{"id":6199,"date":"2024-11-15T11:49:23","date_gmt":"2024-11-15T10:49:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=6199"},"modified":"2024-06-28T11:55:16","modified_gmt":"2024-06-28T09:55:16","slug":"intervista-a-olga-sparschuh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2024\/11\/intervista-a-olga-sparschuh\/","title":{"rendered":"Intervista a Olga Sparschuh"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come le \u00e8 venuta l\u2019idea del libro?<\/strong><\/p>\n<p>La prima idea per il libro mi \u00e8 venuta qualche tempo fa, quando ho vissuto prima a Monaco e poi a Torino.<\/p>\n<p>Tutti e due queste citt\u00e0 sono centri europei importanti che diventano citt\u00e0 del boom industriale nel secondo dopoguerra. E la cosa che mi interessava era che le due citt\u00e0 sono \u201citaliane\u201d (tra virgolette) in modo molto diverso.<\/p>\n<p>Torino si \u00e8 sempre orientata verso l\u2019Europa e ha voltato le spalle all\u2019Italia \u2013 e soprattutto al Sud. Per questo, l\u2019arrivo dei migranti a partire dagli anni cinquanta \u00e8 stato vissuto come traumatico. Certo ha contribuito anche che la migrazione interna non fosse regolamentata e, all\u2019inizio, quasi illegale fino all\u2019abolizione della legge contro l\u2019urbanesimo nel 1961. Ci sono stati dibattiti pubblici e conflitti tra locali e nuovi arrivati hanno caratterizzato la vita in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Monaco, invece, nell\u2019immaginario tedesco \u00e8 sempre considerata come la \u201ccitt\u00e0 pi\u00f9 settentrionale d\u2019Italia\u201d, con la sua architettura quasi fiorentina, i caff\u00e8 di strada, la \u201cdolce vita\u201d che si vive qui \u2013 e pare che l\u2019arrivo di immigrati italiani a partire dagli anni cinquanta abbia contribuito a questo. E devi dire davvero che l\u2019incontro tra la citt\u00e0 e i migranti \u00e8 stato meno problematico. Prima perch\u00e9 la migrazione era stata introdotta dall\u2019accordo di assunzione, e poi perch\u00e9 c\u2019era un\u2019idea dell\u2019Italia, anche del Sud Italia, pi\u00f9 romantica, pi\u00f9 indulgente.<\/p>\n<p>Certo poi non era cos\u00ec semplice, per\u00f2 il fatto che le percezioni degli migranti erano pi\u00f9 positive all\u2019estero che in patria mi ha spinto a chiedere cosa c\u2019era davvero la differenza tra una migrazione interna ed una all\u2019estero. Anche perch\u00e9 nella ricerca storica sulle migrazioni si d\u00e0 sempre per scontato che si tratti di cose completamente diverse.<\/p>\n<p><strong>Che differenza vi \u00e8 stata tra l\u2019inserimento a Torino e a Monaco dei migranti dall\u2019Italia meridionale?<\/strong><\/p>\n<p>Per capire quale era la differenza, ho deciso di scrivere una storia della vita quotidiana dei migranti. Cos\u00ec che se il giorno ha 24 ore, l\u2019ho diviso nelle sfere del lavoro, del tempo libero e del dormire o meglio dell\u2019alloggio. Proprio questi erano i tre temi pi\u00f9 importanti per i migranti \u2013 e mi hanno aiutato a creare un panorama della situazione migratoria in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre ho visto che problemi analoghi portavano a discussioni simili ed a provvedimenti spesso uguali da parte degli attori centrali: le citt\u00e0, le aziende e la chiesa. Anche le azioni dei migranti non differivano tanto nella migrazione in patria o all\u2019estero.<\/p>\n<p>Per esempio, gli immigrati sono entrati nei livelli pi\u00f9 bassi dei mercati del lavoro e, in quanto \u201cnuovi arrivati\u201d, hanno avuto meno possibilit\u00e0 di far valere i propri interessi. A lungo termine solo pochi sono avanzati socialmente.<\/p>\n<p>Se guardiamo il tempo libero: Le iniziative delle citt\u00e0 e degli immigrati hanno creato i loro mondi, non c\u2019\u00e8 stata un\u2019integrazione fluida nella societ\u00e0 urbana.<\/p>\n<p>Infine l\u2019indagine sull\u2019accoglienza mostra che n\u00e9 a Torino n\u00e9 a Monaco era chiaro se i migranti si sarebbero insediati a lungo termine. In entrambi i casi, sono stati allestiti soluzioni temporanee, tipo alberghi.<\/p>\n<p>Tutto sommato, ho trovato soprattutto similarit\u00e0 tra le due citt\u00e0: i migranti erano stranieri in entrambe le citt\u00e0, che \u00e8 anche a ci\u00f2 si riferisce il titolo del mio lavoro. Per\u00f2, c\u2019era una differenza importante: Mentre la maggior parte degli immigrati si \u00e8 stabilita a Torino, quelli andati a Monaco poi tornavano. E questo era difficile a spiegare. Io ho cercato di farlo non tanto in base alle differenze nazionali, ma al sistema di reclutamento. Da un lato, la migrazione interna non regolamentata a Torino portava alla creazione di colonie di migranti attraverso catene migratorie, che alla fine portavano a stabilirsi in citt\u00e0. Gli immigrati italiani a Monaco, chiamati a contratto, erano una diaspora in una citt\u00e0 straniera e pochi sono poi rimasti in modo permanente. D\u2019altra parte, il reclutamento parallelo da paesi terzi \u2013 tipo Turchia e Jugoslavia \u2013 ha ridotto la percentuale di italiani tra i \u201clavoratori ospiti\u201d. E questo alla fine ha impedito lo sviluppo di un mercato del lavoro veramente europeo.