor Targhetta \u00e8 uno fra gli artefici di questa ripresa di attivit\u00e0: medico ostetrico, \u00e8 segretario poi tesoriere della societ\u00e0 di medicina e climatologia di Nizza. Si tratta di una personalit\u00e0 vicina al consolato dove ha organizzato un ambulatorio per indigenti, ed \u00e8 inoltre vicepresidente del comitato France-Italie<a href=\"#_ftn91\" name=\"_ftnref91\"><sup><sup>[91]<\/sup><\/sup><\/a>. Il comitato nizzardo della Dante porta avanti in questo periodo una campagna per contrastare l\u2019aumento delle domande di naturalizzazione<a href=\"#_ftn92\" name=\"_ftnref92\"><sup><sup>[92]<\/sup><\/sup><\/a>. Gi\u00e0 nel 1932, in una conferenza tenutasi a Nizza il 12 giugno su invito della Dante, la questione della naturalizzazione \u00e8 evocata dal senatore barone Giovanni Celesia di Vegliasco: \u201ccapisco molto bene la necessit\u00e0, per alcuni dei nostri connazionali all&#8217;estero, di prendere la nazionalit\u00e0 nel paese in cui, ormai, sono chiamati a vivere, ma a questi io dico con tutta la franchezza della mia anima, conservate nella vostra famiglia l\u2019amore per la lingua del nostro paese, usatela ogni qual volta scrivete ai vostri familiari e ai vostri amici rimasti in Italia\u201d<a href=\"#_ftn93\" name=\"_ftnref93\"><sup><sup>[93]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019approccio \u00e8 pienamente conforme alla politica fascista in materia di emigrazione. La fedelt\u00e0 al regime di Mussolini \u00e8 d\u2019altronde resa esplicita da Targhetta quando propone di organizzare una sottoscrizione, nel momento dell&#8217;imposizione delle sanzioni da parte della SDN per la questione etiope<a href=\"#_ftn94\" name=\"_ftnref94\"><sup><sup>[94]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il comitato nizzardo rilancia allo stesso tempo diversi progetti per la creazione delle scuole italiane. La polizia francese vede nella pubblicazione di un articolo di Concetto Pettinati su \u201cLa Stampa\u201d del 21 agosto 1933, un\u2019espressione di questo nuovo stato d\u2019animo offensivo. L\u2019ex corrispondente a Parigi, devoto alla causa fascista, afferma che la regione di Nizza \u00e8 italiana e denuncia l\u2019opposizione all&#8217;apertura di scuole italiane nelle Alpi Marittime<a href=\"#_ftn95\" name=\"_ftnref95\"><sup><sup>[95]<\/sup><\/sup><\/a>. Fino all&#8217;avvento della guerra, in mancanza di scuole, il comitato riesce a promuovere dei corsi di italiano, fra i quali un corso superiore al Centre universitaire m\u00e9diterran\u00e9en<a href=\"#_ftn96\" name=\"_ftnref96\"><sup><sup>[96]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora Targhetta ad adoperarsi per un&#8217;organizzazione pi\u00f9 strutturata del comitato, attraverso una riscossione pi\u00f9 efficace delle quote e dotandolo di un bollettino bimestrale<a href=\"#_ftn97\" name=\"_ftnref97\"><sup><sup>[97]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel dicembre 1933, sotto la presidenza della contessa Mancinelli Scotti di San Vito<a href=\"#_ftn98\" name=\"_ftnref98\"><sup><sup>[98]<\/sup><\/sup><\/a>, viene costituito un sottocomitato femminile, il quale sostiene, con il concorso della Direzione degli italiani all&#8217;estero, la creazione di una libreria italiana in rue de France, a Nizza. Il programma delle conferenze aumenta in intensit\u00e0, proponendo contenuti conformi agli orientamenti della Societ\u00e0. Come sottolinea Francesca Cavarocchi: \u201cLa proposta culturale della Dante Alighieri si caratterizz\u00f2, quindi, nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta per il coinvolgimento di accademici fascisti e di noti <em>italianisants<\/em> e per una proposta composita che conferiva uno spazio prioritario alla conferenza dotta, ai concerti, alle celebrazioni di grandi artisti del passato, dedicando tuttavia ampia attenzione alle teorie corporative, alle provvidenze sociali, alla politica coloniale e alle aspirazioni internazionali del regime\u201d<a href=\"#_ftn99\" name=\"_ftnref99\"><sup><sup>[99]<\/sup><\/sup><\/a>. I rapporti d\u2019attivit\u00e0 danno conto di una decina di conferenze organizzate ogni anno (a volte con la collaborazione del Centre universitaire m\u00e9diterran\u00e9en), oltre ai concerti e alle proiezioni, fino alla fine degli anni 1930. Vengono invitate personalit\u00e0 di primo piano, le quali danno risalto a queste conferenze nei due grandi quotidiani locali \u201cL\u2019\u00c9claireur de Nice et du Sud-Est\u201d et \u201cLe Petit Ni\u00e7ois\u201d, nonostante quest\u2019ultimo sia contrario al regime<a href=\"#_ftn100\" name=\"_ftnref100\"><sup><sup>[100]<\/sup><\/sup><\/a>. In occasione della venuta a Nizza di Marinetti, \u201cL\u2019\u00c9claireur de Nice et du Sud-Est\u201d, che dimostra in generale simpatia per l\u2019Italia fascista<a href=\"#_ftn101\" name=\"_ftnref101\"><sup><sup>[101]<\/sup><\/sup><\/a>, scrive: \u201cNei difficili momenti che attraversiamo, in questi giorni di tensione politica e nervosa in cui ci guardiamo come degli estranei dentro la grande famiglia latina, \u00e8 buono, \u00e8 necessario che, da una parte e dall&#8217;altra della frontiera, si assista a simili operazioni di endosmosi, a queste iniziative di reciproca penetrazione che placano le suscettibilit\u00e0, dissipano i malintesi e consolidano la pace e le buone relazioni fra popoli fatti per capirsi\u201d<a href=\"#_ftn102\" name=\"_ftnref102\"><sup><sup>[102]<\/sup><\/sup><\/a>. Nel 1935, Targhetta osserva: \u201cLe nostre conferenze furono eclettiche il pi\u00f9 possibile. Pensate quanto sia difficile accontentare un pubblico cos\u00ec svariato quale \u00e8 quello che frequenta nostre manifestazioni culturali: connazionali e stranieri, l\u2019umile operaio e l\u2019uomo dotto\u201d<a href=\"#_ftn103\" name=\"_ftnref103\"><sup><sup>[103]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>Conclusioni<\/li>\n<\/ol>\n<p>La questione del richiamo che esercita il comitato nizzardo della Dante Alighieri si pone fin dalla sua creazione. A Nizza, la Dante non \u00e8 mai stata un\u2019organizzazione di massa: i suoi membri, per quanto si pu\u00f2 cogliere attraverso le fonti, appartengono per la gran parte al mondo dei piccoli commercianti, certo importante in seno alla colonia, ma che mal si identifica con la diversit\u00e0 sociale di questa. Seppur disponiamo di ancora meno informazioni sul pubblico delle conferenze o delle attivit\u00e0 pedagogiche, \u00e8 da ritenersi poco probabile che le persone comuni, che compongono l\u2019essenziale delle colonia, vi abbiano trovato spazio. Gli ostacoli frapposti dalle autorit\u00e0 francesi in questa regione di frontiera, l\u2019instabilit\u00e0 ai vertici della direzione o, ancora, la fascistizzazione del comitato, costituiscono altrettanti elementi utili a spiegare il carattere limitato dell\u2019audience. Possiamo allora sottoscrivere l\u2019analisi di Patrizia Salvetti, la quale considera che \u201cnello stesso tempo per\u00f2 la Societ\u00e0 Dante Alighieri contribu\u00ec indirettamente a presentare tra gli italiani all&#8217;estero un&#8217;immagine della madrepatria meno \u201cmatrigna\u201d in una fase, a cavallo del secolo, di difficile rapporto tra le comunit\u00e0, che si sentivano dimenticate e abbandonate dalla madrepatria, e lo stato italiano, che mostrava vistose carenze nel sistema di tutela degli italiani all&#8217;estero\u201d<a href=\"#_ftn104\" name=\"_ftnref104\"><sup><sup>[104]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019azione del comitato nizzardo \u00e8 dunque pi\u00f9 simbolica che effettiva nella valorizzazione dell\u2019italianit\u00e0 fra gli emigrati. Per una popolazione molto spesso stigmatizzata<a href=\"#_ftn105\" name=\"_ftnref105\"><sup><sup>[105]<\/sup><\/sup><\/a>, questa azione, per quanto simbolica, non \u00e8 per\u00f2 trascurabile.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 St\u00e9phane Mourlane e C\u00e9line Regnard<em>, Empreintes italiennes. Marseille et sa r\u00e9gion<\/em>, Lyon, \u00e9ditions Lieux-Dits, 2014, p. 74-75.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Archives d\u00e9partementales des Alpes-Maritimes (d&#8217;ora in poi ADAM), Nizza, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Societ\u00e0 Dante Alighieri, Archivio storico (da ora in avanti ASDA), Roma, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420C, Nizza 28 novembre 1937.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paul Gonnet, <em>La r\u00e9union de Nice \u00e0 la France<\/em>, Breil-sur-Roya, \u00c9ditions du Cabri, 2003; <em>Le comt\u00e9 de Nice, la France et l\u2019Italie. Regards sur le rattachement de 1860<\/em>, a cura di Ralph Schor, Henri Courri\u00e8re, Nice, \u00e9ditions Serre, 2011.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Yvan Gastaut, <em>Fronti\u00e8res: des espaces d\u00e9cisifs entre pass\u00e9 et pr\u00e9sent<\/em>, \u201cMigrations soci\u00e9t\u00e9\u201d, 140 (2012), pp. 53-59.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Borders, Mobilities and Migrations. Perspectives from the Mediterranean, 19st and 21st Century<\/em>, a cura di Lisa Anteby-Yemini, Virginie Baby-Collin, Sylvie Mazzella, St\u00e9phane Mourlane, C\u00e9dric Parizot, C\u00e9line Regnard e Pierre Sint\u00e8s, Bruxelles, Peter Lang, 2014, pp. 11-16.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ralph Schor, St\u00e9phane Mourlane e Yvan Gastaut, <em>Nice cosmopolite<\/em>, 1860-2010, Paris, Autrement, 2010.