{"id":6162,"date":"2023-08-15T12:05:53","date_gmt":"2023-08-15T10:05:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=6162"},"modified":"2024-02-22T12:11:01","modified_gmt":"2024-02-22T11:11:01","slug":"gli-organismi-della-santa-sede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2023\/08\/gli-organismi-della-santa-sede\/","title":{"rendered":"Gli organismi della Santa Sede"},"content":{"rendered":"<p>Durante il pontificato di Pio IX (1846-1878) la necessit\u00e0 di assistere i migranti cattolici inizia a essere discussa nelle stanze della Segreteria di Stato e della Congregazione \u201cde Propaganda Fide\u201d. La corrispondenza dal Nuovo Mondo e dalle nazioni europee pi\u00f9 industrializzate palesa infatti quanto le migrazioni siano in crescita e stiano mettendo in difficolt\u00e0 le chiese locali. Le testimonianze di quelle prime discussioni non sono molto numerose; inoltre sono disperse tra pi\u00f9 archivi e fondi, come esemplificano la corrispondenza e le relazioni di viaggio di Gaetano Bedini (1806-1864), internunzio in Brasile, visitatore di Stati Uniti e Canada, infine segretario di Propaganda Fide. Questi indirizza le sue riflessioni, spesso incentrate sui problemi di gruppi emigrati, al cardinale segretario di Stato o al cardinal prefetto di Propaganda Fide: di conseguenza esse sono divise tra gli archivi dei due dicasteri<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Questa prima documentazione rivela subito due problemi che ritarderanno l\u2019azione della Santa Sede. In primo luogo l\u2019attenzione alla questione migratoria fiorisce parallelamente in enti diversi, generando risposte non coordinate. Di conseguenza, nel secondo Ottocento e per oltre un secolo, si produce nell\u2019amministrazione pontificia una sovrapposizione di iniziative, che possono anche coinvolgere le stesse persone, ma in ruoli diversi e con finalit\u00e0 diverse, perch\u00e9 di volta in volta in nome di istituzioni diverse. In secondo luogo si rileva una discrasia fra la volont\u00e0 di assistere chi \u00e8 partito dalla Penisola italiana e l\u2019opportunit\u00e0 di occuparsi di tutti i migranti cattolici, senza badare alla loro origine geografica. Nelle pagine che seguono cercheremo di illustrare i progetti della Santa Sede, papato per papato, e mostreremo come la loro realizzazione \u00e8 stata spesso rallentata dalle due difficolt\u00e0 appena segnalate. Inoltre segnaleremo dove sia possibile consultare i documenti relativi alle iniziative esposte<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Al tramonto dello Stato pontificio, Bedini insiste sull\u2019importanza dell\u2019emigrazione italiana nel suo complesso, nonch\u00e9 di quella dei cattolici di altri Paesi (Francia, Germania, Irlanda, Canada francese) per le strategie internazionali romane. Dopo la Breccia di Porta Pia la Santa Sede non abbandona questa impostazione: in particolare tenta di utilizzare gli emigrati italiani come testa di ponte nei Paesi anticlericali (Francia e America Latina) o protestanti (Germania, Canada e Stati Uniti). Al contempo inizia a chiedersi cosa fare per tutti i cattolici coinvolti nelle migrazioni continentali e intercontinentali.<\/p>\n<p><strong>Leone XIII (1878-1903)<\/strong><\/p>\n<p>Agli inizi del pontificato di Leone XIII le implicazioni e conseguenze dei movimenti migratori sono chiare alla Santa Sede, come risulta da numerosi documenti ufficiali<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Nella lettera apostolica <em>Ubi primum<\/em> del 25 ottobre 1884, che conferma l\u2019erezione del Pontificio Collegio Americano del Nord fondato nel 1858, si accenna alle moltitudini giunte da tutto il mondo negli Stati Uniti. La lettera <em>Libenter agnovimus<\/em> del 25 novembre 1887 a Giovanni Battista Scalabrini (1839-1905), vescovo di Piacenza, tratta della fondazione di un istituto per formare i sacerdoti che devono seguire i migranti italiani. L\u2019enciclica <em>Paterna caritas<\/em> del 25 luglio 1888 per la fondazione del Pontificio Collegio Armeno a Roma ricorda la diaspora di quel popolo. Infine la questione migratoria su scala mondiale \u00e8 sintetizzata nella lettera <em>Quam aerumnosa<\/em> del 10 dicembre 1888, che presenta ai vescovi americani l\u2019iniziativa del vescovo piacentino e suggerisce loro di aiutare tutti i migranti, possibilmente nella lingua che essi parlano, proprio come si apprestano a fare per gli italiani i sacerdoti formati nel Collegio di Piacenza<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>. In tale occasione si ribadisce che ormai le migrazioni, soprattutto transatlantiche, sono inarrestabili.<\/p>\n<p>L\u2019inevitabilit\u00e0 dei flussi migratori \u00e8 ribadita nella <em>Rerum novarum <\/em>del 15 maggio 1891, mentre il bisogno di assistere i cattolici di rito orientale mossisi verso l\u2019Europa occidentale e le Americhe \u00e8 sottolineato nella lettera apostolica <em>De disciplina Orientalium conservanda et tuenda<\/em> del 30 novembre 1894 e quello relativo ai migranti transatlantici nella lettera apostolica <em>De privilegiis Americae Latinae<\/em> del 18 aprile 1897. Complessivamente, per\u00f2, il pontefice e la Segreteria di Stato non prendono iniziative concrete e l\u2019azione pratica \u00e8 demandata ad altri dicasteri vaticani. Nel 1887 dunque \u00e8 Propaganda Fide ad autorizzare le parrocchie nazionali, chiamate negli Stati Uniti anche personali o linguistiche. Queste devono integrarsi nel tessuto diocesano, ma hanno giurisdizione soltanto su una comunit\u00e0 immigrata e non su un quartiere<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Allo stesso tempo la Congregazione del Concilio si occupa dal 1890 dei flussi di clero (italiano e non) nelle Americhe, valutando periodicamente se servano realmente per assistere i migranti di varia origine.<\/p>\n<p>Proprio tale questione \u00e8 da tempo esaminata dalla Segreteria di Stato. Nel 1886, al ritorno dal viaggio per portare la berretta cardinalizia a James Gibbons (1834-1921), arcivescovo di Baltimora, mons. Germano Straniero redige un densissimo rapporto sulla Chiesa locale<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. In esso ricostruisce la genesi del cattolicesimo statunitense e sottolinea quanto l\u2019emigrazione lo stia rafforzando, pur se mancano i sacerdoti per i nuovi arrivati e quindi si rischia di perdere l\u2019apporto di questi ultimi. A suo parere, la Chiesa dovrebbe formare in appositi collegi i missionari per i vari gruppi di migranti, esattamente quello che quasi contemporaneamente propone e ottiene Scalabrini per gli italiani.<\/p>\n<p><strong> Pio X (1903-1914)<\/strong><\/p>\n<p>Sotto il veneto Giuseppe Sarto aumenta l\u2019attenzione per il fenomeno migratorio, d\u2019altronde la sua regione natia nutre consistenti espatri verso gli Imperi centrali e l\u2019America Latina<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>. Le carte della sua segreteria particolare mostrano il sostegno morale ed economico garantito a iniziative che, se non possono dirsi della S. Sede, si affermano grazie all\u2019appoggio di questa e possono essere ricostruite tra le carte dell\u2019AAV. In fondo \u00e8 quanto il pontefice precedente e Propaganda avevano gi\u00e0 attuato aiutando l\u2019istituto scalabriniano.<\/p>\n<p>L\u2019Archivio particolare di Pio X custodisce significative testimonianze del sostegno ai Missionari di emigrazione, fondati da Gian Giacomo Coccolo (1862-1927), canonico della diocesi di Concordia, ma trasferitosi a Roma. Possiamo ricordare la lettera che il papa fa inviare a tutti i vescovi italiani perch\u00e9 permettano a quei sacerdoti \u201cdi accompagnare come assistenti ecclesiastici sui piroscafi gli emigranti nell\u2019andata e nel ritorno dalle Americhe\u201d e di promuovere collette (b. 42, f. 78), nonch\u00e9 l\u2019assegno periodico corrisposto sui fondi del pontefice a Valentino Turchetta, amministratore dei Missionari (b. 130, n. 96). Da parte sua, Coccolo comunica a pi\u00f9 riprese i progressi della sua istituzione (b. 204, ff. 330-332, e b. 205, ff. 673-693).<\/p>\n<p>Nello stesso fondo sono conservati i rapporti sull\u2019Opera di assistenza degli operai italiani emigrati in Europa e nel Levante, trasmessi da Pietro Pisani, al tempo direttore dei missionari (b. 85, ff. 36-117, e b. 210, ff. 614-615)<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>. Anche Maria Saverio Cabrini, fondatrice delle Missionarie del S. Cuore di Ges\u00f9, comunica l\u2019andamento delle sue opere negli Stati Uniti, soprattutto dell\u2019orfanotrofio e della scuola industriale di Denver per le figlie degli italiani (b. 13, ff. 209-211), nonch\u00e9 dell\u2019ospedale Colombo di New York. In particolare vorrebbe ampliare quest\u2019ultimo per scongiurare la fondazione di un ospedale da parte della massoneria locale: chiede perci\u00f2 un contributo che il papa non concede \u201cperch\u00e9 non ha alcun fondo disponibile\u201d (b. 75, ff. 158-162).