<\/p>\n<p><strong>Come le \u00e8 venuta l\u2019idea del libro?<\/strong><\/p>\n<p>La prima idea per il libro mi \u00e8 venuta qualche tempo fa, quando ho vissuto prima a Monaco e poi a Torino.<\/p>\n<p>Tutti e due queste citt\u00e0 sono centri europei importanti che diventano citt\u00e0 del boom industriale nel secondo dopoguerra. E la cosa che mi interessava era che le due citt\u00e0 sono \u201citaliane\u201d (tra virgolette) in modo molto diverso.<\/p>\n<p>Torino si \u00e8 sempre orientata verso l\u2019Europa e ha voltato le spalle all\u2019Italia \u2013 e soprattutto al Sud. Per questo, l\u2019arrivo dei migranti a partire dagli anni cinquanta \u00e8 stato vissuto come traumatico. Certo ha contribuito anche che la migrazione interna non fosse regolamentata e, all\u2019inizio, quasi illegale fino all\u2019abolizione della legge contro l\u2019urbanesimo nel 1961. Ci sono stati dibattiti pubblici e conflitti tra locali e nuovi arrivati hanno caratterizzato la vita in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Monaco, invece, nell\u2019immaginario tedesco \u00e8 sempre considerata come la \u201ccitt\u00e0 pi\u00f9 settentrionale d\u2019Italia\u201d, con la sua architettura quasi fiorentina, i caff\u00e8 di strada, la \u201cdolce vita\u201d che si vive qui \u2013 e pare che l\u2019arrivo di immigrati italiani a partire dagli anni cinquanta abbia contribuito a questo. E devi dire davvero che l\u2019incontro tra la citt\u00e0 e i migranti \u00e8 stato meno problematico. Prima perch\u00e9 la migrazione era stata introdotta dall\u2019accordo di assunzione, e poi perch\u00e9 c\u2019era un\u2019idea dell\u2019Italia, anche del Sud Italia, pi\u00f9 romantica, pi\u00f9 indulgente.<\/p>\n<p>Certo poi non era cos\u00ec semplice, per\u00f2 il fatto che le percezioni degli migranti erano pi\u00f9 positive all\u2019estero che in patria mi ha spinto a chiedere cosa c\u2019era davvero la differenza tra una migrazione interna ed una all\u2019estero. Anche perch\u00e9 nella ricerca storica sulle migrazioni si d\u00e0 sempre per scontato che si tratti di cose completamente diverse.<\/p>\n<p><strong>Che differenza vi \u00e8 stata tra l\u2019inserimento a Torino e a Monaco dei migranti dall\u2019Italia meridionale?<\/strong><\/p>\n<p>Per capire quale era la differenza, ho deciso di scrivere una storia della vita quotidiana dei migranti. Cos\u00ec che se il giorno ha 24 ore, l\u2019ho diviso nelle sfere del lavoro, del tempo libero e del dormire o meglio dell\u2019alloggio. Proprio questi erano i tre temi pi\u00f9 importanti per i migranti \u2013 e mi hanno aiutato a creare un panorama della situazione migratoria in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre ho visto che problemi analoghi portavano a discussioni simili ed a provvedimenti spesso uguali da parte degli attori centrali: le citt\u00e0, le aziende e la chiesa. Anche le azioni dei migranti non differivano tanto nella migrazione in patria o all\u2019estero.<\/p>\n<p>Per esempio, gli immigrati sono entrati nei livelli pi\u00f9 bassi dei mercati del lavoro e, in quanto \u201cnuovi arrivati\u201d, hanno avuto meno possibilit\u00e0 di far valere i propri interessi. A lungo termine solo pochi sono avanzati socialmente.<\/p>\n<p>Se guardiamo il tempo libero: Le iniziative delle citt\u00e0 e degli immigrati hanno creato i loro mondi, non c\u2019\u00e8 stata un\u2019integrazione fluida nella societ\u00e0 urbana.<\/p>\n<p>Infine l\u2019indagine sull\u2019accoglienza mostra che n\u00e9 a Torino n\u00e9 a Monaco era chiaro se i migranti si sarebbero insediati a lungo termine. In entrambi i casi, sono stati allestiti soluzioni temporanee, tipo alberghi.<\/p>\n<p>Tutto sommato, ho trovato soprattutto similarit\u00e0 tra le due citt\u00e0: i migranti erano stranieri in entrambe le citt\u00e0, che \u00e8 anche a ci\u00f2 si riferisce il titolo del mio lavoro. Per\u00f2, c\u2019era una differenza importante: Mentre la maggior parte degli immigrati si \u00e8 stabilita a Torino, quelli andati a Monaco poi tornavano. E questo era difficile a spiegare. Io ho cercato di farlo non tanto in base alle differenze nazionali, ma al sistema di reclutamento. Da un lato, la migrazione interna non regolamentata a Torino portava alla creazione di colonie di migranti attraverso catene migratorie, che alla fine portavano a stabilirsi in citt\u00e0. Gli immigrati italiani a Monaco, chiamati a contratto, erano una diaspora in una citt\u00e0 straniera e pochi sono poi rimasti in modo permanente. D\u2019altra parte, il reclutamento parallelo da paesi terzi \u2013 tipo Turchia e Jugoslavia \u2013 ha ridotto la percentuale di italiani tra i \u201clavoratori ospiti\u201d. E questo alla fine ha impedito lo sviluppo di un mercato del lavoro veramente europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come le \u00e8 venuta l\u2019idea del libro? La prima idea per il libro mi \u00e8 venuta qualche tempo fa, quando ho vissuto prima a Monaco e poi a Torino. 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