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Patrizia Salvetti, <em>Immagine nazionale ed emigrazione nella Societ\u00e0 \u201cDante Alighieri\u201d,<\/em> Roma, Bonacci editore, 1995, p. 9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932, memoria al signore Conte Samminiatelli, vice-presidente del comitato centrale della Societ\u00e0 Nazionale \u201cDante Alighieri\u201d, Nizza, 15 novembre 1911.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Beatrice Pisa, <em>Nazione e politica nella Societ\u00e0 \u201cDante Alighieri\u201d,<\/em> Roma, Bonacci editore, 1995, p. 43.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mauro Moretti, <em>Pasquale Villari storico e politico<\/em>, Napoli, Liguori, 2005.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup><sup>[12]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Caparelli, <em>La \u201cDante Alighieri\u201d,<\/em> Roma, Bonnaci editore, 1987, p. 19.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup><sup>[13]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P. Salvetti, <em>Immagine nazionale, <\/em>cit., p. 31.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup><sup>[14]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c9tienne Balibar, <em>Identit\u00e9 culturelle, identit\u00e9 nationale<\/em>, \u201cQuaderni\u201d, 22 (1994), pp. 53-65.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup><sup>[15]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Jean-Pierre Saez, <em>Identit\u00e9s, cultures et territoires<\/em>, Paris, Descl\u00e9e de Bowers, 1995, p. 24.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup><sup>[16]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paola Corti, <em>Le dinamiche dell\u2019italianit\u00e0 nella storia delle migrazioni nazionali<\/em>, \u201cPassato e presente\u201d, 84 (2011), pp. 87-100.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup><sup>[17]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 11 juillet 1902.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup><sup>[18]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup><sup>[19]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Franco Caparelli, <em>La \u201cDante Alighieri\u201d, <\/em>cit., p. 25. Sui rapporti tra la societ\u00e0 e il governo italiano:\u00a0 vedi B. Pisa, <em>Nazione, <\/em>cit. pp. 96-107.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup><sup>[20]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La politica migratoria italiana attraverso le fonti governative<\/em>, \u201cArchivio storico dell\u2019emigrazione italiana\u201d, a cura di Michele Colucci, 6 (2010).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup><sup>[21]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P. Salvetti, <em>Immagine nazionale, <\/em>cit., p. 23.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup><sup>[22]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904 e commissaire sp\u00e9cial de Nice, 29 juin 1906.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup><sup>[23]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 29 juin 1906.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup><sup>[24]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 260, Fasc. 367A\u00a0: Marsiglia, 24 marzo 1902.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup><sup>[25]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gian Battista Rossi, <em>Gli Italiani in Provenza e nelle Alpi Marittime, note ed impressioni<\/em>, Marsiglia, 1903.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup><sup>[26]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379: commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup><sup>[27]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il comune di Beausoleil, che costituiva originariamente la parte pi\u00f9 a sud del comune di La Turbie, quella pi\u00f9 vicina a Monaco, viene fondato nel 1907 su iniziativa di Camille Blanc, figlio del fondatore del Casin\u00f2 di Monte Carlo e della Soci\u00e9t\u00e9 de bains de mer de Monaco. Alain Siffre, <em>Un effet du d\u00e9veloppement de Monaco: la cr\u00e9ation de la commune de Beausoleil (1904-1914)<\/em>, \u201cAnnales mon\u00e9gasque. Revue d\u2019histoire de Monaco\u201d, 5 (1981), pp. 167-189.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup><sup>[28]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Yvan Gastaut,<em> Ligures et Pi\u00e9montais du Tonkin \u00e0 Beausoleil (1880-1930), <\/em>\u201cCahiers de la M\u00e9diterran\u00e9e\u00a0\u00bb, 58, 6 (1999), pp. 119-131, e<em> Monaco, Beausoleil face \u00e0 l\u2019immigration italienne (1860-1930), <\/em>\u201cRecherches r\u00e9gionales\u201d, 179 (2005), pp. 82-88.