L’emigrazione subìta: storia di una comunità arbëreshe

La partenza degli uomini, infatti, ha rappresentato spesso una fonte non trascurabile del bilancio familiare. Famiglie intere grazie alle rimesse hanno potuto far studiare i figli e, in qualche caso, mettere da parte i soldi con cui, al ritorno, ristrutturare la casa. Questa è, ad esempio, la storia di Maria, una donna che grazie all’emigrazione del marito e alla solitudine patita per molti anni, ha potuto ristrutturare la sua caliva, facendone una casa a due piani. L’ampio brano racconta, attraverso lo sguardo della protagonista, i cambiamenti nel modo di abitare e di vivere il paese causati proprio dall’emigrazione:

R: mi stavate dicendo che prima qua le case non c’erano

M: no / c’erano ma erano tutte catapecchie

R: calive significa?

M: pagliera … si mettevano tutte la paglia / la legna / il maiale // chi teneva la capra / chi teneva le mucche / chi teneva l’asino / chi teneva la cavalla / chi teneva il mulo

R: e voi qua che tenevate?

M: noi qua mettevamo le cacche di là

R: ma quante vacche?

M: quattro / cinque … il maiale // e qua si metteva la paglia // qua / tutta paglia // ma era come questa /// non era più … più alta di questa // quieta // questa

R: era un piano solo era?

M: sì / era un piano solo fatto così // così

R: un po’ pendente

M. si // e noi adesso l’abbiamo fatta casa così

R: adesso// no?

M: sono trent’anni che abitiamo qua

R: quindi dal millenovecento … settantotto / anni Settanta … fine anni settanta

M: sì …

R: prima o dopo il terremoto?

M: quando è stato il terremoto?

R: ottanta / a novembre ottanta

M: no // ma noi prima l’abbiamo tenuta un bel poco così / che … mettevamo la paglia il # l’asino / che mio marito andasse in Germania io avevo l’asino poi / ero sola // e e mettevo la legna qua / pagliera via / era come questa // come questa

R: qua la paglia e là le mucche // gli animali / separate?

M: sì // si e adesso poi non avevamo più l’asinello e l’abbiamo fatta così / con i nostri soldi / non col terremoto

R: e c’avete qua la camera da pranzo con la cucina là pure il salotto / ho visto

M: e vedi!

R: e sopra c’avete le camere da letto

M: sono due camere da letto e un soggiorno

R: pure sopra un altro soggiorno!

M: vai / sali!

R: ma si entra pure dall’altra parte sono come le case …?

M: c’è questo terrazzino / e poi c’è la porta

R: ma voi tenete tutto qua, che andate a fare sopra?

M: io dormo sopra // quando fa freddo dormo qua ma adesso quando …vai vai vai a vedere un attimo!

R: no… no … dopo vado // ma voglio sapere una cosa // e qua i vicini di casa che avete no che mo ci stanno sono sempre quelli che avevate trent’anni fa o è cambiata anche la gente

M: no: / questa casa qua sopra era del… del padre di mio padre //e questa era pure del padre di mio padre che mettevano gli animali // adesso là sopra … abbiamo diviso e / l’hanno preso le due / due sorelle / uno era Foggia / una era in America e l’hanno vendute e l’ha preso quella e l’ha fatto col terremoto

[…]

M: […] che la casa sopra era così / e adesso questa l’ha preso tutto / quello che ce l’ha adesso // e qua / questa casa e qua dietro che non si vede era uguale a questa / vi /uguale

R: piccolina?

M: era bassa / fatta così a un lato

R: ma dentro mica c’erano i pavimenti?

M: no: no: e:ra una pagli:era: / e… la vi una pietra sopra l’altra non aveva intonaco / non aveva niente

R:invece ora è proprio una casa / una signora casa!

M: e noi invece adesso l’abbiamo fatta casa / sono andati più di cento milioni per fare sta casa

R: ma l’avete fatta da caso? / da niente proprio?

M: giù / l’abbiamo incominciata giù a andare su // non c’era niente / erano poi un po’ di legna / papà aveva messo la legna / paglia sopra e le tegole / sopra / non c’era proprio niente / vi’ / come questa qui

R: ma l’avete fatta con i soldi di vostro marito della Germania?

M: si // e quella casa là sopra era di mia madre / mamma / mamma doveva … era rimasta vedova per cinquant’anni / si doveva sposare mia sorella che è andata in America e quella casa lì l’ha venduto e io l’ho comprata / l’ho comprata / gli hanno dato / allora / gli ho dato mezzo milione e lei ha dato soldi a mia sorella che è andata in America per comprare quello che le serviva

R: e vostro marito quanti anni è stato in Germania?

M: tre:dici anni

R: e voi non siete mai andata da lui a trovarlo?

M: no / avevo mamma qua sopra / avevo i figli / uno andava … studiava a Foggia / uno studiava qui / faceva le elementari / dopo lui ha finito / ha vinto il concorso e è andato a Milano / l’altro è andato a studiare a Foggia // come andavo? / e i figli?

(Maria, donna anziana)

Maria è oggi molto fiera della sua casa, non solo per il valore economico ma soprattutto perché essa è il simbolo del successo dell’emigrazione del marito, dei risparmi messi da parte insieme e dei “sacrifici” condivisi. Lei ed il marito, infatti, sono riusciti a trasformare una stalla, dove solo pochi anni prima vivevano gli animali, in un’abitazione vera e propria, addirittura a due piani: la fierezza di Maria è profonda e più volte, durante l’intervista, ha invitato il raccoglitore a salire al piano di sopra per avere una visione completa della casa.

Se, però, con il rientro del marito, la famiglia di Maria si è in parte ricongiunta, in molti altri casi il ricongiungimento non c’è mai stato: molti uomini, infatti, non sono mai più rientrati e di loro non si è saputo niente.

La testimonianza di Cristina, che non ha mai conosciuto il padre emigrato in Argentina nell’epoca della grande emigrazione, è indicativa non solo di tali dinamiche familiari ma anche delle conseguenze individuali: la famiglia di Cristina, infatti, è stata mantenuta e tenuta unita grazie all’esclusivo lavoro delle donne18, anche in un momento storico in cui le donne che gestivano un bar non erano ben viste: