Viceversa

“ViceVersa” nasce a Montreal nel 1984, dopo la breve esperienza editoriale con la rivista di intervento comunitario “Quaderni Culturali”. Tra alcuni dei redattori di QC (Lamberto Tassinari e Bruno Ramirez) matura la consapevolezza dell’importanza di andare oltre il mero intervento comunitario e affrontare un terreno culturale più vasto. Ad essi si uniscono Antonio D’Alfonso (poeta, scrittore e editore della Guernica), Gianni Caccia (artista grafico), e Fulvio Caccia (poeta e scrittore) – tutti e tre Italo-quebecchesi di seconda generazione. Il titolo “ViceVersa” – scelto dopo lunghi dibattiti interni–sta a indicare un modo diverso di vedere le cose, di scrivere e di trattare le arti.
Fin dall’inizio, V-V si considera uno spazio di intervento “libero”, non ideologico, ma che punta a rendere conto delle varie correnti di pensiero e artistiche che attraversano soprattutto il Quebec durante quegli anni. E per quanto i suoi fondatori siano tutti di origine italiana, V-V non é concepita come una “rivista italiana” — anche se temi legati all’immigrazione o all’Italia vengono spesso trattati. Fin dall’inizio, inoltre, V-V rigetta il formalismo linguistico tipico in Canada (testi originali o tradotti, ma in una delle due lingue ufficiali) per accogliere contributi fatti nella lingua scelta dall’autore (in maggioranza, francese, inglese e italiano). Inoltre, V-V aspira a offrire una prospettiva originale per rendere conto della crescente diversità linguistico-culturale che caratterizza il Quebec e il Canada di quegli anni – prospettiva che si pone in termini critici nei confronti della politica ufficiale del multiculturalismo. Il concetto di fondo di cui si appropria, “Transculturalismo”, sta a denotare – in termini semplici — l’incrocio, l’attraversamento, l’ibridazione, di culture piuttosto che un catalogo di entità fisse (e concepite in termini essenzialisti) poste dallo stato una a fianco all’altra per comporre il mosaico canadese.
Fin dai primi numeri, “ViceVersa” attira l’interesse di numerosi scrittori e artisti, soprattutto nella regione di Montreal, dai quali emergerà una cerchia di collaboratori più o meno fissi e di provenienze intellettuali e etnoculturali diverse. Malgrado le difficoltà a sopravvivere da numero in numero (frequenza media: 2 a 3 numeri all’anno) dovuta ai costi elevati (in seguito a un grafismo originale che conduce a vari premi) e all’instabilità delle sovvenzioni governative (Arts Council of Canada et Ministère de la culture du Québec), la rivista é distribuita attraverso la rete commerciale, e riesce a sopravvivere fino al 1997 – grazie in parte alla tenacità del suo redattore capo, Lamberto Tassinari.
In occasione del decimo anniversario della chiusura di V-V, ci eravamo proposti – grazie ad una piccola sovvenzione — di fare digitalizzare l’intera serie e renderla disponibile on line. L’annuncio formale del sito, il 28 febbraio 2007), venne fatto in coincidenza con un convegno di due giorni (1-2 marzo) tenutosi all’Università Concordia. Al convegno parteciparono – oltre ai 5 fondatori — vari collaboratori e vennero sollecitate relazioni da parte di 6 intellettuali che in passato avevano seguito e studiato la rivista e il suo impatto sui milieux intellettuali e artistici del Quebec (la pubblicazione su carta degli atti é prevista per la primavera 2008). Il convegno, tra l’altro, produsse un sentimento quasi unanime tra i partecipanti di rilanciare il progetto V-V servendosi delle opportunità che il web offre e della disponibilità di molti tra vecchi e nuovi collaboratori.
Per quanto riguarda il suo funzionamento, V-V on line ha ricostituito un comitato editoriale che include tre dei fondatori originali e 2-3 tra i vecchi collaboratori. Il software SPIP 1.9.1 ci permette d’interagire tra di noi in una specie di redazione virtuale e procedere così alla valutazione/correzione/preparazione finale dei testi man mano che ci pervengono, senza alcuna scadenza fissa.
Inoltre, grazie all’impegno dell’Istituto Italiano di Cultura e del suo Direttore attuale, si prevede di pubblicare in media due numeri su carta e tematici per anno (probabilmente adottando la stessa veste grafica della vecchia rivista), che raccoglierebbero selezioni di pezzi già apparsi sull’edizione carta e di nuovi pezzi tratti dall’edizione on line.