{"id":6191,"date":"2024-08-15T11:35:52","date_gmt":"2024-08-15T09:35:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=6191"},"modified":"2024-06-28T11:40:33","modified_gmt":"2024-06-28T09:40:33","slug":"gli-occhi-del-papa-in-brasile-la-visita-apostolica-del-1924","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2024\/08\/gli-occhi-del-papa-in-brasile-la-visita-apostolica-del-1924\/","title":{"rendered":"Gli occhi del Papa in Brasile: la visita apostolica del 1924"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Oltre a promuovere un profondo cambiamento dell\u2019assetto politico del Brasile, la proclamazione della Repubblica nel 1889 rappresent\u00f2 uno spartiacque nella vita della Chiesa locale. Ci\u00f2 si deve oltretutto allo smantellamento del regime del patronato che condizionava i rapporti tra il potere spirituale e il potere temporale<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. In effetti, spettava alla corona la nomina dei vescovi, la creazione delle diocesi e il mantenimento del clero. Crollata la monarchia, tocc\u00f2 dunque all\u2019episcopato brasiliano assumere pienamente la gestione degli affari religiosi. Agendo con autonomia, senza cio\u00e8 l\u2019interferenza della sfera politica, la Chiesa brasiliana avvi\u00f2 un processo di riorganizzazione istituzionale che si concretizz\u00f2 nella creazione di nuove diocesi (tra 1890 e 1930 ne furono fondate 56)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> e nell\u2019incremento dei seminari con l\u2019ausilio delle congregazioni religiose straniere<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La Santa Sede, che entrava nel secolo XX tenendo d\u2019occhio le vicende dell\u2019America Latina<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>, si adoper\u00f2 per favorire lo sviluppo del cattolicesimo brasiliano, approfittando anche dell\u2019intensa trasformazione in corso in Brasile a causa di intensi flussi migratori provenienti dall\u2019Europa. Per fare il punto sulla situazione religiosa Pio XI decise nel 1923 di indire una visita apostolica che doveva ispezionare le diocesi brasiliane, osservarne il funzionamento e valutare l\u2019atteggiamento dei vescovi nella conduzione degli affari spirituali e nei rapporti con le autorit\u00e0 civili. Bench\u00e9 si trattasse di un fatto inedito nella storia della Chiesa brasiliana, il papato in quegli anni riprendeva la prassi delle visite apostoliche mirando a cogliere dati ed elementi concreti sulle realt\u00e0 locali che favorissero poi l\u2019elaborazione di adeguate politiche ecclesiali<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Le relazioni presentate alla curia romana al termine della visita offrono una descrizione minuziosa degli aspetti istituzionali della Chiesa locale e tracciano un ritratto del clero dell\u2019epoca. Alcuni documenti lasciano intravedere anche l\u2019interesse dei visitatori riguardo alla dimensione culturale di un paese il cui tessuto sociale era ancora in formazione. Prendendo spunto dalla dimensione sociologica affrontata in qualche rapporto della visita apostolica, l\u2019articolo intende evidenziare il legame profondo stabilito dai visitatori tra la specifica evoluzione sociale del Brasile e la sua religiosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il ritratto di una Chiesa in trasformazione<\/strong><\/p>\n<p>La missione di percorrere il vasto territorio brasiliano fu preparata sotto gli auspici della Congregazione concistoriale, della Segreteria di Stato e della Nunziatura apostolica a Rio de Janeiro<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. Per raccogliere dati sulla situazione del cattolicesimo brasiliano, gli organizzatori prepararono una lista di quesiti destinati ai vescovi delle diocesi che sarebbero state visitate. I temi riguardavano aspetti diversi della vita diocesana: l\u2019organizzazione amministrativa e finanziaria delle curie episcopali; lo stato dei seminari e delle case religiose; la condotta del clero (con riferimento, in particolare, al celibato e alla spiritualit\u00e0); l\u2019amministrazione e l\u2019attivit\u00e0 pastorale delle parrocchie; l\u2019istruzione religiosa, i costumi delle famiglie e le tradizioni popolari; le associazioni cattoliche e le minacce contro la fede (ne erano individuate tre: la massoneria, il protestantesimo e lo spiritismo)<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Alla fine della visita erano attesi rapporti basati sulle risposte fornite dalle autorit\u00e0 diocesane e sull\u2019ispezione eseguita dai visitatori<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>. Dinanzi all\u2019impossibilit\u00e0 di attribuire l\u2019enorme compito a una sola persona, la Santa Sede decise di sceglierne tre, indirizzando ognuna a una regione diversa. La scelta fu ponderata con attenzione, partendo dal suggerimento di monsignor Enrico Gasparri<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>, nunzio a Rio de Janeiro, di nominare sacerdoti legati alla curia per evitare conflitti di interessi e per non offendere il \u201cnazionalismo brasiliano\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>. Perci\u00f2, furono indicati tre europei, i quali realizzarono il lungo viaggio nel corso dell\u2019anno 1924: l\u2019abate benedettino spagnolo Benedetto Lopez, il gesuita francese Marcel Renaud e l\u2019italiano Giuseppe Antonio da Persiceto, generale dei Cappuccini<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Scrivendo ai vescovi brasiliani che avrebbero ricevuto la visita della comitiva romana, padre Renaud volle sottolineare anzitutto l\u2019importanza che il pontefice, nell\u2019orchestrare l\u2019inusuale missione, attribuiva alla Chiesa brasiliana e al suo protagonismo nell\u2019America Latina: \u201cNon si pu\u00f2, infatti, dubitare della predilezione di S. Santit\u00e0 verso il Brasile nel determinare questo viaggio apostolico [\u2026] Come capo della Chiesa universale, il Sommo Pontefice vede con tutto acume il posto che il Brasile occupa per gli interessi cattolici di tutta l\u2019America. La