<\/p>\n<p>Tra le carte personali di Pio X troviamo anche documenti relativi al gi\u00e0 menzionato Scalabrini, che si garantisce presto un canale privilegiato con il papa, e ai suoi missionari nelle Americhe<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Poco prima di morire, il vescovo piacentino invia al pontefice un memoriale sulla possibile creazione di un ufficio vaticano per soccorrere tutti i migranti cattolici nel Vecchio e nel Nuovo Mondo. In esso argomenta che non si possono aiutare solo gli italiani e che bisogna coordinare le iniziative a favore dei vari gruppi di fedeli<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>. Per rispondere a tale suggerimento la Segreteria di Stato raccoglie un enorme dossier sulla cura dei migranti<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong><em> L\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione della Congregazione Concistoriale<\/em> (1912)<\/strong><\/p>\n<p>Sulla base di questa documentazione Pio X crea presso la Congregazione Concistoriale un Ufficio per l\u2019emigrazione, deputato all\u2019assistenza spirituale di tutti gli emigranti di rito latino, la scelta e la nomina dei loro missionari e cappellani di bordo e la disciplina del clero migrato oltreoceano (motu proprio <em>Cum omnes catholicos<\/em> del 15 agosto 1912)<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>. L\u2019ufficio \u00e8 inizialmente coordinato, in qualit\u00e0 di \u201csostituto per l\u2019emigrazione\u201d, dal gi\u00e0 menzionato Pisani, che non vi resta, per\u00f2, a lungo, perch\u00e9 il 15 dicembre 1919 \u00e8 designato delegato apostolico nelle Indie Orientali. Nel decennio successivo l\u2019ufficio assume il controllo dei Missionari di emigrazione in Europa (l\u2019ex Opera Bonomelli) e dei Missionari di S. Carlo (Scalabriniani), coprendo soprattutto l\u2019assistenza agli italiani all\u2019estero<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Le carte di questa serie, conservate in 383 unit\u00e0 archivistiche con i relativi schedari, dopo un lungo deposito negli scantinati del Palazzo di S. Callisto, sono nell\u2019AAV, ma in buona parte ancora in fase di analisi. Una prima sottoserie \u00e8 intitolata \u201cNominativi\u201d \u2013 mentre secondo la prassi della Concistoriale sarebbe stato pi\u00f9 consono definirle \u201cPratiche personali\u201d \u2013 e si riferisce alle richieste di sacerdoti per recarsi o rimanere oltreoceano, in ottemperanza ai decreti <em>Nemini latet<\/em> del 1911 (che estende ai sacerdoti di tutta Europa l\u2019obbligo del permesso della S. Sede per i chierici italiani che intendevano recarsi in America), <em>Ethnographica studia<\/em> del 25 marzo 1914 (che ripete, precisa ed estende ai religiosi le norme per l\u2019emigrazione dei chierici in America e nelle Filippine), <em>Magni semper negotii<\/em> del 20 dicembre 1918 (che adatta le norme esistenti al <em>Codex juris canonici<\/em> da poco entrato in vigore). A chiusura di questa sottoserie si trovano attualmente molte scatole con documentazione eterogenea e non pertinente al titolo, tra cui i verbali delle sessioni preparatorie sui temi \u201cde cura animarum\u201d, \u201cde emigrantibus\u201d, \u201cde migratione interna\u201d e \u201cde emigrantibus et de opere Apostolatus Maris et Coeli\u201d del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Una seconda sottoserie, denominata \u201cGenerale\u201d, almeno a livello di schedario organizza la documentazione secondo XII diverse \u201csezioni\u201d, non esenti da apparenti ridondanze: I &#8211; Assistenza spirituale (in diverse nazioni o continenti); II &#8211; Relazioni sull\u2019assistenza (di diversi istituti come i Santi Angeli di Germania o il Pontificio collegio per l\u2019emigrazione); III &#8211; Situazione generale nelle varie nazioni (raccoglie in realt\u00e0 materiale eterogeneo e apparentemente non corrispondente al titolo, ad esempio: Biblioteca dell\u2019emigrazione (1913), Rapporti e comunicazioni del Commissariato d\u2019emigrazione (1913-1925), Radiomessaggio natalizio del cardinale segretario per emigrati e i profughi (1951-1953), ecc.); IV &#8211; <em>Exsul familia<\/em> (non ancora esplorata); V &#8211; Missioni e parrocchie italiane (in Europa, Australia, America e Africa); VI &#8211; Missioni e parrocchie di diverse nazionalit\u00e0 (non ancora esplorata); VII &#8211; Congressi e convegni (non ancora esplorata); VIII: Nazioni varie (non \u00e8 ancora chiara la differenza con la sezione III); IX &#8211; Scalabriniane e Scalabriniani (ma molti documenti relativi al governo interno sono stati trasmessi all\u2019istituto maschile nel 1965 e si trovano in AGS); X &#8211; Delegato per l\u2019emigrazione (mons. Emilio Rossi); XI &#8211; Istruzione [sic<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>] <em>Pastoralis migratorum cura<\/em>; XII &#8211; Costituzione apostolica <em>Exsul familia<\/em> (non \u00e8 chiara la differenza con la sezione IV).<\/p>\n<p><strong>Benedetto XV (1914-1922) <em>Il Pontificio collegio per l\u2019emigrazione<\/em> (1919)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la guerra sono riprese alcune iniziative discusse nel 1914, in particolare la decisione di creare a Roma un Pontificio collegio per formare i missionari per l\u2019emigrazione (motu proprio di Pio X del 19 marzo 1914). Pisani ha addirittura scritto in proposito al cardinale Gaetano De Lai (1853-1928), segretario della Concistoriale, nel 1909, quindi ben prima di sovrintendere all\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione, ma l\u2019iter burocratico, complicato dal conflitto mondiale, prende un decennio<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>. Il collegio \u00e8 inaugurato nel 1919 e inizia effettivamente a funzionare dal 1921. Il suo rettore \u00e8 il prelato per l\u2019emigrazione italiana, una Prelatura costituita ad imitazione dell\u2019Ordinariato militare per l\u2019Italia: il rapporto tra i due istituti \u00e8 comprovato dal fatto che Michele Cerrati (1884-1925), prelato per l\u2019emigrazione dal 1920 alla morte, \u00e8 anche ordinario militare dal 1923<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Ufficio del prelato per l\u2019emigrazione<\/em> (1920)<\/strong><\/p>\n<p>La nascita della Prelatura per l\u2019emigrazione \u00e8 notificata da Benedetto XV il 23 ottobre 1920<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>. Nel frattempo la Concistoriale ha ampliato la propria capacit\u00e0 di intervento, inserendosi nella gestione di alcune iniziative private. In particolare, sempre nel 1920, De Lai chiama a Roma il sacerdote pesarese Ferdinando Baldelli e gli affida l\u2019<em>Italica gens<\/em>, una federazione di istituti laici ed ecclesiastici per aiutare gli emigranti oltre oceano<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>. Due anni dopo il sacerdote passa direttamente all\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione della Concistoriale, dove rester\u00e0 per decenni.<\/p>\n<p><strong>Pio XI (1922-1939)<\/strong><\/p>\n<p>Durante questo pontificato prosegue l\u2019attivit\u00e0 del prelato, che si occupa del Pontificio collegio e delle missioni per i migranti italiani. L\u2019attenzione per gli altri emigrati passa attraverso le delegazioni apostoliche e le nunziature, come sin dai primi del Novecento, e quindi giunge agli uffici della Segreteria di Stato<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>. Si pensi soprattutto a quanto fatto dal papa e dalle congregazioni pontificie per le diaspore russa in Francia e messicana negli Stati Uniti dopo le rispettive rivoluzioni, nonch\u00e9 l\u2019appoggio agli emigrati polacchi in America del Nord e ai cattolici di rito orientale (armeni, maroniti, romeni, ruteni, siri) nel Vecchio e nel Nuovo Continente<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>. Inoltre la Congregazione dei Riti interviene nel processo per la beatificazione di suor Cabrini, insistendo sull\u2019importanza di tale evento per la sorte degli italiani d\u2019oltre oceano, mentre il pontefice ne annuncia la proclamazione con una lettera apostolica, insistendo sull\u2019importanza del sostegno agli emigrati<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Negli anni di questo pontificato le discussioni attorno alla questione migratoria coinvolgono dunque molte istituzioni vaticane, tuttavia la Concistoriale prosegue a occuparsene in maniera significativa<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>. Sennonch\u00e9, dopo aver assorbito i missionari bonomelliani e scalabriniani, si trova coinvolta nel conflitto tra missioni cattoliche e organizzazioni fasciste all\u2019estero. Queste ultime vogliono infatti l\u2019assoluto controllo degli italiani nei vari paesi e premono per ridurre il raggio d\u2019azione missionario, soprattutto dopo la Conciliazione tra Stato e Chiesa del 1929<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>. Il cardinal segretario e il papa decidono di conseguenza di far ricadere sulle chiese locali l\u2019assistenza agli italiani (e in genere a tutti gli emigrati) nelle Americhe.