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup><sup>[29]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLa Patria\u201d, 6 agosto 1902.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup><sup>[30]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 B. Pisa, <em>Nazione, <\/em>cit., p. 72 e Patrizia Salvetti, <em>Le scuole italiane\u00a0<\/em><i>all&#8217;estero<\/i>, in <em>Storia dell\u2019emigrazione italiana<\/em>, II, <em>Arrivi<\/em>, a cura di Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi ed Emilio Franzina, Roma, Donzelli, 2001, pp. 535-549.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup><sup>[31]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 XIII congresso della Dante Alighieri (Udine, 1902), Discorso Villari, \u201cAtti della Societ\u00e0 Dante Alighieri\u201d, dicembre 1902.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup><sup>[32]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, cabinet du pr\u00e9fet des Alpes-Maritimes, Nice, 9 mars 1909.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup><sup>[33]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, Inspecteur d\u2019acad\u00e9mie de Nice, 19 janvier 1921.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup><sup>[34]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Archives du minist\u00e8re des Affaires \u00e9trang\u00e8res (d\u2019ora in poi AMAE), Parigi, s\u00e9rie Z Europe, Italie, vol. 207, services des \u0153uvres fran\u00e7aises \u00e0 l\u2019\u00e9tranger, Paris, 20 avril 1928.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup><sup>[35]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup><sup>[36]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 17 d\u00e9cembre 1903.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup><sup>[37]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pierre Milza, <em>Fran\u00e7ais et Italiens \u00e0 la fin du XIX<sup>e<\/sup><\/em><em>\u00a0si\u00e8cle<\/em>, Rome, \u00c9cole Fran\u00e7aise de Rome, 1981.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\"><sup><sup>[38]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Emigrazione e colonie<\/em>, <em>Raccolti di rapporti dei RR agenti diplomatici e consolari<\/em>, vol. I, <em>Europa \u2013 Parte I, Francia<\/em>, Roma, Ministero degli Affari Esteri, 1903.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\"><sup><sup>[39]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Antonio Bellezza-Prinsi, <em>I Thaon di Revel nella storia di Ternavasso, del Piemonte e dell\u2019Italia<\/em>, Chieri, Bigliardi, 1987.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\"><sup><sup>[40]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\"><sup><sup>[41]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><sup><sup>[42]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 260, Fasc. 367A, lettera di Francesco de Orestis di Castelnuovo, Nizza,1 novembre1905.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\"><sup><sup>[43]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giuseppina Sanna, <em>Il riscatto dei lavoratori. Storia dell\u2019emigrazione italiana nel Sud-Est francese (1880-1914)<\/em>, Roma, Ediesse, 2011, pp. 195-196.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\"><sup><sup>[44]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\"><sup><sup>[45]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><sup><sup>[46]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\"><sup><sup>[47]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><sup><sup>[48]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\"><sup><sup>[49]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 B. Pisa, <em>Nazione, <\/em>cit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\"><sup><sup>[50]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Henri Courri\u00e8re, <em>Les troubles de f\u00e9vrier 1871 \u00e0 Nice<\/em>, \u201cCahiers de la M\u00e9diterran\u00e9e\u201d, 74 (2007), pp. 179-208.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\"><sup><sup>[51]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\"><sup><sup>[52]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissariat sp\u00e9cial de la police des chemins de fer, gare de Nice, 8 ao\u00fbt 1904.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\"><sup><sup>[53]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), relazione sulla gestione Luglio 1908-Luglio 1909 del comitato di Nizza, 30 Giugno 1909.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref54\" name=\"_ftn54\"><sup><sup>[54]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ADAM, 4 M 1379, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 25 janvier 1910.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref55\" name=\"_ftn55\"><sup><sup>[55]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, Archivio storico, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), Nizza, 2 marzo 1911.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref56\" name=\"_ftn56\"><sup><sup>[56]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), memoria al signore Conte Samminiatelli, vice-presidente del comita centrale della Societ\u00e0 Nazionale Dante Alighieri Nizza, 15 novembre 1911.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref57\" name=\"_ftn57\"><sup><sup>[57]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 J\u00e9r\u00e9mie Dubois, <em>La construction disciplinaire d\u2019une langue vivante. L\u2019italien dans l\u2019enseignement secondaire en France (1880-1914),<\/em> \u201cHistoire de l\u2019Education\u201d, 135 (2012), pp. 5-24.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref58\" name=\"_ftn58\"><sup><sup>[58]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), memoria al signore Conte Samminiatelli, vice-presidente del comita centrale della Societ\u00e0 Nazionale \u201cDante Alighieri\u201d, Nizza, 15 novembre 1911.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref59\" name=\"_ftn59\"><sup><sup>[59]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), Nizza, 4 marzo 1913.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref60\" name=\"_ftn60\"><sup><sup>[60]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Francesca Cavarocchi, <em>Avanguardie delle spirito. Il fascismo e la propaganda culturale all\u2019estero<\/em>, Roma, Carocci, 2010, p. 201.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref61\" name=\"_ftn61\"><sup><sup>[61]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Il fascismo e gli emigrati; la parabola dei fasci italiani all&#8217;estero, 1920-1943<\/em>, a cura di Emilio Franzina e Matteo Sanfilippo, Roma-Bari, Laterza, 2003; Benedetta Garzarelli, <em>Parleremo al mondo intero: la propaganda del fascismo\u00a0<\/em><i>all&#8217;estero<\/i>, Alessandria, Edizioni dell\u2019Orso, 2004; Emilio Gentile, <em>La politica estera del partito fascista. Ideologia e organizzazione dei Fasci italiani all&#8217;estero\u00a0(1920-1930)<\/em>, \u201cStoria contemporanea\u201d, XXXVI, 6 (1995), pp. 897-956; Matteo Pretelli, <em>Il fascismo e gli italiani\u00a0<\/em><i>all&#8217;estero<\/i>, Bologna, Clueb, 2010.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref62\" name=\"_ftn62\"><sup><sup>[62]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P. Salvetti, <em>Immagine nazionale<\/em>, cit., p. 236.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref63\" name=\"_ftn63\"><sup><sup>[63]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Per la espansione de la cultura italiana nel mondo<\/em>, \u201cPagine della Dante\u201d, suppl. al XXX Congresso della Dante (Torino-Savona, settembre 1925), p. 57.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref64\" name=\"_ftn64\"><sup><sup>[64]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P. Salvetti, <em>Immagine nazionale, <\/em>cit., p. 271.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref65\" name=\"_ftn65\"><sup><sup>[65]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 B. Pisa, <em>Nazione, <\/em>cit. pp. 426-427.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref66\" name=\"_ftn66\"><sup><sup>[66]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AMAE, s\u00e9rie Z Europe, Italie, vol. 207, recensement des Italiens \u00e0 l\u2019\u00e9tranger du 30 juin 1927 publi\u00e9 par le minist\u00e8re italien des Affaires \u00e9trang\u00e8res en 1928; Archives nationales (d\u2019ora in poi AN), Parigi, 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 25 mai 1929.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref67\" name=\"_ftn67\"><sup><sup>[67]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 25 mai 1929.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref68\" name=\"_ftn68\"><sup><sup>[68]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), Nizza, 15 gennaio 1925.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref69\" name=\"_ftn69\"><sup><sup>[69]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), Nizza, 26 marzo 1925.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref70\" name=\"_ftn70\"><sup><sup>[70]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), Roma, 8 aprile 1925.