{"id":2790,"date":"2015-12-16T11:38:03","date_gmt":"2015-12-16T10:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=2790"},"modified":"2017-05-16T09:22:30","modified_gmt":"2017-05-16T07:22:30","slug":"javier-p-grossutti-e-corinna-mestroni-in-lontano-suolo-a-guadagnarsi-un-incerto-pane-emigrants-dal-friul-di-miec-mereto-di-tomba-la-grame-2012-567-pp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2015\/12\/javier-p-grossutti-e-corinna-mestroni-in-lontano-suolo-a-guadagnarsi-un-incerto-pane-emigrants-dal-friul-di-miec-mereto-di-tomba-la-grame-2012-567-pp\/","title":{"rendered":"Javier P. Grossutti e Corinna Mestroni, \u201cIn lontano suolo a guadagnarsi un incerto pane!\u201d. Emigrants dal Fri\u00fbl di Mie\u00e7, Mereto di Tomba, La Grame, 2012, 567 pp."},"content":{"rendered":"<p>La nostra rivista come tante altre ha in pi\u00f9 di un\u2019occasione recensito le opere di Grossutti. Di fronte alla sua ultima pubblicazione mi \u00e8 venuto il dubbio di quanto abbia scritto, dopo essere venuto in Italia dall&#8217;Argentina per seguire un dottorato di ricerca. Il risultato di una ricerca sia pure minima \u00e8 stato sorprendente per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle pubblicazioni trovate. Da un lato, abbiamo quelle legate alla geografia, la materia che il nostro autore insegna, purtroppo sempre a contratto: Comuni delle province di Udine, Pordenone, Gorizia: repertorio bibliografico (1945-1993), Trieste-Napoli, Universit\u00e0 degli Studi, 1994; Colloredo di Monte Albano: i paesaggi, ieri, oggi e domani, curato con Francesco Micelli, Udine, Litografia Designgraf, 2006; sempre con Micelli, Scienziati italiani in Argentina : geografi e geomorfologi da Paolo Mantegazza a Egidio Feruglio, \u201cBollettino della Societ\u00e0 geografica italiana\u201d, ser. 13, IV, 4 (2011), pp. 759-770; Egidio Feruglio: Patagonia e Terra del Fuoco, Udine, Forum, 2010. Dall&#8217;altro, una estesissima bibliografia migratoria. Ai lavori iniziali sui ritorni (vedi I rientri in Friuli da Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela, 1989-1994, [Trieste], Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, 1997), hanno fatto seguito un\u2019analisi delle partenze dal Friuli quasi paese per paese (L\u2019emigrazione dal Comune di Vito d&#8217;Asio nel secondo dopoguerra, in As. Int e Cjere, a cura di Manlio Michelutti, Udine, Societ\u00e0 Filologica Friulana, 1994, pp. 765-770; L\u2019emigrazione in Canal di Gorto nel secondo dopoguerra, in In Guart, a cura di Manlio Michelutti, Udine, Societ\u00e0 Filologica Friuliana, 1994, pp. 247-258; Da Vallegher oltreoceano : emigranti canevesi in Brasile fine Ottocento, in Caneva, a cura di Gian Paolo Gri, Udine, Societ\u00e0 Filologica Friulana, 1997, pp. 367-384; Cordenons Avellaneda: caratteri e fotografie di un\u2019emigrazione, a cura di Italo Zannier, fotografie di Maria Zorzon, testi di Javier Grossutti e A. Becquer Casaballe, Lestans, Craf, stampa 1998; I Comeglianotti nel mondo, curato con Francesco Micelli, Udine, Designgraf, 2002; Pantianicco a Buenos Aires. Da contadini a infermieri. Un caso di emigrazione specializzata, curato con Micelli, Mereto di Tomba, Olmis 2007; Basiliano, un paese all&#8217;estero: l\u2019emigrazione nel territorio comunale, Udine, Forum, 2009; Non fu la miseria, ma la paura della miseria: la colonia della Nuova Fagagna nel Chaco Argentino (1877-1881), Udine, Forum, 2009; Colloredo di Monte Albano: luoghi ed emigranti, curato con Micelli, Udine, Forum, 2009) e periodo per periodo, in genere facendo leva su un personaggio particolare (Ti ho spedito lire cento: le stagioni di Luigi Piccoli, emigrante friulano. Lettere famigliari (1905-1915), curato con Adriano D\u2019Agostin, Pordenone, Biblioteca dell\u2019Immagine, 1997; Giuseppe Ricchieri: la guerra e l\u2019emigrazione italiana<em>,<\/em> \u201cAtti dell\u2019Accademia San Marco di Pordenone\u201d, 9 (2007), pp. 249-254; L\u2019altra Tavagnacco: l\u2019emigrazione friulana in Francia tra le due guerre<strong>, curato con Micelli, Tavagnacco, Comune di Tavagnacco, 2003; <\/strong>Le cooperative