<\/p>\n<p><strong><em>La Missione cattolica italiana di Parigi<\/em> (1928)<\/strong><\/p>\n<p>La Concistoriale decide invece di affidare i missionari per i migranti italiani in Europa alla supervisione di Costantino Babini (1891-1968), dal 1924 attivo fra i connazionali. Nel 1928 Babini \u00e8 incaricato di seguire la liquidazione dell\u2019Opera Bonomelli, voluta dal regime fascista, e di mettere in piedi un nuovo gruppo di sacerdoti attivi nel Vecchio Mondo<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>. Fonda dunque a Parigi la Missione cattolica italiana di rue de Montreuil e da l\u00ec dirige le missioni italiane che sorgono progressivamente in Belgio, Svizzera e Germania. Questo intenso lavoro \u00e8 documentato dal fondo archivistico a lui intitolato e oggi presso l\u2019Archivio della Fondazione Migrantes, dopo essere stato depositato per un certo periodo nell\u2019AGS: sono 450 unit\u00e0 suddivise in due sezioni, la prima delle quali esclusivamente sulle missioni cattoliche italiane dei vari paesi.<\/p>\n<p>Grazie a tale documentazione \u00e8 stato studiato l\u2019apporto di Babini all\u2019assistenza religiosa in Francia e la sua collaborazione con il cardinale Raffaello Carlo Rossi (1876-1948), dal 1930 segretario della Concistoriale e principale riorganizzatore dell\u2019assistenza ai migranti italiani<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>. In futuro un\u2019analisi approfondita delle carte Babini permetter\u00e0 di ricostruire il sostegno vaticano agli italiani nell\u2019Europa occidentale, cos\u00ec come le carte in AGS aiuteranno gli studiosi dell\u2019intervento nelle comunit\u00e0 di origine italiana delle Americhe.<\/p>\n<p><strong> Pio XII (1939-1958)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019assistenza ai migranti, italiani e non, decolla durante questo pontificato, soprattutto finita la seconda guerra mondiale. In quest\u2019ultimo periodo l\u2019enorme aumento dei profughi obbliga a non occuparsi solo degli italiani e a considerare ogni tipo di migrazione: economica o politica, libera o coatta, individuale o di gruppo.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Apostolato del mare<\/em> (1942)<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante la guerra sono prese in carico varie forme di mobilit\u00e0, per esempio quella di chi lavora sulle navi<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>. La Chiesa si occupa dei marittimi da tempo: il 17 aprile 1922 Pio XI approva infatti la fondazione dell\u2019<em>Apostleship of the Sea International Council<\/em> (Glasgow, 4 ottobre 1920). Nel 1927 si tiene in Normandia il primo congresso internazionale di tale Apostolato e per il 1942 \u00e8 previsto un incontro a Roma. L\u2019inizio della guerra ne impedisce lo svolgimento; per\u00f2, i delegati delle diocesi italiane si incontrano comunque nel mese di settembre. Nel frattempo, il 30 maggio dello stesso anno, Pio XII ha riservato alla Concistoriale la direzione dell\u2019<em>Apostolatus maris<\/em> \u201cper connessione con le altre <em>de emigratione<\/em> che la stessa Sacra Congregazione dirige\u201d. Dieci anni dopo, l\u2019art. 8 della <em>Exsul familia<\/em> istituisce il Segretariato generale internazionale dell\u2019Apostolato del mare, presieduto dall\u2019assessore della Concistoriale <em>pro tempore<\/em> e affidato al delegato per l\u2019emigrazione, mons. Emilio Rossi (1900-1964), una nuova figura introdotta dalla <em>Exsul familia<\/em><a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>. Le carte di questo segretariato, oggi in AAV, formano 81 unit\u00e0 archivistiche e coprono gli anni 1926-1970, mentre quelle relative all\u2019ufficio svolto da Rossi sembrano essere quelle presenti nella gi\u00e0 menzionata sezione X della serie Generale dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione della Concistoriale.<\/p>\n<p><strong><em>La Pontificia Commissione Assistenza, poi Pontificia Opera Assistenza<\/em> (1944)<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il problema dei profughi, bisogna ricordare che tocca direttamente la Santa Sede. Nell\u2019agosto del 1944 Roma ospita quasi 70.000 sfollati, per lo pi\u00f9 provenienti da Cassino e dintorni. L\u2019avanzata alleata e lo sbarco di Anzio ingrossa ulteriormente questa presenza. Per assicurarne la sussistenza Pio XII fonda la Pontificia Commissione Assistenza Profughi e la affida a Baldelli, che nel frattempo ha continuato a occuparsi dei migranti italiani nella Penisola, in Europa e nelle Americhe<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>. Il funzionario della Concistoriale si sobbarca del sostegno a tutti i profughi, anche quelli non italiani; inoltre si preoccupa dei connazionali espulsi o comunque rientrati da Marocco, Tunisia, Libia ed Egitto, nonch\u00e9 di quelli che vogliono migrare in Belgio e altri paesi europei.<\/p>\n<p>Le mansioni della commissione, che nel 1945 diviene Pontificia Commissione Assistenza <em>tout court<\/em> (PCA) e nel 1953 si trasforma in Pontificia Opera Assistenza (POA), crescono nel corso degli anni, grazie anche alle sovvenzioni del <em>Catholic Relief Service<\/em> statunitense<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>. Sin dai tempi dell\u2019<em>Italica gens<\/em> Baldelli ha infatti forti legami con le diocesi statunitensi e, nei primi anni della Guerra fredda, se ne serve per i rifugiati e i migranti in tutta Europa<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>, un ruolo che gli viene riconosciuto ufficialmente grazie alla presidenza della Caritas Internazionale (1951-1962). L\u2019insieme di enti e associazioni fondate e\/o dirette da Baldelli risponde a bisogni sociali assai variati, ma ha spesso a che fare con le migrazioni, volontarie od obbligate. Inoltre il governo italiano ritiene che le creature di Baldelli siano dirette emanazioni della Santa Sede, pur quando hanno sede al di fuori dei Palazzi vaticani<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>. La documentazione relativa ad esse \u00e8 stata a lungo nell\u2019Archivio della Fondazione Migrantes, dove alcuni studiosi l\u2019hanno analizzata <a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>, poi \u00e8 passata nell\u2019AAV, dove tutti i documenti sono oggi raccolti nel fondo POA. Questo notevole archivio, ordinato da Gianfranco Armando, contiene 1.136 unit\u00e0 archivistiche. Poich\u00e9 i comitati locali della POA, presenti in quasi tutte le diocesi italiane, hanno avuto propri depositi archivistici talvolta passati in seguito ai locali archivi diocesani o pubblici, e le attivit\u00e0 della stessa sono pubblicizzate nel mensile \u201cCaritas\u201d, da essa edito, \u00e8 stato comunque possibile studiarne la vicenda gi\u00e0 prima dell\u2019apertura dei fondi conservati oggi in Vaticano<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 di Baldelli come presidente della Pontificia Commissione, poi Pontificia Opera, nonch\u00e9 dell\u2019ONARMO e di altre associazioni collegate, potrebbe apparire un doppione di quella dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione della Concistoriale. Sennonch\u00e9 il prelato prosegue a essere ascritto a quest\u2019ultima, quale aiutante di studio del menzionato ufficio, sino a quando Giovanni XXIII lo designa vescovo titolare di Aperle (22 luglio 1959) e gli affida nuovi incarichi in curia<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>. Dunque Baldelli regge numerose istituzioni in nome della Concistoriale ed \u00e8 un esecutore della volont\u00e0 di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Ufficio migrazioni della Segreteria di Stato<\/em> (1946)<\/strong><\/p>\n<p>Invece persegue proprie logiche l\u2019Ufficio migrazioni aperto presso la Segreteria di Stato nel 1946. Anche in questo caso il fattore iniziale sembra essere il profugato internazionale. Dopo essersi pronunciato due volte sul rimpatrio delle diverse categorie di prigionieri e profughi e pi\u00f9 volte sul problema migratorio in genere<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>, il 13 novembre 1946 Pio XII dispone che \u201cla Segreteria di Stato diriga il lavoro dell\u2019emigrazione e coordini le varie iniziative con opportuna intesa anche con la Pontificia Commissione Assistenza\u201d<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec l\u2019Ufficio centrale della migrazione, suddiviso in due sezioni dedicate rispettivamente alla migrazione naturale e alla migrazione profughi e coordinato da mons. Emilio Rossi, che ha gi\u00e0 diretto il lavoro dell\u2019Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra. Il nuovo ufficio deve collaborare con la Concistoriale e le rappresentanze diplomatiche pontificie, con le associazioni cattoliche gi\u00e0 esistenti, la PCA, l\u2019Azione Cattolica, l\u2019ONARMO, la Missione cattolica svizzera, nonch\u00e9 svolgere un\u2019azione sussidiaria a quella degli enti istituiti dai governi nazionali. La documentazione conservata nell\u2019Archivio