situazione geografica di questa grande nazione, l\u2019immensit\u00e0 dei suoi territori, il numero dei suoi abitanti che di anno in anno aumenta prodigiosamente, il suo meraviglioso sviluppo in tutti gli ambiti dell\u2019attivit\u00e0 umana, la pace politica di cui gode, mettono il Brasile al primo posto tra i paesi latinoamericani\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La presenza dei visitatori inviati dalla curia per ispezionare lo stato della religione in Brasile ci consente di tracciare il profilo della Chiesa locale a partire dalla prospettiva romana. I tre percorsero pi\u00f9 di cinquanta diocesi, dal nord al sud, prendendo atto delle ben diverse realt\u00e0 regionali e aiutando a delineare il volto del cattolicesimo nazionale che neppure il nunzio, sempre fermo a Rio de Janeiro, conosceva veramente. Nei rapporti i visitatori facevano il punto sull\u2019amministrazione delle diocesi, sottolineandone le qualit\u00e0 e i problemi, e descrivevano, con sincerit\u00e0 talora sorprendente, le caratteristiche personali dei vescovi e del clero. Spicca infatti nei documenti l\u2019intento di capire l\u2019effetto delle riforme avviate negli anni precedenti nelle diocesi e nei seminari, tema peraltro centrale nel pontificato di Pio XI<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Riferendosi, ad esempio, a monsignor Duarte Leopoldo e Silva<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>, vescovo di San Paolo, l\u2019abate Benedetto Lopez descrisse sia il fisico che il temperamento del prelato. Dopo aver qualificato la sua salute come fragile, il visitatore fece delle considerazioni sull\u2019aspetto intellettuale: \u201cBuone qualit\u00e0 ma la sua formazione teologica e canonica \u00e8 stata mediocre; non sembra avere le idee chiare su alcuni punti\u201d. Per quanto riguarda la vita spirituale, l\u2019ordinario venne definito come pio e di condotta irreprensibile. Eppure, il religioso spagnolo sottoline\u00f2 il carattere severo e autoritario del vescovo brasiliano che non di rado lo rendeva poco apprezzabile dagli altri ecclesiastici: \u201cNel suo carattere spiccano due note: una grande forza di volont\u00e0 per raggiungere i suoi obiettivi e uno spirito assoluto e dominante, cui tutti devono piegarsi. Queste tendenze, combinate con il suo temperamento nervoso, lo rendono facilmente molto sensibile, suscettibile, irritabile, a volte insensibile, persino duro\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>. Infine, il visitatore ritenne che il prelato manifestava un patriottismo esagerato<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La descrizione \u00e8 tanto pi\u00f9 rilevante quando si considera l\u2019importanza dell\u2019arcidiocesi in causa. All\u2019inizio del secolo XX, infatti, la citt\u00e0 di San Paolo divenne uno dei centri urbani latinoamericani pi\u00f9 colpiti dall\u2019immigrazione di massa in provenienza soprattutto dall\u2019Europa, e in particolare dall\u2019Italia<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>. In effetti, la crescita demografica a cavallo tra Otto e Novecento fu vertiginosa: mentre il censimento del 1890 indicava una popolazione di 64.934 abitanti, quello del 1920 dimostrava che essa totalizzava ormai 579.033 persone<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>. L\u2019antico ordine sociale \u2012 patriarcale e schiavista \u2012 veniva man mano soppiantato dal nuovo ordine industriale in cui il padrone e lo schiavo furono sostituiti dal borghese e dal proletario. Gli effetti della trasformazione riguardavano anche la Chiesa, giacch\u00e9 i cambiamenti sociali impattavano sulla pratica religiosa<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>. A questo proposito insistette il visitatore spagnolo che segnal\u00f2 appunto il pericolo cui il cattolicesimo veniva esposto nella grande citt\u00e0: l\u2019esposizione del proletariato ai \u201cpericoli del socialismo\u201d; il disfacimento delle antiche tradizioni familiari e religiose a causa dell\u2019incremento demografico; l\u2019imborghesimento della societ\u00e0 che la rendeva pi\u00f9 frivola e suscettibile al lusso<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>. Inoltre, l\u2019inquietudine dell\u2019abate Lopez diventava palese alla luce del numero esiguo di sacerdoti che la curia diocesana di San Paolo contava in quel momento: 80 preti, tra cui 65 brasiliani e 15 stranieri<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Intanto, l\u2019arcidiocesi di Rio de Janeiro, allora capitale del Brasile, poteva vantarsi sin dal 1905 di possedere l\u2019unico cardinale dell\u2019America Latina. Con una decisione che ribadiva l\u2019interessamento della Santa Sede per il mondo latinoamericano, Pio X aveva elevato alla porpora monsignor Joaquim Arcoverde de Albuquerque Cavalcanti<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>, appartenente alla prima generazione di seminaristi del Collegio Pio Latino Americano, fondato nel 1858 a Roma<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>. Nonostante la situazione a Rio de Janeiro fosse privilegiata, l\u2019abate Lopez vi constat\u00f2 l\u2019indole tuttora ambigua del clero, oltrech\u00e9 la sua composizione per lo pi\u00f9 straniera: \u201cCi sono nell\u2019arcidiocesi alcuni sacerdoti apostati e persino civilmente sposati. Ma negli ultimi anni non c\u2019\u00e8 stato scandalo pubblico. Secondo l\u2019arcivescovo coadiutore, la condotta dei sacerdoti \u00e8 regolare; tuttavia, va notato che in una citt\u00e0 come Rio, \u00e8 difficile per l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica seguire da vicino ogni sacerdote. In effetti, circolano dubbi sulla buona reputazione di alcuni sacerdoti, anche abbastanza distinti, della capitale e mi sono stati comunicati. Quasi la met\u00e0 del clero \u00e8 composta da stranieri e il resto di sacerdoti di altre diocesi. Quasi tutti sono venuti a Rio senza essere stati chiamati e, in generale, per interessi temporali. Soprattutto in passato, la maggior parte dei sacerdoti stranieri venuti in Brasile era senza scrupoli <em>in re morali e in re economica<\/em> e scatenava un clima di sfiducia nei confronti del clero secolare, ma non del regolare\u201d<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>In effetti, il clero straniero in Brasile diventava una questione spinosa sia per Roma che per la gerarchia nazionale. Il problema si presentava con due sfaccettature: da un lato, la divisione dei territori diocesani voluta dall\u2019episcopato brasiliano dipendeva dall\u2019incremento di manodopera sacerdotale; dall\u2019altro, la situazione irregolare di molti preti europei che si recavano in Brasile risvegli\u00f2 nella Santa Sede l\u2019urgenza di regolare in maniera pi\u00f9 rigida la loro emigrazione<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>. Un indizio significativo del problema risale infatti dalle statistiche raccolte dall\u2019abate Lopez relativamente al numero di sacerdoti appartenenti al clero secolare nelle principali diocesi brasiliane, in particolare nel sud e nel sud-est, dove si concentravano appunto i flussi migratori. I numeri dimostrano la presenza importante \u2012 o addirittura predominante \u2012 del clero europeo, originario per lo pi\u00f9 dall\u2019Italia e dal Portogallo<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\"><sup>[26]<\/sup><\/a> <em>(vedi tabella a pagina precedente)<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>La stessa questione fu messa in evidenza da padre Marcel Renaud. Stando al gesuita, il basso numero di preti era il problema pi\u00f9 grave della Chiesa brasiliana e la moltiplicazione delle diocesi, bench\u00e9 favorisse la formazione di nuovi sacerdoti, non bastava per risolvere il problema nell\u2019immediato. Egli insisteva, perci\u00f2, sull\u2019utilit\u00e0 dei preti stranieri per compensare la scarsezza di vocazioni a livello nazionale: \u201cIl clero \u00e8 reclutato in gran parte nel paese stesso [\u2026] Per il resto, \u00e8 formato <em>ex omni tribu et lingua et natione<\/em>. Tra questi sacerdoti stranieri, ce ne sono certamente molti eccellenti, ma la lamentela ordinaria \u00e8 che la maggior parte viene in Brasile per fare soldi. Eppure, a causa della carenza di clero nazionale, dobbiamo volere che molti sacerdoti secolari vengano in Brasile. Ci\u00f2 che dovrebbe cambiare \u00e8 il modo in cui i vescovi li reclutano\u201d<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Religiosit\u00e0 ed evoluzione sociale<\/strong><\/p>\n<p>Oltre le questioni strettamente ecclesiastiche, i visitatori si pronunciarono anche sulla religiosit\u00e0 della popolazione, emettendo giudizi che ci consentono di valutare il peso dell\u2019evoluzione sociale sulla cultura cattolica. Il visitatore gesuita si rifer\u00ec, ad esempio, al carattere paradossale del sentimento religioso dei brasiliani dichiarandolo al contempo profondo e superficiale, turbato dalle superstizioni e dai sincretismi tipici della cultura nazionale: \u201cIl popolo brasiliano ha un sentimento religioso, cattolico, profondamente radicato nell\u2019anima. Questo sentimento cattolico si manifesta in atti che sono diventati, nel corso dei secoli, tradizioni indelebili. Ma, si dir\u00e0, queste manifestazioni sono tutte esterne, si mescolano a superstizioni e non rendono il popolo veramente cattolico [\u2026] Notiamo spesso in tutte le classi della societ\u00e0 una conoscenza a malapena rudimentale dei dogmi, della dottrina e della morale cattolici \u2012 una notevole miscela di idee e superstizioni false e mondane, incompatibili con la purezza del dogma e della vita cristiana\u201d<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Tale opinione fu confermata dall\u2019abate Lopez che smentiva l\u2019idea secondo cui il Brasile sarebbe un modello di nazione cattolica: \u201cNiente di pi\u00f9 comune che sentire e leggere: \u00abil popolo brasiliano \u00e8 profondamente religioso\u00bb, \u00abeminentemente cattolico\u00bb. \u00c8 un\u2019affermazione che non si pu\u00f2 negare, ma neppure si pu\u00f2 concedere: per lo meno \u00e8 certo che, cos\u00ec come suona, darebbe in Europa una falsa idea sullo stato delle cose [\u2026] Bisogna insieme dire che \u00e8 religioso per sentimento, cattolico per tradizione e per la forza dell\u2019ambiente: non lo \u00e8 per convinzione. Non \u00e8 capace di trovare nelle sue idee religiose la norma della sua condotta e dei motivi efficaci per l\u2019adempimento dei doveri cristiani\u201d<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>. In pi\u00f9, sulla piet\u00e0 popolare, bench\u00e9 essa fosse diffusa, il visitatore benedettino aggiungeva: \u201cQuesta piet\u00e0 \u00e8 avvolta in un\u2019ignoranza fenomenale che la guasta con mille superstizioni ed espone quella brava gente a diventare i pi\u00f9 ciechi strumenti di qualsiasi fanatismo\u201d<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>A ben vedere, il riferimento alla cosiddetta \u201cignoranza religiosa\u201d dei brasiliani non era una novit\u00e0. Tornando indietro nella storia ritroviamo simili giudizi avanzati in contesti diversi: in epoca coloniale: la religiosit\u00e0 popolare tendente al sincretismo tra il cattolicesimo e i riti africani introdotti dagli schiavi, oltre a indicare la scarsa formazione religiosa dei fedeli, veniva associata alla superstizione e alla magia<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>; nell\u2019Ottocento pi\u00f9 di un viaggiatore europeo, dopo aver soggiornato in Brasile, pubblic\u00f2 un <em>r\u00e9cit de voyage <\/em>evocando la religiosit\u00e0 cagionevole dei brasiliani<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>. Tuttavia, padre Renaud riteneva comunque che la tradizione religiosa radicata nella cultura nazionale, sia pure con le sue specificit\u00e0, avrebbe servito da scudo contro il protestantesimo che sin dal XIX secolo si diffondeva nel paese, prima negli stati meridionali per mezzo degli immigrati tedeschi<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>, poi nelle zone settentrionali con i missionari nordamericani all\u2019inizio del Novecento<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Intanto, la relazione di padre Benedetto Lopez si distingueva dalle altre in un aspetto significativo: lo spagnolo cercava, infatti, di spiegare la natura del rapporto tra cattolicesimo e societ\u00e0 in Brasile ponendo l\u2019accento sulla composizione etnica della popolazione. Com\u2019\u00e8 noto, l\u2019amalgama tra europei, africani e indigeni \u00e8 un dato sociologico caratteristico del paese e compone il nucleo di una vasta letteratura dedicata alla formazione storica del tessuto socioculturale brasiliano<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>. In tutta evidenza, l\u2019evoluzione sociale basata sulla composizione etnica plurale del consorzio civile spiega, per certi versi, l\u2019atteggiamento religioso nazionale propenso al sincretismo e alla traduzione della fede in termini sentimentali e poco dogmatici<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>. Ed ecco perch\u00e9 il parere dei visitatori \u00e8 rilevante per cogliere qualche pista sul modo in cui la Santa Sede interpretava il cattolicesimo brasiliano.<\/p>\n<p>Innanzitutto, l\u2019abate Lopez ammetteva l\u2019impossibilit\u00e0 di definire i brasiliani: \u201cIl tipo brasiliano non esiste, ed essi stessi pare che siano i primi a riconoscerlo [\u2026], la popolazione propria del Brasile \u00e8 risultata dalla fusione di tre razze: bianca (principalmente portoghese), indo-aborigene e negro-africana [\u2026] e tutti questi in seguito incrociati in tutte le maniere possibili attraverso le varie generazioni\u201d<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>. Ragionando poi sulla convivenza tra i gruppi sociali, il visitatore toccava un punto fondamentale: \u201c\u00c8 assai comune sentire e leggere che non vi sono preconcetti di razza, che si vive in perfetta armonia, che tutte le porte sono aperte a tutti. E ci\u00f2 \u00e8 vero, per lo meno nel senso che si \u00e8 lungi da quell\u2019avversione e da quell\u2019esclusivismo sistematico che vi \u00e8 per esempio negli Stati Uniti. Anzi, quando uno arriva al paese, vedendo gente di ogni figura e colore, mescolati per le strade, nelle funzioni e un po\u2019 dappertutto, ha l\u2019impressione che a questo nessuno badi. Ma pian piano si va vedendo che non \u00e8 perfettamente cos\u00ec. In certi collegi, e credo che sia nella generalit\u00e0 di quelli un po\u2019 distinti, non si vede un\u2019educanda negra n\u00e9 di colore un po\u2019 spiccato, e ho sentito dei casi in cui qualche famiglia di questo genere, pur occupando posizione elevata, non \u00e8 riuscita a far ammettere le proprie figliole in nessun collegio dei pi\u00f9 in vista\u201d<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019obiezione a riguardo della questione razziale avanzata dal visitatore assomiglia in qualche modo alle critiche che sono state pi\u00f9 tardi formulate dalle scienze sociali contro il cosiddetto \u201cmito della democrazia razziale\u201d, all\u2019idea cio\u00e8 di presentare il Brasile come un modello di integrazione perfetta tra gruppi etnici distinti<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>. In effetti, l\u2019osservazione dell\u2019abate Lopez metteva gi\u00e0 in evidenza il problema persistente della marginalizzazione sociale: la Repubblica brasiliana, pur senza aderire a un modello di segregazione razziale come negli Stati Uniti, non concedeva ai cittadini le stesse condizioni di riuscita.<\/p>\n<p>Ma come la questione razziale interferiva sull\u2019espressione della fede? Lo stesso abate Lopez offr\u00ec un parere a questo proposito esprimendo l\u2019idea, allora diffusa, secondo cui la presenza pi\u00f9 numerosa di bianchi avrebbe potuto ridisegnare il tessuto sociale, sbiancandolo a vantaggio del paese e della religione: \u201cTrattandosi del proprio negro o quasi, ecco l\u2019idea che mi sono formato considerandoli nell\u2019insieme: sentimento religioso molto accentuato, per\u00f2 materiale e confuso: senso morale piuttosto basso. Non saprei per\u00f2 se per spiegare questo fatto vi sia bisogno di ricorrere (come si fa alle volte anche da qualche vescovo) a qualche vizio intrinseco o quasi specifico. Per ci\u00f2 che riguarda gli individui credo che nella massima parte dei casi si spieghi per l\u2019ignoranza e il miserrimo ambiente in cui vengono su: e quanto alla razza nel suo complesso mi sembra che basti pensare allo stato di degradazione cui soggiacquero per dei secoli e agli abusi di ogni genere di cui furono vittime [\u2026] Quanto all\u2019avvenire \u00e8 da sperare che per la semplice azione delle leggi biologiche e sociologiche gli elementi inferiori si vadano sempre pi\u00f9 elevando e assimilando alla razza bianca o, come si dice, arianizzando. Sarebbe per\u00f2 da chiedersi se si fa il possibile per ottenere questa elevazione, e ci\u00f2 verso di tutti\u201d<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il visitatore non si limit\u00f2 a constatare la diversit\u00e0 etnica del tessuto sociale brasiliano. Proseguendo la riflessione, l\u2019abate Lopez prov\u00f2 infatti a identificare le radici storiche della tensione tra i vari elementi della societ\u00e0, arrivando cos\u00ec al tema della schiavit\u00f9 che, seppure abolita nel 1888, lasci\u00f2 nella cultura nazionale un\u2019impronta di disuguaglianza<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>. La vicenda schiavista venne descritta dall\u2019abate benedettino come la fonte dei disordini che affliggevano la popolazione in Brasile e vi rendevano pi\u00f9 difficile la missione moralizzatrice della Chiesa: \u201cChecch\u00e9 debba giudicarsi della schiavit\u00f9 dai punti di vista politico ed economico, \u00e8 certo che sotto l\u2019aspetto religioso, morale e sociale essa \u00e8 stata una piaga enorme, di cui si fanno troppo sentire gli effetti. Fu un grande impedimento per l\u2019elevazione religiosa di quegli esseri disgraziati, e insieme un guasto non indifferente per la vita religiosa della classe libera, nella quale si inocularono quel cumulo di idee e di pratiche superstiziose, che ancor oggi la deformano e avviliscono. Ma dove il danno risulta pi\u00f9 evidente \u00e8 nell\u2019ordine morale: sia per il livello in cui dovevano rimanere per il loro stato di ignoranza e di abiezione, sia soprattutto perch\u00e9 necessariamente erano vittime e strumenti di ogni turpitudine\u201d<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Come abbiamo visto, alcune relazioni della visita apostolica del 1924 offrono elementi significativi per una migliore comprensione del modo in cui Roma guardava la Chiesa in Brasile. Basandosi sui diversi pareri circa la situazione religiosa raccolti dai visitatori, spett\u00f2 poi alla Santa Sede identificare i bisogni dei cattolici brasiliani e individuare le opportune misure per un\u2019azione pastorale pi\u00f9 efficace. Per ci\u00f2 che riguarda la Chiesa locale, i visitatori insistettero, in particolare, su due problemi: la scarsit\u00e0 del clero e l\u2019ignoranza religiosa. Elencate le difficolt\u00e0, gli osservatori passarono quindi alla ricerca delle cause: la formazione inadeguata del clero, la struttura deficitaria delle istituzioni ecclesiastiche, la morale problematica dovuta oltretutto al passato schiavista. Infine, gli inviati della curia avanzarono una proposta di soluzione: sfruttare il momento di libert\u00e0 in cui si trovava la Chiesa brasiliana, sciolta da interferenze statali inopportune, e trarre profitto dalla trasformazione sociale spinta dai flussi migratori europei.<\/p>\n<p>Il cambiamento sociale che prendeva forma mentre si svolgeva la visita apostolica rappresent\u00f2 infatti una svolta la cui importanza non fu sottovalutata dalla Chiesa. Anzi, la Santa Sede intravide nella ricomposizione del tessuto sociale l\u2019opportunit\u00e0 di agire per il progresso religioso, dipendente in Brasile dal soccorso di nuovi sacerdoti e dallo sviluppo di una cultura cattolica pi\u00f9 consone alla tradizione romana. Ne sia prova la conclusione dell\u2019abate Lopez: \u201cSotto l\u2019aspetto religioso \u2012 non meno che sotto l\u2019aspetto civile ed economico \u2012 non vi \u00e8 dubbio che le colonie [d\u2019immigrati] sono state una benedizione per il paese che ebbe la fortuna di ricevere questi rinforzi [\u2026], atteso specialmente che andarono a stabilirsi in territori dove il termometro religioso era pi\u00f9 basso che mai [\u2026] I vescovi e i sacerdoti nazionali non possono negare che l\u2019arrivo di coloni e altri immigranti, collocati in favorevoli condizioni spirituali, ha dotato buona parte del Brasile di focolari di vita cristiana pratica e rigogliosa di cui sembra che prima poco si avesse in quei luoghi l\u2019idea e tanto meno la speranza; e che anche adesso non hanno nelle loro diocesi e parrocchie migliori elementi sia per l\u2019esercizio della religione sia per l\u2019incremento delle opere cattoliche \u201d<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il pontefice, nella lettera inviata ai vescovi del Brasile per ringraziare dell\u2019accoglienza dispensata ai visitatori, sottoline\u00f2 l\u2019urgenza di suscitare nuove vocazioni nel paese e di provvedere alla formazione dei fedeli<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>. Negli anni seguenti, infatti, il contributo degli immigrati, religiosi e laici, si sarebbe rivelato decisivo per il successo di tali compiti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Joa\u0303 o Dornas Filho, <em>O Padroado e a Igreja brasileira<\/em><em>,<\/em> San Paolo, Companhia Editora Nacional, 1938; Nilo Pereira, <em>Conflitos entre a Igreja e o Estado no Brasil<\/em>, Recife, Editora Massangana, 1982.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Dilermando Ramos Vieira, <em>O processo de reforma e reorganiza\u00e7\u00e3o da Igreja no Brasil (1844-1926)<\/em>, Aparecida, Editora Santu\u00e1rio, 2007.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Kenneth Serbin, <em>Needs of the Heart. <\/em><em>A Social and Cultural History of Brazil\u2019s Clergy and Seminaries<\/em>, South Bend, University of Notre Dame Press, 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per un quadro generale dell\u2019atteggiamento della Santa Sede verso l\u2019America Latina nel primo Novecento si rinvia a <em>Tra Pio X e Benedetto XV. La diplomazia pontificia in Europa e America Latina nel 1914<\/em>, a cura di Roberto Regoli e Paolo Valvo, Roma, Edizioni Studium, 2018; Gianni La Bella, <em>Roma e l\u2019America Latina. Il Resurgimiento cattolico sudamericano<\/em>, Milano, Guerini Studio, 2012, e <em>Pio X e le popolazioni dell\u2019America Latina<\/em>, in <em>Riforma del cattolicesimo? Le attivit\u00e0 e le scelte di Pio X<\/em>, a cura di Giuliano Brugnotto e Gianpaolo Romanato, Citt\u00e0 del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2016, pp. 391-418.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Giovanni Vian, <em>La Riforma della Chiesa per la restaurazione cristiana della societ\u00e0: le visite apostoliche delle diocesi e dei seminari d\u2019Italia promosse durante il pontificato di Pio X (1903-1914)<\/em>, Roma, Herder, 1998; Vicente C\u00e1rcel Ort\u00ed, <em>Informe de la Visita apost\u00f3lica a los seminarios espa\u00f1oles en 1933-1934. Edici<\/em><em>\u00f3n<\/em> <em>del Informe y estudio sobre<\/em> <em>\u201cLa formaci\u00f3n sacerdotal en Espa\u00f1a\u201d (1850-1939)<\/em>, Salamanca, S\u00edgueme, 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Paulo Visintainer Ferreira, <em>A solicitude pastoral de Pio XI pelo Brasil (1922-1939): da Visita Apost\u00f3lica \u00e0s dioceses \u00e0 reorganiza\u00e7\u00e3o dos semin\u00e1rios<\/em>, Tesi di dottorato, Roma, Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, 2019, pp. 225-290.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Archivio Apostolico Vaticano (d\u2019ora in poi AAV), Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 948, ff. 3-18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le relazioni complete inviate dalle diocesi si trovano in AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fascicoli 949 e 950.