di lavoro dei muratori friulani in Francia tra le due guerre, \u201cMetodi e ricerche\u201d, 22 ( (2003), pp. 137-148; <strong>con <\/strong>Ottorino Burelli e Ido Cibischino, Buine fortune: l\u2019emigrazione friulana nel secondo dopoguerra, Udine, Associazione culturale oltremare, 2011). Infine sull\u2019Archivio Multimediale della Memoria dell\u2019Emigrazione Regionale in Friuli (http:\/\/www.ammer-fvg.org\/) ha pubblicato: L\u2019emigrazione dal Friuli Venezia Giulia in Argentina e Uruguay; L\u2019emigrazione dal Friuli Venezia Giulia in Canada; L\u2019emigrazione dal Friuli Venezia Giulia negli Stati Uniti; e infine con Tiziana Tomat ha firmato Note sull&#8217;emigrazione friulana in Sud Africa.<\/p>\n<p>La bibliografia appena stilata pecca per difetto, pi\u00f9 che per eccesso: attesta quindi come Grossutti abbia perimetrato tutto il Friuli alla ricerca delle sue memorie di migrazione, non tralasciando quasi luogo o periodo. Questa attenzione estrema risalta anche dal libro qui preso in esame. Nella sua storia dell\u2019emigrazione dell\u2019area regionale mediana, assieme a Corinna Mestroni, il nostro studioso parte dal Seicento, le migrazioni verso Venezia, per proseguire con il Sette e l\u2019Ottocento e il loro allargarsi a tutto l\u2019ampio raggio del vicino impero austriaco e delle sue propaggini germaniche. Affronta quindi l\u2019allargamento ad altri paesi europei, per esempio la Francia, e poi alle Americhe (in primo luogo Argentina, Stati Uniti e Canada) nell\u2019esplosione della cosiddetta grande emigrazione. Il periodo fra le due guerre porta in auge soprattutto la Francia, anche per ragioni politiche visto che gli antifascisti vi si recano volentieri, ma non mostra disdegni per le mete offerte dalla politica fascista: l\u2019Africa, Rodi e la Germania. Dopo la guerra si riprende con la Francia, cui si aggiunge il Belgio almeno sino alla tragedia di Marcinelle, e con il Nuovo Mondo (Argentina, Canada e Stati Uniti, ma per una breve stagione anche il Venezuela). Poi si affermano la Svizzera e la Germania, prima che il Friuli diventi a sua volta terra di rientri di seconde e terze generazioni.<\/p>\n<p>In questa frenetica mobilit\u00e0 su scala globale si nota come i friulani mirino a ottimizzare i guadagni (di qui il cambiamento di meta a secondo dell\u2019evoluzione economica) e poi a tornare. Sono dunque rari i casi di emigrazione definitiva, anche se questa si realizza talvolta in Argentina. Qui infatti per un insieme di motivi, alcuni centri friulani creano un proprio doppio e soprattutto reti migratorie che permettono di partire ogni volta che la congiuntura sia buona. Sono comunque pi\u00f9 numerosi i casi di emigrazione ripetuta, spesso pure con mete diverse, oppure di famiglie nelle quali si parte di padre in figlio, ma dove padri e figli e soprattutto fratelli e sorelle scelgono Paesi diversi, a seconda della congiuntura. L\u2019accenno alle componenti femminili dell\u2019emigrazione \u00e8 un\u2019altra caratteristica di questo lavoro, che evidenzia come le donne non partano soltanto nel ruolo di mogli e figli, ma di migranti a tutto tondo. D&#8217;altronde per il modello stesso dell\u2019emigrazione regionale non vi \u00e8 forte tendenza alle riunioni familiari oltre oceano o comunque oltre confine, quanto piuttosto la tendenza a mandare fuori pi\u00f9 componenti dei vari rami familiari e a vederli quindi tornare.<\/p>\n<p>Questo notevole studio si conclude con un massiccio elenco di tutti gli emigrati studiati: sono elencati (con l\u2019indicazione non solo degli anni e dei luoghi di emigrazione, ma soprattutto delle fonti archivistiche) ben 3.587 partenti dai comuni di Mereto, Pantianicco, Plasencis, San Marco, Savalons e Toma di Mereto dal 1878 al 1970. Ormai si ha quasi l\u2019impressione che Grossutti miri (e possa riuscire) a conoscere personalmente i dati su tutti i friulani emigrati nei secoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra rivista come tante altre ha in pi\u00f9 di un\u2019occasione recensito le opere di Grossutti. 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