Apostolico Vaticano assomma a 69 buste relative agli anni 1946-1964, con qualche testimonianza anteriore, e riflette l\u2019attivit\u00e0 svolta nei confronti dei vari enti italiani ed internazionali e degli stati maggiormente coinvolti dai processi migratori. Raccoglie anche \u201celenchi e domande di migranti, pratiche relative ai cappellani di bordo che accompagnavano gli esuli, documentazione della costituzione apostolica <em>Exsul familia<\/em> del 1\u00b0 agosto 1952, e carte riguardanti le conferenze ed i congressi organizzati in varie citt\u00e0 europee per i problemi inerenti alle emigrazioni\u201d<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>A titolo esemplificativo si segnalano alcune pratiche riguardanti le disposizioni del Santo Padre per una riunione di persone competenti circa l\u2019emigrazione, 30 maggio 1946 (b. 3); la relazione fra l\u2019Ufficio emigrazione vaticano e la PCA, del 22 novembre 1946, con appunto di mons. Montini sulle competenze della PCA (b. 3); la relazione del lavoro compiuto in Argentina in favore degli emigranti dal salesiano Luigi Pasa, 1947-1950 (b. 15). Come si nota, lo stesso Giovanni Battista Montini (1897-1978), il futuro Paolo VI, allora sostituto della Segreteria di Stato, ha qualche dubbio sul rapporto con la PCA, emanazione di un altro dicastero. In effetti in quegli anni le sovrapposizioni si moltiplicano, anche se poi si cerca di correre ai ripari. Per esempio, nel decennio immediatamente successivo, la PCA mette i suoi comitati diocesani a disposizione della Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione, che pur non essendo un organismo vaticano si vede demandare dalla Santa Sede alcuni compiti di supervisione dell\u2019assistenza a chi parte.<\/p>\n<p><strong><em>La Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione<\/em> (1952)<\/strong><\/p>\n<p>Proprio la vicenda di quest\u2019ultima esemplifica la gemmazione sregolata di enti, indipendenti ma comunque legati alla Santa Sede. La giunta nasce ufficialmente nel 1952 per occuparsi della sempre pi\u00f9 massiccia diaspora italiana<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>, ma ha una preistoria complicata<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>. Dal 1945 al 1951 lo scalabriniano Giovanni Sofia (1911-1993) agisce come consultore della Concistoriale, occupandosi dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione. Sofia lavora con monsignor Pisani, sempre sulla breccia e sempre interessato ai migranti italiani, e collabora con personaggi del mondo cattolico quali l\u2019avvocato Vittorino Veronese (1910-1986), presidente dell\u2019Azione Cattolica, il conte Dino Secco Suardo (1889-1978), alto funzionario del Ministero degli Esteri, e l\u2019onorevole Giulio Pastore (1902-1969). Insieme fondano il 6 giugno 1946 il Comitato cattolico per l\u2019emigrazione e quest\u2019ultimo deve coordinare gli istituti cattolici che assistono l\u2019emigrazione italiana, in particolare le ACLI, la Confederazione cooperativa italiana, il Centro italiano femminile, l\u2019ONARMO, l\u2019Aiuto cristiano, il Pontificio collegio per l\u2019emigrazione, la Pia societ\u00e0 salesiana, l\u2019Associazione nazionale per l\u2019assistenza ai missionari italiani e naturalmente gli Scalabriniani. Dal comitato gemma il 25 maggio 1947 la Giunta cattolica per l\u2019emigrazione, che cinque anni dopo diviene Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione e si occupa anche dei profughi che arrivano in Italia<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Dietro a questo proliferare di sigle e di momenti d\u2019incontro scorgiamo spesso un desolante deficit finanziario, che spiega alcune scelte vaticane. Nel novembre 1946 il card. Rossi e mons. Montini si scrivono a proposito dell\u2019emigrazione italiana e degli enti nati o nascenti. Il primo vorrebbe demandare la faccenda alla Segreteria di Stato, perch\u00e9 il suo dicastero manca di fondi. Inoltre suggerisce di affidare l\u2019assistenza, soprattutto materiale, a \u201cun Ufficio di secolari [cio\u00e8 di laici], buoni [\u2026], fattivi ma prudentissimi, che possono avere libert\u00e0 di movimento, sussidio di consulenze, un numero congruo di studiosi e di operatori, che non ha e non potrebbe introdurre presso di s\u00e9 la S.C. Concistoriale\u201d<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>. Nonostante i suggerimenti del card. Rossi, la situazione non si semplifica e i vari enti si sovrappongono e si intralciano tra loro, tanto che soltanto alla fine degli anni Cinquanta sar\u00e0 possibile quanto meno cartografarli<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>. Inoltre la Concistoriale non riesce a liberarsi dell\u2019assistenza ai migranti.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 confuso, come scrive Baldelli nel maggio 1947, facendo il punto sull\u2019attivit\u00e0 del Comitato cattolico nazionale per l\u2019emigrazione. Migliaia di italiani chiedono aiuto per emigrare e tantissimi si rivolgono al parroco, al vescovo o addirittura al Vaticano, dove giungono \u201cdiverse diecine di persone al giorno\u201d. Il patronato ACLI, continua Baldelli, si \u00e8 fatto carico di una parte sempre pi\u00f9 grande del lavoro, ma comunque il comitato deve interloquire con la Segreteria di Stato e la Concistoriale, con Propaganda Fide, con la Nunziatura in Italia e le nunziature all\u2019estero (Berna, Lima, Parigi, ecc.), con la PCA e altre organizzazioni cattoliche, con il Ministero degli Affari Esteri, con l\u2019Associazione dei profughi giuliani e con analoghe organizzazioni.<\/p>\n<p>Le lamentele di Baldelli non convincono Sofia, che il 2 dicembre 1948 ripete a Montini quanto gi\u00e0 scritto dal card. Rossi<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>. Inoltre spiega che la giunta, appena organizzata, \u00e8 un compromesso fra il precedente Comitato cattolico e la PCA e che soffre della sovrapposizione con quest\u2019ultima. Bisognerebbe far rivivere il Comitato cattolico, valorizzare l\u2019opera delle ACLI in Italia e all\u2019estero e limitare l\u2019invadenza della PCA. Soprattutto ci vorrebbe \u201cun efficiente ufficio della Santa Sede, con ampi poteri\u201d in grado di coordinare il Comitato, le ACLI e la PCA (nonch\u00e9, ma questo si legge tra le righe, sgravare la Segreteria di Stato e la Concistoriale della questione migratoria).<\/p>\n<p>La situazione resta difficile sin quando Montini, asceso al soglio pontificio nel 1963, chiude la POA dopo la morte di Baldelli e ridistribuisce il carico dell\u2019assistenza ai migranti, affidandola a organismi nazionali gestiti dalle singole Conferenze episcopali<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>. In ogni caso gi\u00e0 Pio XII ha cercato di intervenire. Per esempio la costituzione apostolica <em>Exsul familia<\/em> del 1\u00b0 agosto 1952 affida tutta la materia migratoria relativa ai cattolici di rito latino alla Concistoriale, pur non cancellando del tutto il ruolo della Segreteria di Stato. Quest\u2019ultima dovrebbe seguire il quadro diplomatico internazionale<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>, mentre la prima dovrebbe seguire le strutture nazionali. A tal proposito si inizia inoltre a scindere l\u2019attivit\u00e0 della Concistoriale della mera assistenza agli italiani<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>, inoltre si cerca di potenziare il ruolo delle Chiese nazionali. In ogni nazione i missionari per un singolo gruppo di emigrati devono essere affidati a un direttore; inoltre i vescovi devono creare un consiglio per i problemi dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli italiani, oltre a quanto ormai devoluto ai vescovi degli altri paesi, gli emigranti sono affidati a un delegato, che sostituisce il prelato per l\u2019emigrazione<a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\"><sup>[47]<\/sup><\/a>. Il delegato \u2013 assieme all\u2019assessore e al segretario della Concistoriale, nonch\u00e9 ai religiosi regolari e secolari che si occupano della questione, per esempio agli Scalabriniani \u2013 fa parte del Consiglio superiore dell\u2019emigrazione. All\u2019estero invece le missioni cattoliche italiane sono sottomesse alla Chiesa locale, pur mantenendo stretti rapporti con le autorit\u00e0 ecclesiastiche italiane e vaticane, nonch\u00e9 con il governo italiano<a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\"><sup>[48]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Continua intanto a funzionare il Collegio per gli emigranti italiani affidato a un rettore appartenente alla congregazione scalabriniana; quest\u2019ultima ormai formalmente indipendente dalla Concistoriale ne innerva, per\u00f2, il personale nell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione. Tuttavia il caso italiano, per quanto sempre considerato importantissimo, \u00e8 ormai visto nel contesto planetario e ritenuto meno importante della mobilit\u00e0 provocata da guerre e altre catastrofi.