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nacque a Ussita nel 1871. Era nipote del cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato di Benedetto XV e di Pio XI. Rappresent\u00f2 la Santa Sede in Colombia dal 1915 al 1920. Fu nunzio in Brasile dal 1920 al 1925. Nel 1925 fu elevato al rango cardinalizio e nel 1933 divenne prefetto della Segnatura Apostolica. Mor\u00ec a Roma nel 1946. Cfr. <em>Gasparri, Enrico<\/em> in <em>Munzinger Online\/Personen &#8211; Internationales Biographisches Archiv<\/em>, alla pagina <a href=\"http:\/\/www.munzinger.de\/document\/00000000750\">http:\/\/www.munzinger.de\/document\/00000000750<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 948, f. 57.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mettendosi d\u2019accordo con il nunzio, i visitatori ripartirono tra loro i territori da visitare. A Marcel Renaud si assegn\u00f2: Rio de Janeiro, Niter\u00f3i, Taubat\u00e9, San Paolo, Campinas, S\u00e3o Carlos, Botucatu, Curitiba, Cuiab\u00e1, C\u00e1ceres, Registro do Araguaia, Mariana, Campanha, Caratinga, Aterrado; a Giuseppe Antonio da Persiceto: Pouso Alegre, Guaxup\u00e9, Ribeir\u00e3o Preto, Uberaba, Goi\u00e1s, Porto Nacional, Concei\u00e7\u00e3o do Araguaia, Tef\u00e9, Acre, Rio Negro, Manaus, Rio Banco, Santar\u00e9m, Par\u00e1, Bahia, Ilh\u00e9us, Caetit\u00e9, Petr\u00f3polis, Maranh\u00e3o, Graja\u00fa, Piau\u00ed, Gurgu\u00e9ia, Alto Solim\u00f5es; a Benedetto Lopez: Florian\u00f3polis, Santa Maria, Pelotas, Uruguaiana, Porto Alegre, Diamantina, Montes Claros, Ara\u00e7ua\u00ed, Vit\u00f3ria, Olinda, Recife, Pesqueira, Garanhuns, Nazar\u00e9, Para\u00edba, Cajazeiras, Natal, Macei\u00f3, Penedo, Aracaj\u00fa, Fortaleza, Crato, Sobral (cfr. AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 bis, fasc. 952, ff. 4v-5).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cN\u00e3o se pode, com efeito, duvidar da predile\u00e7\u00e3o de S. Santidade para com o Brasil ao determinar esta visita apost\u00f3lica, concedida j\u00e1 nestes \u00faltimos anos a duas na\u00e7\u00f5es, a It\u00e1lia e os Estados Unidos: desde a sua elevada posi\u00e7\u00e3o, como chefe da Universal Igreja, v\u00ea o Sumo Pont\u00edfice com toda a perspic\u00e1cia o lugar que o Brasil ocupa para os interesses cat\u00f3licos de toda a Am\u00e9rica. A situa\u00e7\u00e3o geogr\u00e1fica desta grande na\u00e7\u00e3o, a imensidade de seus territ\u00f3rios, o n\u00famero de seus habitantes que de ano para ano aumenta prodigiosamente, o seu desenvolvimento maravilhoso em todas as esferas da atividade humana, a paz pol\u00edtica de que desfruta, colocam o Brasil no primeiro lugar entre os pa\u00edses latino-americanos\u201d, cfr. AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 948, f. 126.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Maurilio Guasco, <em>La formazione del clero al tempo di Pio XI<\/em>, in <em>La sollecitudine ecclesiale di Pio XI. Alla luce delle nuove fonti archivistiche<\/em>, a cura di Cosimo Semeraro, Citt\u00e0 del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2010, pp. 96-109.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nacque a Taubat\u00e9 (San Paolo) nel 1867. Fu ordinato presbitero nel 1892. Nel 1904 ricevette a Roma l\u2019ordinazione episcopale e fu nominato vescovo di Curitiba (Paran\u00e1). Nel 1906 fu trasferito alla diocesi di San Paolo (diventata arcidiocesi nel 1908), dove rimase fino alla morte nel 1938. Cfr. S\u00f4nia Dias, <em>Silva, Duarte Leopoldo e<\/em>, in <em>Dicion\u00e1<\/em><em>rio Hist<\/em><em>\u00f3rico-Biogr\u00e1fico da Primeira Rep\u00fablica<\/em>, a cura di Alzira Alves de Abreu, Rio de Janeiro, Editora FGV, 2015.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cAu point de vue physique: sant\u00e9 m\u00e9diocre, neurasth\u00e9nie. L\u2019an pass\u00e9, avant de partir pour l\u2019Europe, son \u00e9tat \u00e9tait assez inqui\u00e9tant. Apr\u00e8s s\u2019\u00eatre soumis \u00e0 l\u2019examen et aux soins d\u2019excellents m\u00e9decins de Paris, il est revenu au Br\u00e9sil beaucoup mieux. Au point de vue intellectuel: bonnes qualit\u00e9s, mais sa formation th\u00e9ologique et canonique a \u00e9t\u00e9 m\u00e9diocre; il ne semble pas avoir des id\u00e9es bien nettes sur certains points. Eloquent, bon \u00e9crivain. Talent notable d\u2019organisateur et d\u2019administrateur. Au point de vue moral et spirituel: pieux, conduite irr\u00e9pr\u00e9hensible et tr\u00e8s laborieux. Dans son caract\u00e8re, deux notes pr\u00e9dominent: une grande force de volont\u00e9 pour arriver \u00e0 ses fins, et un esprit absolu, dominateur, auquel tout doit se plier. Ces tendances, unies \u00e0 son temp\u00e9rament nerveux, le rendent facilement tr\u00e8s sensible, susceptible, irritable, parfois peu d\u00e9licat, dur m\u00eame. Il exige des \u00e9gards mais lui il ne les prodigue pas. Rien d\u2019\u00e9tonnant qu\u2019il ait peu d\u2019amis v\u00e9ritables, moins encore des conseillers sinc\u00e8res; hors Mgr Leme, je ne connais personne qui ait sur lui un v\u00e9ritable ascendant et soit en m\u00eame temps capable de lui parler avec franchise sur des mati\u00e8res d\u00e9licates. Son patriotisme est certainement sur plusieurs points exag\u00e9r\u00e9\u201d (cfr. AAV, Nunziatura in Brasile, busta 188, fasc. 1065, ff. 3-4).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il patriottismo enfatico di monsignor Silva appare, ad esempio, nelle conferenze che il prelato dedic\u00f2 al tema: Duarte Leopoldo e Silva, <em>O clero e a independ\u00eancia<\/em>. <em>Confer\u00eancias patri\u00f3ticas<\/em>, Rio de Janeiro, Centro Dom Vital, 1922.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. <em>Fazer a Am\u00e9rica. A imigra\u00e7\u00e3o em massa para a Am\u00e9rica Latina<\/em>, a cura di Boris Fausto, San Paolo, Editora da Universidade de S\u00e3o Paulo, 2000. Nello stesso anno della visita apostolica (1924), il \u201cCorriere della Sera\u201d invi\u00f2 in Brasile Luciano Magrini, incaricandolo di girare il paese per esaminare la situazione degli immigrati italiani. Vedi Chiara Vangelista, <em>1924. Luciano Magrini e l\u2019emigrazione italiana in Brasile<\/em>, \u201cEunomia. Rivista semestrale di Storia e Politica Internazionali\u201d, 2 (2016), pp. 215-230.