{"id":6406,"date":"2025-07-15T19:55:00","date_gmt":"2025-07-15T17:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/?p=6406"},"modified":"2025-05-22T16:31:13","modified_gmt":"2025-05-22T14:31:13","slug":"le-riviste-asiatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asei.eu\/it\/2025\/07\/le-riviste-asiatiche\/","title":{"rendered":"Le riviste asiatiche"},"content":{"rendered":"<p>Le riviste dedicate specificamente allo studio delle migrazioni in Asia sono soltanto due: \u201cAsian and Pacific Migration Journal\u201d (APMJ) e \u201cMigration and Development\u201d. La prima \u00e8 stata fondata nel 1992 ed \u00e8 stata prodotta fino al 2014 direttamente dallo Scalabrini Migration Center, collocato nell\u2019area metropolitana di Manila. La rivista \u00e8 \u201cpeer reviewed\u201d ed \u00e8 stata iniziata proprio per dare la possibilit\u00e0 a studiosi dell\u2019Asia di interloquire sulla realt\u00e0 delle migrazioni, cos\u00ec rilevante in quel continente. L\u2019Asia, infatti, non \u00e8 soltanto l\u2019origine primaria delle migrazioni verso i paesi tradizionali di immigrazione (Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda). \u00c8 anche un continente con vari sottosistemi migratori, in particolare quello orientato verso il nordest asiatico, quello formato dai flussi da e verso il sudest asiatico, la migrazione nei paesi dell\u2019Asia centrale, i flussi da e verso il subcontinente indiano e il grando polo del Medio Oriente, in particolare i paesi del Golfo. Molta analisi della migrazione in Asia era condotta da studiosi del mondo occidentale. Era ora di dare voce anche agli studiosi autoctoni.<br \/>\nLa rivista, con frequenza trimestrale, ha osservato lo sviluppo migratorio nella regione, con particolare attenzione ai lavoratori migranti. Nella valutazione fatta nel 2016, a 25 anni dall\u2019inizio delle pubblicazioni, emergeva che la copertura regionale era disomogenea: la maggioranza degli articoli riguardavano la migrazione verso il nordest e sudest asiatico, meno verso il sud e il Medio Oriente, mentre la migrazione nell\u2019Asia centrale era ignorata. Per quanto riguarda le discipline, c\u2019\u00e8 stato un aumento della interdisciplinarit\u00e0, dal momento che agli economisti, ai demografi e ai sociologi si sono aggiunti collaboratori provenienti dall\u2019antropologia, dalla psicologia, dalle scienze politiche e alcuni dal lavoro sociale. Sono anche aumentati i contributi di natura qualitativa, rispetto alle analisi quantitative.<br \/>\nOltre alla pubblicazione di articoli singoli, sono stati offerti spesso numeri tematici, spesso il risultato di conferenze su argomenti di particolare interesse. La tendenza da qualche anno \u00e8 di ricevere molti contributi dalla Cina e dalla Corea del Sud. Gli studiosi dalla Cina tendono a proporre articoli soprattutto sulla migrazione interna in quel paese. La Corea del Sud \u00e8 diventata un importante sbocco migratorio, dove il governo ha adottato una politica cosiddetta multiculturale per facilitare l\u2019inserimento dei migranti, in particolare delle spose di provenienza soprattutto dal Vietnam, dalla Tailandia e dalle Filippine.<br \/>\nParticolare attenzione \u00e8 stata data alle conseguenze della migrazione sulle famiglie rimaste in patria, in particolare i bambini. In genere gli articoli coprono le varie tematiche legate alle migrazioni, con particolare attenzione alle politiche migratorie che vengono adottate. La migrazione irregolare \u00e8 molto rilevante nella regione e non ha ricevuto tutta l\u2019attenzione che meriterebbe anche perch\u00e9 confusa spesso con la tratta di migranti, che invece ha ricevuto molta attenzione dato l\u2019interesse politico, e quindi i finanziamenti per la ricerca, da parte dei paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti.<br \/>\nCome altre riviste basate sul sistema del \u201cpeer review\u201d, APMJ soffre la difficolt\u00e0 di trovare revisori disposti a leggere e commentare gli articoli. Sono in considerevole aumento gli articoli che vengono inviati ad APMJ e un primo stadio di revisione viene fatto all\u2019interno, per non appesantire il sistema di revisione con articoli che mancano dei requisiti fondamentali per essere pubblicati. Essendo la rivista pubblicata in inglese, considerevole lavoro deve essere dato anche al perfezionamento linguistico degli articoli, dal momento che spesso vengono scritti da studiosi che non sono di madrelingua inglese.<br \/>\nNon \u00e8 facile valutare l\u2019impatto della rivista sulla societ\u00e0 e la politica di emigrazione. Da un lato, APMJ \u00e8 una rivista di natura accademica, letta e apprezzata soprattutto nell\u2019ambiente accademico. Dall\u2019altro lato, il mondo politico, pure interessato a produrre politiche che siano basate sull\u2019evidenza, non fa molto uso di riviste scientifiche. La traduzione di quanto prodotto dagli studiosi in materiale fruibile per la trasformazione della societ\u00e0 rimane un tema di complicata gestione.<br \/>\nDal 2014 la rivista \u00e8 pubblicata da SAGE (sul cui sito \u00e8 ora disponibile: https:\/\/journals.sagepub.com\/loi\/AMJ), un passaggio ritenuto essenziale per assicurare il marketing e la distribuzione in un contesto sempre pi\u00f9 competitivo e per trarre vantaggio degli sviluppi della tecnologia. Gli studenti domandano sempre di pi\u00f9 l\u2019accesso alle riviste scientifiche direttamente sul loro computer e soltanto le grandi case editrici possono assicurare questo servizio in modo conveniente. Se SAGE assicura distribuzione e marketing, lo Scalabrini Migration Center continua per\u00f2 ad essere totalmente responsabile dei contenuti.<br \/>\n\u201cMigration and Development\u201d \u00e8 una rivista che ha iniziato la sua produzione nel 2012 nel Center for Development Studies del Kerala, India, una regione fortemente caratterizzata dalle migrazioni. Dal Kerala infatti molti migranti indiani si recano a lavorare nei paesi del Golfo. La rivista \u00e8 pubblicata da Taylor and Francis. Unendo il binomio di migrazione e sviluppo, la rivista si \u00e8 data ampiezza e libert\u00e0 nella trattazione degli argomenti. Pur essendo collocata in Asia, ospita contributi anche di altre regioni e soprattutto pubblica saggi anche sugli altri continenti: ad esempio l\u2019ultimo contributo del 2022 contiene articoli sui flussi dal Bangladesh alla Malaysia e sui movimenti interni all\u2019India, ma anche sul Messico, l\u2019arrivo di gambiani e i problemi interculturali in Germania, gli studenti palestinesi in Russia. Vengono prodotti tre numeri all\u2019anno, ma attualmente la rivista sembra in ritardo con le pubblicazioni, a causa del recente passaggio dalla distribuzione tramite Taylor &amp; Francis (i numeri dal primo del 2012 all\u2019ultimo del 2022, sono parzialmente disponibili a https:\/\/www.tandfonline.com\/loi\/rmad20) a quella dell\u2019International Institute of Migration and Development, erede del succitato Center indiano. Alcuni nuovi articoli sono, per\u00f2, gi\u00e0 online sul sito dell\u2019Istituto (https:\/\/iimad.org\/publications\/).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le riviste dedicate specificamente allo studio delle migrazioni in Asia sono soltanto due: \u201cAsian and Pacific Migration Journal\u201d (APMJ) e \u201cMigration and Development\u201d. 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