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Apostolato dell\u2019aria<\/em> (1958)<\/strong><\/p>\n<p>Agli ultimi mesi di vita di Pio XII \u00e8 da ricondurre l\u2019inizio dell\u2019<em>Apostolatus coeli vel a\u00ebris<\/em>, l\u2019opera per l\u2019assistenza spirituale dei fedeli che hanno specifiche mansioni o svolgono la loro attivit\u00e0 a bordo degli aerei, nonch\u00e9 dei passeggeri e del personale impiegato negli aeroporti. Nell\u2019udienza di tabella del 21 maggio 1958 papa Pacelli autorizza la Concistoriale a interessarsi del problema e a promuovere questa nuova forma di assistenza ai viaggianti o itineranti<a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\"><sup>[49]<\/sup><\/a>. Non \u00e8 stato ancora identificato l\u2019archivio di questo ufficio, le cui pratiche potrebbero essere frammiste a quelle dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione o dell\u2019Apostolato del mare.<\/p>\n<p><strong> Giovanni XXIII (1958-1963)<\/strong><\/p>\n<p>Data la brevit\u00e0 del pontificato, Giovanni XXIII non pu\u00f2 fare molto per le migrazioni. Per\u00f2, i suoi documenti sono significativi perch\u00e9 sottolineano il ruolo di Pio XII nell\u2019impostare la nuova visione dell\u2019emigrazione come un problema mondiale e, dall\u2019altro, indicano che la mobilit\u00e0 degli italiani non \u00e8 soltanto una questione di fuoriuscita lavorativa dai confini nazionali. Secondo papa Roncalli sono proprio le migrazioni interne alla Penisola a cambiare il volto di quest\u2019ultima. In ogni caso il 29 giugno 1959 l\u2019enciclica <em>Ad Petri cathedram<\/em> ricorda ai migranti che la chiesa non dimentica \u201ccoloro che, spinti dalla mancanza di mezzi di sostentamento o dalle avverse condizioni politiche o religiose dei loro paesi, hanno dovuto abbandonare la patria\u201d. Sul tema ritorna nelle encicliche <em>Mater et magistra<\/em> (1961) e <em>Pacem in terris<\/em> (1963). Inoltre tali indicazioni sono sussunte dal Concilio Vaticano II e ispirano l\u2019idea che si debbano \u201cstudiare e perfezionare, sotto la direzione e l\u2019impulso della sacra Congregazione Concistoriale, i metodi pi\u00f9 appropriati per l\u2019azione pastorale con i migranti e rifugiati\u201d (allocuzione del 20 ottobre 1961). Inizia la stagione dei Centri studi emigrazione e gli Scalabriniani ne fondano uno nel 1964 all\u2019interno del collegio di via della Scrofa e in diretto rapporto con la Concistoriale, cui gli studiosi trasmettono previsioni e bilanci delle migrazioni del tempo, non solo italiane<a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\"><sup>[50]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione pastorale, ma anche di ricerca, sui flussi italiani all\u2019interno della Penisola e verso l\u2019estero si diffonde nelle diocesi, dove sorgono una miriade di comitati e associazioni per il sostegno dei migranti<a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\"><sup>[51]<\/sup><\/a>. Come nel caso dei Centri studi non siamo di fronte a organismi della Santa Sede, ma questa se ne serve e li consulta per verificare le dimensioni e le evoluzioni dei fenomeni migratori.<\/p>\n<p><strong>Paolo VI (1963-1978)<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente la proliferazione di questi centri, comitati e associazioni contribuisce alla sovrapposizione di enti e uffici e non risolve la confusione fra tendenza a seguire comunque il caso italiano e quella a interessarsi delle nuove prospettive mondiali<a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\"><sup>[52]<\/sup><\/a>. Inoltre si prosegue ad aumentare il numero delle mobilit\u00e0 prese in esame.<\/p>\n<p><strong><em> L\u2019Apostolato dei nomadi<\/em> (1965)<\/strong><\/p>\n<p>Il 29 ottobre 1965 Paolo VI, approva un progetto sottopostogli dalla Concistoriale al termine del I Pellegrinaggio internazionale degli Zingari a Roma, crea il Segretariato internazionale per la direzione dell\u2019opera dell\u2019Apostolatus nomadum, sempre presso la Concistoriale, per \u201crecare spirituale conforto ad una popolazione che non ha fissa dimora ed anche a quegli uomini che vivono in condizioni analoghe\u201d<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\"><sup>[53]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Le sue carte, raccolte in 8 unit\u00e0 archivistiche relative agli anni 1963-1971, quindi non ancora consultabili, sono giunte in AAV assieme all\u2019archivio dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione e si riferiscono all\u2019organizzazione di pellegrinaggi e raduni di nomadi e alla loro assistenza in Europa e Nord America. Inoltre conservano rapporti e studi sul mondo del circo e altri tipi di spettacolo viaggiante.<\/p>\n<p><strong><em> L\u2019Ufficio per la pastorale del turismo della Congregazione del Concilio<\/em> (1967)<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dalla riforma curiale dalla <em>Regimini Ecclesiae<\/em> del 15 agosto 1967 \u00e8 poi istituito l\u2019Ufficio per la pastorale del turismo presso la Congregazione del Concilio (oggi per il Clero), che si occupa dei movimenti turistici dagli inizi del decennio. Le poco meno di 300 pratiche svolte tra il 1961 e il 1970 sono oggi nell\u2019Archivio generale della Congregazione per il Clero e non ancora consultabili. Oltre a promuovere congressi internazionali e nazionali, l\u2019organismo vaticano pubblica il 30 aprile 1969 il direttorio generale <em>Peregrinans in terra<\/em> per la pastorale del turismo<a href=\"#_ftn54\" name=\"_ftnref54\"><sup>[54]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><em><strong>La Pontificia Commissione per la pastorale dell\u2019emigrazione e del turismo<\/strong><\/em><strong> (1970)<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto Paolo VI opta per riprendere quanto discusso con padre Sofia e il card. Rossi pi\u00f9 di venti anni prima e con la lettera apostolica <em>Apostolicae caritatis<\/em> del 19 marzo 1970 istituisce la Pontificia Commissione per la pastorale dell\u2019emigrazione e del turismo alle dipendenze della Congregazione per i Vescovi, che \u00e8 succeduta alla Concistoriale<a href=\"#_ftn55\" name=\"_ftnref55\"><sup>[55]<\/sup><\/a>. Tutta la questione della mobilit\u00e0 \u00e8 dunque sottoposta a un solo organismo che genera un nuovo archivio, non ancora ritrovato<a href=\"#_ftn56\" name=\"_ftnref56\"><sup>[56]<\/sup><\/a>. Da un progetto per l\u2019impostazione archivistica delle sue pratiche si pu\u00f2 tuttavia dedurre che fosse strutturato in sezioni secondo le diverse competenze: oltre a una parte generale, tali sezioni erano relative a migranti, marittimi (Apostolato del mare), aeronaviganti (Apostolato dell\u2019aria), addetti ai trasporti stradali (Apostolato della strada), nomadi (Apostolato dei nomadi), turisti, studenti all\u2019estero e hippies.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Paolo II (1978-2006) <em>Il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti<\/em> (1988)<\/strong><\/p>\n<p>Nel solco aperto da Paolo VI, la costituzione apostolica <em>Pastor bonus<\/em> del 28 giugno 1988 eleva la commissione al grado di Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Nel frattempo la Conferenza Episcopale Italiana ha istituito nel 1987 la Fondazione Migrantes con competenza sull\u2019assistenza pastorale a tutti i protagonisti della mobilit\u00e0 umana: emigrati, immigrati e rifugiati; fieranti e circensi; rom e sinti; marittimi e aeroportuali. La Migrantes prende quindi parte delle funzioni della Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione passate nel 1965 all\u2019Ufficio centrale per l\u2019emigrazione italiana (UCEI) della conferenza episcopale e da questo conservate sino al 1986, prima di essere ricompreso nella nuova fondazione. La continuit\u00e0 di queste iniziative \u00e8 garantita da quella del personale, in particolare \u00e8 fondamentale l\u2019opera dell\u2019economista e statistico Giuseppe Lucrezio Monticelli (1911-1995) che dal 1947 alla morte \u00e8 in successione segretario di ciascuna di queste entit\u00e0<a href=\"#_ftn57\" name=\"_ftnref57\"><sup>[57]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Le iniziative del Pontificio Consiglio e delle altre entit\u00e0 cattoliche sono oggi documentate dai rispettivi siti web, che spesso offrono la possibilit\u00e0 di consultare le pubblicazioni periodiche da esse edite. La rivista \u201cOn the Move. Migrazioni e turismo\u201d, poi \u201cPeople on the Move\u201d, curata dal Consiglio copre ad esempio le attivit\u00e0 vaticane, nonch\u00e9 quelle delle conferenze episcopali dal 1971 al 2016, garantendo una massa enorme di informazioni<a href=\"#_ftn58\" name=\"_ftnref58\"><sup>[58]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Mentre cresce l\u2019importanza degli interventi delle singole conferenze episcopali, si evolve anche l\u2019organizzazione centrale. Sotto l\u2019attuale pontefice il Pontificio Consiglio \u00e8 assorbito assieme ad altri consigli e segretariati nel Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, istituito con la lettera apostolica del 17 agosto 2016<a href=\"#_ftn59\" name=\"_ftnref59\"><sup>[59]<\/sup><\/a>, e quest\u2019ultimo comprende una specifica sezione \u201cMigranti e rifugiati\u201d, affidata al sottosegretario Fabio Baggio, scalabriniano<a href=\"#_ftn60\" name=\"_ftnref60\"><sup>[60]<\/sup><\/a>. Viene cos\u00ec confermato il duplice sviluppo, che sembra caratterizzare l\u2019attenzione vaticana al mondo delle mobilit\u00e0 dagli ultimi anni del pontificato di Paolo VI. Da un lato, abbiamo infatti la tendenza a semplificare (finalmente) le strutture che devono seguire i fenomeni migratori e ad affidare l\u2019intervento sul campo alle conferenze episcopali. Dall\u2019altro, continua la collaborazione scalabriniana agli organismi centrali (e centralizzatori), seguendo il modello immaginato dal cardinale Rossi gi\u00e0 nel secondo quarto del Novecento.