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Censire i “nuovi emigrati” attraverso il web

Interviste

 

Anna Caprarelli

 

Censire i “nuovi emigrati” attraverso il web

 

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Sono ormai alcuni mesi che il quotidiano “La Repubblica” ha deciso di lanciare una grande raccolta di dati e di storie personali riguardanti i nuovi, giovani emigrati italiani (http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/). Partendo dal presupposto che sempre meno giovani espatriati s’iscrivono all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) il quotidiano ha voluto di fatto tentare un censimento parallelo, non ufficiale, della presenza dei giovani residenti all’estero, anche da meno di 10 anni. Per questa nuova categoria di emigrati non esistono infatti cifre chiare né stime attendibili. Il fenomeno dei “cervelli in fuga” è pressoché incontrollabile e incontrollato.

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Matteo Sanfilippo intervista Ettore Melani

Interviste

 

Matteo Sanfilippo

 

Matteo Sanfilippo intervista Ettore Melani

 

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Da due anni gira per il web Un giorno in Europa: nuove forme di emigrazione (2008), interessante documentario girato da Ettore Melani e montato da Nadia Baldi. Il filmato di quasi un’ora è dedicato ai vari aspetti e ai vari problemi della nuova emigrazione continentale under 35, seguiti ricostruendo la giornata tipo di qualcuno che si sposta per lavoro in un’altra città, un altro paese. L’autore, sulla scia del dibattito innescato dal manifesto di Claudia Cucchiarato, ci ha proposto di rendere disponibile la sua opera e un trailer (si possono scaricare da http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=13328). Inoltre ci ha concesso questa intervista.

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Stampa migrante. Giornali della diaspora italiana e dell’immigrazione

Interviste

 

Federica Bertagna intervista Pantaleone Sergi

 

Stampa migrante. Giornali della diaspora italiana e dell’immigrazione

 

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Pantaleone Sergi, per più di venti anni inviato speciale del quotidiano “La Repubblica”, fondatore e direttore del “Quotidiano della Calabria” e della rivista trimestrale “Comunicando – Osservatorio sull’Informazione nel Sud”, è Deputato di Storia Patria della Calabria e docente di Storia del giornalismo all’Università della Calabria.

È autore di numerose monografie, tra cui La “Santa” violenta (Premio Sila 1991); Le mie Calabrie (1993); Quotidiani desiderati. Giornalismo, editoria e stampa in Calabria (2000); Il quotidiano dei 57 giorni (2001); Gli anni dei Basilischi. Mafia stato e società in Basilicata (2003); L’informazione in Basilicata (2003, con Concetta Guido); Pane, Pace e Costituente. Una “Voce” socialcomunista in Puglia 1945-1947 (2004); Stampa e società in Calabria (2008); Storia del Giornalismo in Basilicata (2009). Con Ferdinando Cordova ha curato il volume Regione di confino. Calabria 1927-1943 (2005).

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Matteo Sanfilippo intervista Claudia Cucchiarato

Interviste

 

Matteo Sanfilippo

 

Matteo Sanfilippo intervista Claudia Cucchiarato

 

Nel nostro decennio la bibliografia sulla fuga dei cervelli italiani si è incrociata con quella sull’emigrazione dei giovani. Non abbiamo più quindi solitarie geremiadi, come ai tempi di Cervelli in fuga. Storie di menti italiane fuggite all’estero, a cura dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, Roma, Avverbi, 2001, e Claudia Di Giorgio, Cervelli export. Perché l’Italia regala al mondo i suoi talenti scientifici, Roma, Nuova Iniziativa Editoriale, 2003. Invece troviamo, da un lato, un forte interesse per le cosiddette skilled migrations, secondo la formula proposta da M. Carolina Brandi dell’Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali: vedi il suo Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?, Roma, Odradek, 2006, e il numero monografico curato assieme a Sveva Avveduto ed Enrico Todisco, Le migrazioni qualificate tra mobilità e brain drain, “Studi Emigrazione”, 156 (2004). Dall’altro, un discorso che non mira tanto a deprecare il fenomeno, quanto a comprenderlo storicamente: si confrontino Alvise Del Prà, Giovani italiani a Berlino: nuove forme di mobilità europea, “Altreitalie”, 33 (2006), pp. 103-125, e Nuove mobilità europee e partecipazione politica. Il caso degli italiani a Berlino, “Altreitalie”, 36-37 (2008), pp. 130-143, e Giovani oltre confine. I discendenti e gli epigoni dell’emigrazione italiana nel mondo, a cura di Cristiano Caltabiano e Giovanna Gianturco, Roma, Carocci, 2005. Certo molto spesso si finisce per ritornare alla lamentatio della perdita secca di intelligenza: Sergio Nava, La fuga dei talenti. Storie dei professionisti che l’Italia si è lasciata sfuggire, Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2009. Tuttavia la curiosità dei singoli autori ha portato a fare molto di più. A interrogarsi per esempio sui fenomeni migratori connessi alla scelta di studiare all’estero: M. Carolina Brandi, L’emigrazione qualificata e la formazione all’estero, in Fondazione Migrantes, Rapporto italiani nel mondo 2006, Roma, IDOS, 2006, pp. 212-225. Inoltre a chiedersi chi siano e perche si muovano i giovani che costituiscono il nerbo di questi nuovi flussi.