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, <em>Popula<\/em><em>\u00e7\u00e3o<\/em> <em>nos Censos Demogr\u00e1<\/em><em>ficos, segundo os munic<\/em><em>\u00ed<\/em><em>pios das capitais<\/em><em> (1872\/2010)<\/em>, <a href=\"https:\/\/censo2010.ibge.gov.br\/sinopse\/index.php?dados=6\">https:\/\/censo2010.ibge.gov.br\/sinopse\/index.php?dados=6<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per un quadro pi\u00f9 ampio dell\u2019impatto delle trasformazioni politiche e sociali del periodo sulla religione si rinvia a: Jos\u00e9 Oscar Beozzo, <em>Mudan\u00e7as nas rela\u00e7\u00f5es entre a Igreja, a sociedade, o Estado e o povo dos fi\u00e9is<\/em>, in <em>L\u2019ecclesiologia di Scalabrini<\/em>, a cura di Gaetano Parolin e Agostino Lovatin, Roma, Urbaniana University Press, 2006, pp. 51-71.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLa situation religieuse de S\u00e3o Paulo est d\u00e9licate, difficile et p\u00e9rilleuse; en voici les raisons: 1 &#8211; S\u00e3o Paulo est le plus grand centre industriel du Br\u00e9sil, le prol\u00e9tariat, tr\u00e8s nombreux, est donc sp\u00e9cialement expos\u00e9 aux dangers du socialisme. 2 &#8211; S\u00e3o Paulo, qui en 1890 n\u2019avait que 60.000 habitants, est devenue une grande cit\u00e9 moderne cosmopolite; les vieilles traditions domestiques et religieuses disparaissent. 3 &#8211; S\u00e3o Paulo est un des plus grands centres financiers de l\u2019Am\u00e9rique du Sud, centre aussi d\u2019attraction pour la vie frivole, luxueuse des nouveaux riches de toutes les races, qui y abondent. La vieille aristocratie dispara\u00eet\u201d (AAV, Nunziatura in Brasile, busta 188, fasc. 1065, f. 13).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibid., f. 8.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nacque a Cimbres (Pernambuco) nel 1850. Nel 1866 fu inviato a Roma per studiare nel Collegio Pio Latino Americano. Fu ordinato presbitero nel 1874 e vescovo nel 1890, ma rinunci\u00f2 subito dopo alla diocesi che gli era stata affidata (Goi\u00e1s). Fu nominato vescovo ausiliare di San Paolo nel 1892 e nel 1894 divenne l\u2019ordinario della stessa diocesi. Nel 1897 fu promosso ad arcivescovo di Rio de Janeiro e nel 1905 fu elevato da Pio X al rango cardinalizio. Mor\u00ec a Rio de Janeiro nel 1930. Cfr. Marjone Socorro Farias de Vasconcelos Leite,<em> Dom Arcoverde: o Cardeal dos sert\u00f5es<\/em>, Tesi di laurea, Recife, Universidade Federal de Pernambuco, 2004; Alceste Pinheiro de Almeida, <em>O <\/em><em>Cardeal Arcoverde e a reorganiza<\/em><em>\u00e7\u00e3<\/em><em>o eclesi\u00e1stica<\/em>, Tesi di dottorato, San Paolo, Universidade de S\u00e3o Paulo, 2004. Sulla mobilitazione diplomatica del Brasile per l\u2019ottenimento del cardinalato a monsignor Arcoverde si veda Adelar Heinsfeld, <em>O Bar\u00e3o e o Cardeal: Rio Branco e a conquista do cardinalato para o Brasil<\/em>, Passo Fundo, UPF, 2012.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Luis Medina Ascencio,<em> Historia del Colegio P\u00edo Latino Americano. Roma: 1858-1978<\/em>, Mexico, Editorial Jus, 1979.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cIl y a dans l\u2019archidioc\u00e8se un certain nombre de pr\u00eatres apostats et m\u00eame mari\u00e9s civilement. Mais dans ces derni\u00e8res ann\u00e9es il n\u2019y a pas eu de scandale public. Au jugement de l\u2019archev\u00eaque coadjuteur, la conduite des pr\u00eatres est r\u00e9guli\u00e8re; il faut cependant remarquer que dans une ville comme Rio, il est difficile \u00e0 l\u2019autorit\u00e9 eccl\u00e9siastique de suivre de pr\u00e8s chacun des pr\u00eatres. De fait, des doutes circulent sur la bonne renomm\u00e9e de quelques pr\u00eatres, m\u00eame assez distingu\u00e9s, de la capitale et m\u2019ont \u00e9t\u00e9 communiqu\u00e9s. Presque la moiti\u00e9 du clerg\u00e9 est form\u00e9e d\u2019\u00e9trangers et les sept huiti\u00e8me de pr\u00eatres d\u2019autres dioc\u00e8ses. Ils sont presque tous venus \u00e0 Rio, sans y \u00eatre appel\u00e9s et en g\u00e9n\u00e9ral pour des int\u00e9r\u00eats temporels. Autrefois surtout, la plupart des pr\u00eatres \u00e9trangers venus au Br\u00e9sil \u00e9taient peu scrupuleux <em>in re morali et in re economica<\/em> et ils ont form\u00e9 une atmosph\u00e8re de d\u00e9fiance envers les pr\u00eatres s\u00e9culiers, non envers les religieux\u201d (AAV, Nunziatura in Brasile, busta 188, fasc. 1065, ff. 21-22).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sulla mobilitazione della Santa Sede riguardo alla questione migratoria si vedano Matteo Sanfilippo, <em>L\u2019emigrazione nei documenti pontifici<\/em>, Todi, Tau Editrice, 2018, e Alejandro Mario Dieguez e Matteo Sanfilippo, <em>Gli organismi della Santa Sede per l\u2019emigrazione<\/em>, \u201cArchivio storico dell\u2019emigrazione italiana\u201d, 18 (2022), pp. 55-65.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 188, fasc. 1065, ff. 8, 21, 74, 83, 95, 102, 110, 118, 131 e 161.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLe clerg\u00e9 se recrute en grande partie au pays m\u00eame, dans la plupart des dioc\u00e8ses du Nord, dans l\u2019\u00c9tat de Minas Gerais (12 dioc\u00e8ses) et dans celui de Porto Alegre. Pour le reste, le clerg\u00e9 est form\u00e9 <em>ex omni tribu et lingua et natione<\/em>. Parmi ces pr\u00eatres \u00e9trangers, il y en a certainement un bon nombre qui sont excellents, mais la plainte ordinaire est que la plupart vienne au Br\u00e9sil pour faire de l\u2019argent. Et cependant, \u00e0 cause de la p\u00e9nurie du clerg\u00e9 national, on doit d\u00e9sirer que beaucoup de pr\u00eatres s\u00e9culiers viennent au Br\u00e9sil. Ce qu\u2019il faudrait changer, c\u2019est la mani\u00e8re dont les \u00e9v\u00eaques les recrutent. Quant au clerg\u00e9 br\u00e9silien, en tr\u00e8s grande partie, il se recrute parmi le peuple et les familles pauvres. La formation re\u00e7ue au Br\u00e9sil par le clerg\u00e9 est en g\u00e9n\u00e9ral tr\u00e8s m\u00e9diocre\u201d (AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, f. 43).