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se prendiamo in considerazione il suo solo viaggio in Canada e negli Stati Uniti del 1853-1854, i documenti sono ripartiti tra Archivio Apostolico Vaticano (d\u2019ora in poi AAV) e Archivio Storico di Propaganda (d\u2019ora in poi APF). Nel primo vedi soprattutto Segr. Stato, 1852, 1853 e 1854, rubrica 251, e Segr. Stato, Spogli Curia, card. Gaetano Bedini 5. Nel secondo Congressi, America Settentrionale, vol. 6 (1849-1857), e America Centrale, vol. 16 (1852-1854).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella ricerca di parte della documentazione siamo stati aiutati da Fabio Baggio (Sezione migranti e rifugiati del Dicastero della Santa Sede per il servizio dello sviluppo umano integrale), Silvia Campanari (Fondazione Migrantes), Kathleen Sprows Cummings (Cushwa Center for the Study of American Catholicism presso l\u2019Universit\u00e0 di Notre Dame) e Giovanni Terragni (Archivio Generale Scalabriniano, d\u2019ora in poi AGS).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando non indicato differentemente i documenti pontifici relativi alle migrazioni sono riportati in Giovanni Graziano Tassello, <em>Enchiridion della Chiesa per le migrazioni: documenti magisteriali ed ecumenici sulla pastorale della mobilita\u0300 umana (1887-2000)<\/em>, Bologna, EDB, 2001. Per il ruolo dei singoli pontefici si veda Matteo Sanfilippo, <em>L\u2019emigrazione nei documenti pontifici<\/em>, Todi, Tau, 2018.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I materiali relativi alla fondazione del Collegio Americano del Nord sono in APF, Congressi, Collegi varii, vol. 1 (1856-1892). I materiali sull\u2019approvazione pontificia e sul Collegio piacentino sono sempre ivi, vol. 43, Collegi d\u2019Italia, fasc. 5, ff. 1333-1642. Vedi inoltre quanto in AGS e in Giovanni Terragni, <em>Scalabrini e la Congregazione dei Missionari per gli emigrati<\/em>, Napoli, Autorinediti, 2014.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi le delibere in APF, Acta, vol. 257 (1887), ff. 186-217. La decisione \u00e8 presa sulla base dei materiali in APF, SOG<em>C<\/em>, vol. 1026 (1887, parte I), ff. 826-948 e 1002-1050.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Segr. Stato, 1902, rubr. 280, fasc. 10, ff. 1-168: <em>Rapporto sulle condizioni della chiesa Cattolica negli Stati Uniti d\u2019America umiliato alla Santit\u00e0 di Nostro Signore Papa Leone XIII da Monsig. Germano Straniero pontificio ablegato presso sua Em.a Rev.ma il sig. Card. Gibbons Arcivesc.vo di Baltimora, Giugno Novembre 1886<\/em>. Le istruzioni e la lettera di accompagnamento sono conservate in copia presso l\u2019archivio della University of Notre Dame (Indiana), Germano Straniero Papers, fascicolo senza nome.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Emilio Franzina, <em>Storia dell\u2019emigrazione veneta. Dall\u2019unit\u00e0 al fascismo<\/em>, Verona, Cierre, 2005, e Gianpaolo Romanato, <em>Pio X. Alle origini del cattolicesimo contemporaneo<\/em>, Torino, Lindau, 2014.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le carte dell\u2019Opera, fondata da Geremia Bonomelli (1831-1914), vescovo di Cremona, sono in parte nel fondo del presule presso la Biblioteca Ambrosiana. Il suo successore alla testa dell\u2019istituto, il vescovo di Vicenza Ferdinando Rodolfi (1866-1943), porta nella sua citt\u00e0 il resto della documentazione, ora nel locale Archivio diocesano: Livio Bordin e Livio Zancan, <em>Il Vescovo Ferdinando Rodolfi e l\u2019Opera Bonomelli per gli Emigrati in Europa<\/em>, Vicenza, Archivio Vescovile, 1997. Il <em>Carteggio Bonomelli Pisani (1900-1914)<\/em>, contenente informazioni sulle relazioni tra il Vaticano e l\u2019Opera, \u00e8 stato pubblicato a cura di Gianfausto Rosoli e con la revisione di Veronica De Sanctis e Giovanni Terragni, Roma, Istituto Storico Scalabriniano, 2020. Vedi inoltre gli studi di Gian Carlo Perego, in particolare: <em>Opera Bonomelli (1900-1928)<\/em>, in <em>Dizionario enciclopedico delle migrazioni italiane nel mondo<\/em>, a cura di Tiziana Grassi et al., Roma, SER-ItaliAteneo, 2014, pp. 579-580, e <em>L\u2019Opera Bonomelli e i profughi della grande guerra<\/em>, \u201cArchivio storico dell\u2019emigrazione italiana\u201d, 13 (2017), pp. 100-106.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il vescovo di Piacenza ottiene per il nipote Attilio Bianchi (1869-1951) un posto nella Segreteria particolare di Pio X. Per i rapporti di questo pontefice con gli scalabriniani dopo la morte del loro fondatore: AAV, Arch. part. Pio X 33 (marzo 1907, f. 692) e 745 (aprile 1909).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giovanni Terragni, <em>Un progetto per l\u2019assistenza agli emigrati cattolici di ogni nazionalit\u00e0. Memoriale di Giovanni Battista Scalabrini alla Santa Sede<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 159 (2005), pp. 479-503. La documentazione \u00e8 nell\u2019AGS a Roma e la genesi del progetto \u00e8 presentata in <em>Carteggio Scalabrini e Zaboglio (1886-1904)<\/em>, a cura di Veronica De Sanctis e Giovanni Terragni, Roma, Istituto Storico Scalabriniano, 2021.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Segr. Stato, 1914, rubr. 18, fascc. 3 e 8-9.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 dai primordi della sua attivit\u00e0 la Concistoriale si era interessata ai problemi dell\u2019emigrazione, rivendicando una sua competenza: cfr. ad es. AAV, Congr. Concistoriale, Ponenze, 1909, n. 82: <em>Circa gli ecclesiastici della Polonia emigrati negli Stati Uniti dell\u2019America Settentrionale<\/em>, per discutere in una plenaria del novembre 1909, se, dopo la costituzione <em>Sapienti consiglio<\/em>, fosse ancora in vigore l\u2019istruzione di Propaganda Fide circa il clero emigrato negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Acta Apostolicae Sedis<\/em> (d\u2019ora in poi AAS), IV (1912), pp. 526-527.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il documento, del 15 agosto 1969, \u00e8 in realt\u00e0 una lettera apostolica in forma di motu proprio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I materiali relativi al collegio sono nel fondo Prelato per l\u2019emigrazione, consultabile nell\u2019Archivio della Fondazione Migrantes (Roma). La lettera di Pisani a De Lai, 9 luglio 1909, si trova nella b. 2, fasc. 4: Sua Eccellenza mons. Pietro Pisani di Vercelli, sottofasc. Consulta ecclesiastica Opera Bonomelli (1909-1912).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli succedono Rocco Beltrami (1880-1943) dal 1925 al 1929 ed Erminio Vigan\u00f2 (1878-1953) dal 1931 al 1949. A Vigan\u00f2 non segue nessuno e la prelatura viene cancellata da Pio XII nel 1952, mentre il Collegio \u00e8 affidato a un semplice direttore. Nel 1923 alla Prelatura sono assegnati anche i cappellani di bordo della Societ\u00e0 fondata da Coccolo. L\u2019archivio dell\u2019istituzione, compresi i documenti sul Collegio, costituisce il fondo omonimo nell\u2019Archivio della Migrantes (vedi nota precedente). Il fondo, composto da 1.555 unit\u00e0 archivistiche, era ubicato presso il Collegio in via della Scrofa 70. Alla chiusura di quest\u2019ultimo nel 1972, \u00e8 preso in carico dagli scalabriniani, alla direzione del Collegio dal 1949. Nel 2014 l\u2019archivio \u00e8 donato alla Fondazione Migrantes. Molti materiali amministrativi e didattici del Collegio sono, per\u00f2, rimasti in AGS, serie RF.