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref71\" name=\"_ftn71\"><sup><sup>[71]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Yvan Gastaut<em>, Les combats de <\/em>\u201c<em>la France de Nice et du Sud-Est<\/em>\u201d, Nice, Serre, 1995.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref72\" name=\"_ftn72\"><sup><sup>[72]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), consolato generale di S.M il re d\u2019Italia nelle Alpi-Marittime, Nizza, 16 novembre 1927.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref73\" name=\"_ftn73\"><sup><sup>[73]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ralph Schor, <em>Le fascisme italien dans les Alpes-Maritimes, 1922-1939<\/em>, in <em>Migrazioni attraverso le Alpi\u00a0occidentali: relazione tra Piemonte, Provenza e delfinato dal medioevo ai nostri giorni, atti del convegno, Cuneo, 1-2-3 giugno 1984<\/em>, Torino, Regione Piemonte, 1988, pp. 357-393.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref74\" name=\"_ftn74\"><sup><sup>[74]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 R. Schor, S. Mourlane e Y. Gastaut, <em>Nice cosmopolite, <\/em>cit., pp. 92-97.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref75\" name=\"_ftn75\"><sup><sup>[75]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 25 mai 1929.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref76\" name=\"_ftn76\"><sup><sup>[76]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 1<sup>er<\/sup> d\u00e9cembre 1931.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref77\" name=\"_ftn77\"><sup><sup>[77]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), consolato generale di S.M il re d\u2019Italia nelle Alpi-Marittime, Nizza, 26 agosto 1932.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref78\" name=\"_ftn78\"><sup><sup>[78]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), consolato generale di S.M il re d\u2019Italia nelle Alpi Marittime, Nizza, 8 settembre 1932.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref79\" name=\"_ftn79\"><sup><sup>[79]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, Archivio storico, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420A (Nizza 1902-1932), 2 luglio 1931.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref80\" name=\"_ftn80\"><sup><sup>[80]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Caroline Pane, <em>Le Case d\u2019Italia in Francia. Organizzazione, attivit\u00e0 e rappresentazione del fascismo\u00a0<\/em><i>all&#8217;estero<\/i>, \u201cMemoria e Ricerca, Rivista di storia contemporanea\u201d, 41 (2012), pp. 161-180.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref81\" name=\"_ftn81\"><sup><sup>[81]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), 10 marzo 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref82\" name=\"_ftn82\"><sup><sup>[82]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 6 d\u00e9cembre 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref83\" name=\"_ftn83\"><sup><sup>[83]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), Nizza, 4 Gennaio 1934.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref84\" name=\"_ftn84\"><sup><sup>[84]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ralph Schor, <em>Centre universitaire m\u00e9diterran\u00e9en<\/em>, in <em>Dictionnaire historique et biographique du comt\u00e9 de Nice<\/em>, a cura di Id., Nice, Serre, 2002, pp. 87-88.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref85\" name=\"_ftn85\"><sup><sup>[85]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), Nizza, 15 Aprile 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref86\" name=\"_ftn86\"><sup><sup>[86]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 26 septembre 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref87\" name=\"_ftn87\"><sup><sup>[87]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 F. Cavarocchi, <em>Avanguardie delle spirito<\/em>, cit., p. 169.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref88\" name=\"_ftn88\"><sup><sup>[88]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref89\" name=\"_ftn89\"><sup><sup>[89]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, direction de la s\u00fbret\u00e9 g\u00e9n\u00e9rale, Nice, 18 d\u00e9cembre 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref90\" name=\"_ftn90\"><sup><sup>[90]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 6 d\u00e9cembre 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref91\" name=\"_ftn91\"><sup><sup>[91]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Enrico Decleva, <em>Relazioni culturali e propaganda negli anni\u201930: i comitati \u201cFrance-Italie\u201d e \u201cItalia-Francia\u201d<\/em>, in <em>Il vincolo culturale fra Italia e Francia negli anni Trenta e Quaranta<\/em>, a cura di Jean-Baptiste Duroselle ed Enrico Serra, Milano, Angeli, 1986, pp. 108-157.