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLe peuple br\u00e9silien a le sentiment religieux, catholique, profond\u00e9ment enracin\u00e9 dans l\u2019\u00e2me. Ce sentiment catholique se manifeste par des actes qui sont devenus, au cours des si\u00e8cles, des traditions ineffa\u00e7ables. Mais, dira-t-on, ces manifestations sont tout ext\u00e9rieures, elles sont m\u00eal\u00e9es de superstitions et ne font pas que le peuple soit vraiment catholique. Soit, je suis le premier \u00e0 le reconna\u00eetre: la pratique ne r\u00e9pond pas assez aux sentiments, et l\u2019int\u00e9gralit\u00e9 de la vie catholique r\u00e9clame beaucoup plus. Mais telles qu\u2019elles sont aujourd\u2019hui m\u00eame, avec toutes leurs imperfections, ces \u00abext\u00e9riorit\u00e9s\u00bb, comme on les appelle, ont \u00e9t\u00e9 un moyen providentiel pour d\u00e9fendre le peuple contre l\u2019invasion protestante. Dans bien des cas, elles ont \u00e9t\u00e9 l\u2019unique barri\u00e8re qui se soit oppos\u00e9e \u00e0 leur envahissement. La mentalit\u00e9 des fid\u00e8les est loin de correspondre au sentiment religieux dont je viens d\u2019indiquer la vigueur. On remarque souvent dans toutes les classes de la soci\u00e9t\u00e9 une connaissance \u00e0 peine rudimentaire des dogmes, de la doctrine et de la morale catholique \u2014 un m\u00e9lange notable d\u2019id\u00e9es fausses, mondaines et de superstitions, incompatible avec la puret\u00e9 du dogme et de la vie chr\u00e9tienne\u201d (AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, ff. 53v-54).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, ff. 73-156.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibid.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Laura de Mello e Souza, <em>O Diabo e a Terra de Santa Cruz. Feiti\u00e7aria e religiosidade popular no Brasil colonial<\/em>, San Paolo, Companhia das Letras, 1986.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Renan Gomes de Oliveira e Jo\u00e3o Miguel Teixeira de Godoy, <em>A <\/em><em>religi<\/em><em>\u00e3o<\/em> <em>e a<\/em> <em>r<\/em><em>eligiosidade brasileira oitocentista: <\/em><em>o<\/em><em>s relatos de viagem de John Mawe, Alcide D<\/em><em>\u2019<\/em><em>Orbigny, Louis e Elizabeth Agassiz<\/em>,\u00a0 \u201cREVER: Revista de Estudos da Religi\u00e3o\u201d, 21, 3 (2021), pp. 67-84.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Sergio Odilon Nadalin e Alain Bideau, <em>Une communaut\u00e9 allemande au Br\u00e9sil. <\/em><em>De l<\/em><em>\u2019<\/em><em>immigration aux contacts culturels, XIXe-XXe si\u00e8cle<\/em>, Paris, Ined, 2011.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Erika Helgen, <em>Religious Conflict in Brazil: Protestants, Catholics, and the Rise of Religious Pluralism in the Early Twentieth Century<\/em>, New Haven, Yale University Press, 2020.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Limitiamoci a segnalare i contributi che hanno fondato questo vasto filone storiografico: Gilberto Freyre, <em>Casa-Grande e Senzala. Forma\u00e7\u00e3o da fam\u00edlia brasileira sob o regime de economia patriarcal<\/em>, San Paolo, Editora Global, 2012 (prima edizione: 1933); S\u00e9rgio Buarque de Hollanda, <em>Ra\u00edzes do Brasil<\/em>, San Paolo, Companhia das Letras, 2015 (prima edizione: 1936); Caio Prado Junior, <em>Forma\u00e7\u00e3o do Brasil Contempor\u00e2neo<\/em>, San Paolo, Companhia das Letras, 2011 (prima edizione: 1942).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Thales de Azevedo, <em>O catolicismo no Brasil. Um campo para a pesquisa social<\/em>, Rio de Janeiro, Imprensa Nacional, 1955, pp. 3-6; G. Freyre, <em>Casa-Grande e Senzala, <\/em>cit., p. 169; Eduardo Hoornaert, <em>O cristianismo moreno do Brasil<\/em>, Petr\u00f3polis, Vozes, 1991.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, f. 74v.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibid<em>.<\/em>, f. 75.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Thales de Azevedo, <em>Democracia racial: ideologia e realidade<\/em>, Petr\u00f3polis, Vozes, 1975; Florestan Fernandes, <em>O negro no mundo dos brancos<\/em>, San Paolo, Difus\u00e3o Europeia do Livro, 1972; Em\u00edlia Viotti da Costa, <em>Da monarquia \u00e0 rep\u00fablica: momentos decisivos<\/em>, San Paolo, Editora Unesp, 1999, pp. 365-384; Gilberto Freyre, <em>Interpreta\u00e7\u00e3o do Brasil: aspectos da forma\u00e7\u00e3o social brasileira como processo de amalgamento de ra\u00e7as e culturas<\/em>, San Paolo, Companhia das Letras, 2001.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, f. 75.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per un contributo recente sul tema della schiavit\u00f9 in Brasile si veda: Jeffrey Needell, <em>The Sacred Cause: The Abolitionist Movement, Afro-Brazilian Mobilization, and Imperial Politics in Rio d<\/em><em>e Janeiro<\/em>, Stanford, Stanford University Press, 2020. Sul rapporto, in generale, tra la Chiesa e la schiavit\u00f9: John Francis Maxwell, <em>Slavery and the Catholic Church. The History of the Catholic Teaching Concerning the Moral Legitimacy of the Institution of Slavery<\/em>, Londra, Barry Rose, 1975; Pius Onyemechi Adiele, <em>The Popes, the Catholic Church and the Transatlantic Enslavement of Black Africans 1418-1839<\/em>, Hildesheim, Georg Olms Verlag, 2017.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AAV, Nunziatura in Brasile, busta 173 (bis), fasc. 952, ff. 75v-76.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibid., f. 83v.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. <em>Acta Apostolicae Sedis<\/em>, 19 (1927), pp. 91-93.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Oltre a promuovere un profondo cambiamento dell\u2019assetto politico del Brasile, la proclamazione della Repubblica nel 1889 rappresent\u00f2 uno spartiacque nella vita della Chiesa locale. 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