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. AAS, XII (1920), pp. 534-535. Vedi inoltre AAV, Congr. Concistoriale, Ponenze, 1920, n. 67, adunanza del 29 luglio 1920: Italia, <em>Della costituzione di un prelato per l\u2019emigrazione italiana<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le informazioni sono in un fascicolo dell\u2019Archivio romano dell\u2019Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani, 25\/E, L\u2019Italica Gens, Ufficio di Roma, 1918-1920. Da notare che in origine la Santa Sede diffida di tale associazione, perch\u00e9 fondata e diretta da laici, ma dopo la Grande guerra cerca di assumerne il controllo tramite l\u2019<em>Italica gens<\/em>, in accordo con il gi\u00e0 menzionato Pisani, appena tornato a Roma: cfr. Ornella Confessore, <em>L\u2019Associazione nazionale per soccorrere i missionari cattolici italiani. Tra spinte \u201ccivilizzatrici\u201d e interesse migratorio<\/em>, in <em>Scalabrini tra vecchio e nuovo mondo<\/em>, a cura di Gianfausto Rosoli, Roma, CSER, 1989, pp. 519-536. Vedi inoltre Matteo Sanfilippo, <em>Ferdinando Baldelli, Ernesto Schiaparelli e le scuole italiane nel Nord America<\/em>, in <em>Sistemi educativi e politiche culturali dal mondo antico al contemporaneo<\/em>, a cura di Maddalena Vallozza e Gian Maria Di Nocera, Viterbo, Sette Citt\u00e0 &#8211; Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia, 2019, pp. 15-19, nonch\u00e9 la corrispondenza tra Pisani e Schiaparelli degli anni 1913-1928, in AGS, RP 02 01. Sull\u2019<em>Italica Gens<\/em>: Gianfausto Rosoli, <em>L\u2019\u201cItalica Gens\u201d per l\u2019assistenza all\u2019emigrazione italiana d\u2019oltreoceano, 1909-1920<\/em>, \u201cIl Veltro\u201d, XXXIV, 1-2 (1990), pp. 47-60, e <em>Italica Gens<\/em>, in <em>Migrazioni. Dizionario socio-pastorale<\/em>, a cura di Graziano Battistella, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2010, pp. 554-559; Silvano Tomasi, <em>Fede e patria: the Italica Gens in the United States and Canada, 1908-1936. <\/em><em>Notes for the history of an emigration association<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 103 (1991), pp. 319-340.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi, ad esempio, quanto in Matteo Sanfilippo, <em>La Santa Sede e l\u2019emigrazione dell\u2019Europa centro-orientale negli Stati Uniti tra otto e novecento<\/em>, Viterbo, Sette Citt\u00e0, 2010.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi i materiali in <em>Chiesa e mobilit\u00e0 umana. Documenti della Santa Sede dal 1883 al 1983<\/em>, a cura di Gianfausto Rosoli e Luigi Favero, Roma, Centro Studi Emigrazione, 1985, pp. 167-232.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ibid.<\/em>, pp. 223-225 e 225-231. Sull\u2019importanza di tale proclamazione e quindi il suo complesso retroterra: Kathleen Sprows Cummings, <em>Frances Cabrini, American Exceptionalism, and Returning to Rome<\/em>, \u201cThe Catholic Historical Review\u201d, 104, 1 (2018), pp. 1-22.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi, per esempio, il dossier in AAV, Congr. Concistoriale, Ponenze, 1927, n. 59, adunanza del 5 maggio 1927: Stati Uniti, <em>Circa lo stato anormale del clero emigrato.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Roberto Morozzo Della Rocca, <em>L\u2019emigrazione contesa: un aspetto della politica ecclesiastica del fascismo<\/em>, \u201cStoria e politica\u201d, 20, 3 (1981), pp. 556-565; Gianfausto Rosoli, <em>Santa Sede e propaganda fascista all\u2019estero tra i figli degli emigranti italiani<\/em>, \u201cStoria contemporanea\u201d, 18, 2 (1986), pp. 293-315.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Philip V. Cannistraro e Gianfausto Rosoli, <em>Emigrazione, Chiesa e fascismo: lo scioglimento dell\u2019Opera Bonomelli 1922-1928<\/em>, Roma, Studium, 1979.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup>[25<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gianfausto Rosoli, <em>Les missionnaires italiens dans le Sud-Ouest rural fran\u00e7ais<\/em>, in <em>Sur les pas des italiens en Aquitaine<\/em>, a cura di Monique Rouch e Carmela Maltone, Talence, MSHA, 1997, pp. 181-211; Paolo Borruso, <em>Missioni cattoliche ed emigrazione italiana in Francia nel secondo dopoguerra (1946-53)<\/em>, Roma, Studium, 2004; Pietro Pinna, <em>Gli emigranti italiani in Francia durante il fascismo e il ruolo dei missionari cattolici<\/em>, \u201cStoricamente\u201d, 46 (2019), https:\/\/storicamente.org\/pinna-immigrati-italiani-francia-missionari-fascismo. Almeno una parte del carteggio fra Babini e il cardinal Rossi relativamente alla Missione di Parigi e alla sua supervisione dell\u2019azione missionaria in Francia e nelle nazioni limitrofe si trova in AAV, Congr. Concistoriale, Ufficio Emigrazione, prot. 176\/28 e 547\/29 (in corso di riordinamento); si pu\u00f2 perci\u00f2 consultarla in copia presso l\u2019Archivio dell\u2019Istituto Storico Scalabriniano, scatole \u201cCostantino Babini\u201d e \u201cConcistoriale 1913-1937\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giuseppe Ferretto, <em>L\u2019Apostolato del Mare. Precedenti storici e ordinamento giuridico<\/em>, Pompei, IPSI, 1958;<em> Tappe dell\u2019Apostolato del Mare. Note sintetiche dello sviluppo storico<\/em>, a cura di Id., Palermo, F.lli. De Magistris, 1961.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Cfr. <em>Leges Opus Apostolatus Maris<\/em>, in AAS, L (1958), pp. 375-383; Sacra Congregatio Consistorialis, <em>Normae et facultates pro emigrantium navigantium et maritimorum spirituali cura gerenda<\/em>, Pompei, IPSI, 1963. Il 5 febbraio 1966 Paolo VI decreta la cessazione del Segretariato e la sostituzione con un Consiglio superiore, composto da rappresentanti delle Congregazioni romane e specialisti nelle questioni marittime.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi <em>Pontificia Commissione di Assistenza profughi. Organizzazione<\/em>, a cura dell\u2019Ufficio stampa della stessa, Roma, So.Gra.Ro, 1944.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Primo Mazzolari, <em>La carit\u00e0 del Papa: Pio 12. e la ricostruzione dell\u2019Italia (1943-1953)<\/em>, Cinisello Balsamo Edizioni Paoline, [1991], nonch\u00e9 Eileen Egan, <em>Catholic Relief Services. The Beginning Years<\/em>, New York, CRS, 1988.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Ferdinando Baldelli, <em>La tecnica e lo Spirito nelle organizzazioni caritative cattoliche degli Stati Uniti<\/em>, Roma, Pontificia Commissione di Assistenza, 1951.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. <em>Il servizio sociale della POA e dell\u2019ONARMO in favore degli emigranti<\/em>, a cura del Servizio Emigranti, [Roma], Servizio Sociale, 1962. Altre informazioni sulle creature di Baldelli si trovano nei volumi annuali <em>L\u2019attivit\u00e0 della Santa Sede<\/em>, editi dalla Tipografia Poliglotta Vaticana, in particolare quelli dal 1945 al 1961. Per l\u2019Opera Nazionale Assistenza Religiosa Morale Operai, fondata nel 1926 sotto il patrocinio della Concistoriale, vedi <em>L\u2019ONARMO. L\u2019idea e l\u2019opera (40 anni di vita)<\/em>, a cura di Ferdinando Baldelli, Roma, [Grafica Artigiana], 1962. Per il rapporto con gli enti statali Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, Gabinetto del Ministro, 1961-1963, busta 26, fasc. 172, sottofasc. 4: Pontificia Opera di Assistenza. L\u2019Opera ha sede prima a piazza Cairoli e poi all\u2019Ostiense, dunque \u00e8 fisicamente lontana dal Vaticano.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. quanto in Roberto P. Violi, <em>La Pontificia opera di assistenza nel Mezzogiorno degli anni Cinquanta<\/em>, \u201cBollettino dell\u2019Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia\u201d, 48, 1-2 (2013), pp. 133-154.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Donato Verrastro, <em>Carit\u00e0, assistenza e solidariet\u00e0. L\u2019attivit\u00e0 della Pontificia opera di assistenza in un resoconto della rivista Caritas (1944-1963)<\/em>, in <em>Studi di storia contemporanea. Societ\u00e0, istituzioni, territori<\/em>, a cura di Id. e Ornella De Rosa, Padova, Libreriauniversitaria.it, 2016, pp. 463-478, e<em> Lontani dal focolare domestico. La Pontificia Commissione di Assistenza Profughi nell\u2019Italia del secondo dopoguerra<\/em>, \u201cArchivio storico dell\u2019emigrazione italiana\u201d, 14 (2018), pp. 45-57.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi gli <em>Annuari Pontifici<\/em> (Citt\u00e0 del Vaticano, LEV) dal 1950 al 1962. Dal 1960 Baldelli \u00e8 ricordato solo come presidente della POA e membro del Segretariato generale internazionale dell\u2019Apostolatus Maris.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. l\u2019allocuzione del 25 febbraio 1946 al corpo diplomatico e quella del 1\u00b0 giugno al Sacro Collegio Cardinalizio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Segr. Stato, Ufficio Migrazioni 3.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si veda, in AAV, l\u2019<em>Indice<\/em> 1275, predisposto da Serena Boscaino nel giugno 2010.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. <em>L\u2019Attivit\u00e0 della Giunta Cattolica Italiana per l\u2019Emigrazione dal 1952 al 1962<\/em>, Roma, Giunta Cattolica Italiana per l\u2019Emigrazione, 1962. Gli archivi della Giunta e dell\u2019organismo che l\u2019ha preceduta fanno parte dell\u2019Archivio della Fondazione Migrantes, che d\u2019altronde ne \u00e8 la diretta discendente.