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref92\" name=\"_ftn92\"><sup><sup>[92]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 8 ao\u00fbt 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref93\" name=\"_ftn93\"><sup><sup>[93]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 13 juin 1932.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref94\" name=\"_ftn94\"><sup><sup>[94]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), Nizza, 7 novembre 1935.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref95\" name=\"_ftn95\"><sup><sup>[95]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AN 20010216\/162, commissaire sp\u00e9cial de Nice, 26 septembre 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref96\" name=\"_ftn96\"><sup><sup>[96]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 J\u00e9r\u00e9my Dubois, <em>Le universitaire m\u00e9diterran\u00e9en de Nice et les strat\u00e9gies d\u2019influence de l\u2019\u00c9tat fasciste. Entre l\u00e9gitimations crois\u00e9es et suspicions mutuelles<\/em>, \u201cRelations internationales\u201d, 158 (2014), p. 27-43.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref97\" name=\"_ftn97\"><sup><sup>[97]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), Nizza, 26 ottobre 1934 e Roma, 16 novembre 1934.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref98\" name=\"_ftn98\"><sup><sup>[98]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), Nizza, 4 Gennaio 1934.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref99\" name=\"_ftn99\"><sup><sup>[99]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 F. Cavarocchi, <em>Avanguardie delle spirito<\/em>, cit., p. 171.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref100\" name=\"_ftn100\"><sup><sup>[100]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Yvan Gastaut, <em>Le Petit Ni\u00e7ois, <\/em>in <em>Dictionnaire historique<\/em>, cit., pp. 290-291.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref101\" name=\"_ftn101\"><sup><sup>[101]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Id., <em>L\u2019\u00c9claireur de Nice et du Sud-Est<\/em>,<em> ibid.<\/em>, pp. 136-137.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref102\" name=\"_ftn102\"><sup><sup>[102]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>L\u2019ap\u00f4tre de futurisme \u00e0 Nice<\/em>, \u201cL\u2019\u00c9claireur de Nice et du Sud-Est\u201d, 4 maggio 1933.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref103\" name=\"_ftn103\"><sup><sup>[103]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ASDA, serie comitati esteri, busta 303, Fasc. 420B (Nizza 1933-36), resoconto morale del presidente Dott. Com. Targhetta, Assemblea generale, 21 marzo 1935.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref104\" name=\"_ftn104\"><sup><sup>[104]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P. Salvetti, <em>Immagine nazionale, <\/em>cit., p. 10.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref105\" name=\"_ftn105\"><sup><sup>[105]<\/sup><\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ralph Schor, <em>Les \u00e9trangers dans la ville: le p\u00e9ril italien dans les agglom\u00e9rations des Alpes-Maritimes, 1919-193<\/em>9, \u201cAnnales de facult\u00e9 de lettres et sciences humaines\u201d (Nice), 1975, pp. 75-108, e <em>L\u2019image de l\u2019Italien dans la France de l\u2019entre-deux-guerres<\/em>, in <em>Les Italiens en France de 1914 \u00e0 1940<\/em>, a cura di Pierre Milza, Roma, \u00c9cole fran\u00e7aise de Rome, 1986, pp. 89-109.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, nel 1902, viene costituito un comitato della Societ\u00e0 Dante Alighieri\u00a0 a Marsiglia[1], si prevede inizialmente di estenderne l\u2019azione fino a Nizza, citt\u00e0 in cui, a Roma si ritiene che \u201cle difficolt\u00e0 specifiche del contesto<\/p>\n","protected":false},"author":107,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51,81],"tags":[393,92,358,392,391],"class_list":["post-2722","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-s13-asei","category-c65-articoli","tag-cultura","tag-emigrazione","tag-italianita","tag-nizza","tag-societa-dante-alighieri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/107"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2722"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2722\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3644,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2722\/revisions\/3644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}