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La complicazione di questa vicenda \u00e8 evidenziata anche da quella delle sue pubblicazioni. Dal 1947 al 1961 appare il \u201cBollettino della Giunta cattolica per l\u2019emigrazione\u201d, prima mensile, poi bimestrale da gennaio 1951, quindi di nuovo mensile da gennaio 1956. Soltanto nel gennaio 1962 il titolo \u00e8 cambiato in \u201cBollettino della Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione\u201d. Nel 1965 la responsabilit\u00e0 diretta dell\u2019assistenza pastorale agli emigrati italiana passa alla Conferenza episcopale italiana e la testata diviene \u201cBollettino dell\u2019Ufficio Centrale per l\u2019Emigrazione\u201d, per poi trasformarsi, nel dicembre 1969, in \u201cServizio Migranti\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione, <em>Il problema dei profughi in Italia<\/em>, \u201cSocial Compass\u201d, 3, 5-6 (1956), pp. 259-261.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi i documenti in AGS, RG 01 01.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Gli organismi cattolici italiani per l\u2019assistenza agli emigranti<\/em>, Roma, Giunta Cattolica italiana per l\u2019emigrazione, 1959.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AGS, RG 01 02: Istituzioni similari: Giunta cattolica, direzione delle opere, UCEI, Giunta Cattolica Italiana per l\u2019emigrazione 1948\/1957.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La complicazione \u00e8 ben illustrata dal gi\u00e0 citato volumetto su <em>Gli organismi cattolici per l\u2019assistenza agli emigranti<\/em>, in cui si cerca di riassumere la concatenazione degli enti con uno schema. Proprio da quest\u2019ultimo, per\u00f2, risalta quanti enti sembrino andare per conto proprio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si consideri che nel 1952 \u00e8 istituita a Ginevra una Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni, la quale nel 1956 pubblica un doppio volume sui <em>Problemi delle migrazioni intereuropee<\/em>. Inoltre la stessa organizza quattro convegni internazionali: Barcellona 1952, Breda 1954, Assisi 1957 e Ottawa 1960.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In teoria ora affidati alla Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione, affiancata dall\u2019anno successivo da una Direzione nazionale delle Opere di emigrazione in Italia, che si appoggia al Pontificio Collegio di via della Scrofa, con il compito di mantenere i contatti con gli organismi e le associazioni civili, nonch\u00e9 con i comitati diocesani e le associazioni cattoliche, di organizzare la Giornata Nazionale dell\u2019Emigrante e di fare opera di propaganda e sensibilizzazione attraverso stampa, radio e televisione. Il direttore nazionale delle Opere \u00e8 anche vicepresidente della Giunta e ne coordina le attivit\u00e0 in ambito religioso: data l\u2019ospitalit\u00e0 nel Collegio, il duplice compito \u00e8 affidato allo scalabriniano Francesco Milini, che lo mantiene sino al 1969. Un bilancio dell\u2019attivit\u00e0 della Direzione e della Giunta negli anni 1950 \u00e8 redatto per il periodico scalabriniano \u201cL\u2019emigrato italiano\u201d, XLIX, 3 (1960), pp. 3-5. Vedi inoltre il discorso di Pio XII al I Convegno Nazionale Italiano dei Delegati diocesani per l\u2019emigrazione, 23 luglio 1957, in<em> Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santit\u00e0 Pio XII<\/em>, XIX, Citt\u00e0 del Vaticano, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1958, pp. 317-325.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\"><sup>[47]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le carte relative sono quelle nelle quattro buste della sezione X della sotto serie \u201cGenerale\u201d dell\u2019Ufficio per l\u2019emigrazione della Concistoriale. Si noti che la costituzione non si rivolge solo agli italiani, ma concerne soprattutto gli altri migranti, in particolare i profughi causati dalla seconda guerra mondiale, dalla nascita del blocco comunista nell\u2019Europa centro-orientale e dal primo conflitto arabo-israeliano del 1948-1949.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><sup>[48]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Archivio storico del Ministero degli Affari Esteri, Gabinetto del Ministro, 1961-1963, busta 45, fasc. 270, sottofasc. 27 e 28: Missioni cattoliche in Germania e in Svizzera. Sulla storia delle missioni cattoliche italiane, in particolare di quelle in Svizzera, cfr. <em>Diversit\u00e0 nella comunione. Spunti per la storia delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera<\/em>, a cura di Giovanni Graziano Tassello, Roma-Basilea, Fondazione Migrantes-CSERPE, 2005, e Paolo Barcella, <em>Emigrati italiani e missioni cattoliche in Svizzera, 1945-1975<\/em>, Genova, ECIG, 2012.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\"><sup>[49]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. <em>L\u2019attivit\u00e0 della Santa Sede nel 1959. Pubblicazione non ufficiale<\/em>, Citt\u00e0 del Vaticano, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1960, pp. 124-125, con un interessante resoconto delle prime direttive suggerite dal dicastero.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\"><sup>[50]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi, ad esempio, <em>Rapporto del Centro Studi Emigrazione al Consiglio Superiore di Emigrazione. Sussidi per una revisione della costituzione apostolica Exsul familia<\/em>, Roma, CSER, maggio 1966. Diversi rapporti sono disponibili alla voce \u201cMonografie\u201d della Biblioteca digitale del Centro Studi (https:\/\/www.cser.it\/cataloghi-biblioteca\/biblioteca-digitale\/).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\"><sup>[51]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedine la sintesi in Francesco Milini, <em>I comitati diocesani e i sottocomitati parrocchiali per l\u2019emigrazione. Inchieste diocesane sui movimenti migratori italiani, interni e all\u2019estero<\/em>, Roma, Giunta cattolica italiana per l\u2019emigrazione, 1961.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\"><sup>[52]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tuttavia nel 1965 in seno alla Conferenza Episcopale Italiana nasce la Commissione per l\u2019Emigrazione, che istituisce l\u2019Ufficio Centrale per l\u2019Emigrazione Italiana (UCEI).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\"><sup>[53]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Circolare ai presidenti delle Commissioni episcopali per l\u2019emigrazione del 13 novembre 1965, in AAV, Congr. Concistoriale, Ufficio Emigrazione, Apostolatus nomadum, prot. 1221\/65.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref54\" name=\"_ftn54\"><sup>[54]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. AAS, LXI (1969), pp. 361-384.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref55\" name=\"_ftn55\"><sup>[55]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. AAS, LXII (1970), pp. 193-197. Su questo aspetto si veda anche la raccolta del <em>Magistero pontificio e documenti della Santa Sede sulla Pastorale del Turismo<\/em>, Citt\u00e0 del Vaticano, LEV, 2009.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref56\" name=\"_ftn56\"><sup>[56]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tale archivio, probabilmente ripreso dal successivo Pontificio Consiglio e inventariato negli anni 1994-1996, dovrebbe conservare ancora un certo numero di posizioni della Concistoriale. Vedine una sintesi schematica in Claudio De Dominicis, <em>Archivio del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e Itineranti<\/em>, \u201cStudi Emigrazione\u201d, 120 (1995), pp. 722-724, e 124 (1996), p. 616. \u00c8 certo, invece, che l\u2019attuale Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale custodisce le carte del Pontificio Consiglio della pastorali per i migranti e gli itineranti successive al 1980.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref57\" name=\"_ftn57\"><sup>[57]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Il mondo delle migrazioni. Giuseppe Lucrezio Monticelli<\/em>, a cura di Delfina Licata, Roma, IDOS, 2005.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref58\" name=\"_ftn58\"><sup>[58]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quasi tutti i numeri sono disponibili all\u2019indirizzo https:\/\/www.humandevelopment.va\/it\/risorse\/archivio\/mobilita-umana\/rivista-people-on-the-move.html.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref59\" name=\"_ftn59\"><sup>[59]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi i documenti nel sito del dicastero: https:\/\/www.humandevelopment.va\/.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref60\" name=\"_ftn60\"><sup>[60]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi quanto a https:\/\/migrants-refugees.va\/it\/.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il pontificato di Pio IX (1846-1878) la necessit\u00e0 di assistere i migranti cattolici inizia a essere discussa nelle stanze della Segreteria di Stato e della Congregazione \u201cde Propaganda Fide\u201d. 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