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Intervista a Claudia Cucchiarato

Intervista a Claudia Cucchiarato

a cura di Matteo Sanfilippo

 

Nel nostro decennio la bibliografia sulla fuga dei cervelli italiani si è incrociata con quella sull’emigrazione dei giovani. Non abbiamo più quindi solitarie geremiadi, come ai tempi di Cervelli in fuga. Storie di menti italiane fuggite all’estero, a cura dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, Roma, Avverbi, 2001, e Claudia Di Giorgio, Cervelli export. Perché l’Italia regala al mondo i suoi talenti scientifici, Roma, Nuova Iniziativa Editoriale, 2003. Invece troviamo, da un lato, un forte interesse per le cosiddette skilled migrations, secondo la formula proposta da M. Carolina Brandi dell’Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali: vedi il suo Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?, Roma, Odradek, 2006, e il numero monografico curato assieme a Sveva Avveduto ed Enrico Todisco, Le migrazioni qualificate tra mobilità e brain drain, “Studi Emigrazione”, 156 (2004). Dall’altro, un discorso che non mira tanto a deprecare il fenomeno, quanto a comprenderlo storicamente: si confrontino Alvise Del Prà, Giovani italiani a Berlino: nuove forme di mobilità europea, “Altreitalie”, 33 (2006), pp. 103-125, e Nuove mobilità europee e partecipazione politica. Il caso degli italiani a Berlino, “Altreitalie”, 36-37 (2008), pp. 130-143, e Giovani oltre confine. I discendenti e gli epigoni dell’emigrazione italiana nel mondo, a cura di Cristiano Caltabiano e Giovanna Gianturco, Roma, Carocci, 2005. Certo molto spesso si finisce per ritornare alla lamentatio della perdita secca di intelligenza: Sergio Nava, La fuga dei talenti. Storie dei professionisti che l’Italia si è lasciata sfuggire, Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2009. Tuttavia la curiosità dei singoli autori ha portato a fare molto di più. A interrogarsi per esempio sui fenomeni migratori connessi alla scelta di studiare all’estero: M. Carolina Brandi, L’emigrazione qualificata e la formazione all’estero, in Fondazione Migrantes, Rapporto italiani nel mondo 2006, Roma, IDOS, 2006, pp. 212-225. Inoltre a chiedersi chi siano e perche si muovano i giovani che costituiscono il nerbo di questi nuovi flussi.

 

 

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Stampa migrante. Giornali della diaspora italiana e dell’immigrazione. Intervista a Pantaleone Sergi

Stampa migrante. Giornali della diaspora italiana e dell’immigrazione
Intervista a Pantaleone Sergi


 stampamigrantePantaleone Sergi, per più di venti anni inviato speciale del quotidiano “La Repubblica”, fondatore e direttore del “Quotidiano della Calabria” e della rivista trimestrale “Comunicando – Osservatorio sull’Informazione nel Sud”, è Deputato di Storia Patria della Calabria e docente di “Storia del Giornalismo” all’Università della Calabria.

È autore di numerose monografie, tra cui La “Santa” violenta (Premio Sila 1991); Le mie Calabrie (1993); Quotidiani desiderati. Giornalismo, editoria e stampa in Calabria (2000); Il quotidiano dei 57 giorni (2001); Gli anni dei Basilischi. Mafia stato e società in Basilicata (2003); L’informazione in Basilicata (2003, con Concetta Guido); Pane, Pace e Costituente. Una “Voce” socialcomunista in Puglia 1945-1947 (2004); Stampa e società in Calabria (2008); Storia del Giornalismo in Basilicata (2009). Con Ferdinando Cordova ha curato il volume Regione di confino. Calabria 1927-1943 (2005).

Negli ultimi anni le sue ricerche si sono estese anche alla stampa italiana all’estero, su cui, oltre a lavori dedicati in particolare a giornali stampati in Argentina (come i saggi Fascismo e antifascismo nella stampa italiana in Argentina: così fu spenta “La Patria degli Italiani”, “Altreitalie”, 35, 2007, e Tra coscienza etnica e coscienza di classe. Giornali italiani anarco-comunisti in Argentina “Giornale di storia contemporanea”, 1, 2008; e la monografia di prossima pubblicazione La Patria di carta. Un grande quotidiano e il giornalismo etnico in Argentina), nel 2010 ha pubblicato, per i tipi di Rubbettino, Stampa migrante. Giornali della diaspora italiana e dell’immigrazione in Italia. A proposito di quest’ultimo volume abbiamo rivolto allo studioso alcune domande.

 

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Gli immigrati italiani nel cinema canadese. Un’intervista a Bruno Ramirez

Oltre venti anni fa molti studiosi dell’emigrazione italiana in Canada furono folgorati da un’opera a metà strada fra il documentario e la docu-fiction: Caffé Italia, Montréal (Montréal, ACPAV, 1985 ; regia di Paul Tana; scenggiatura di Paul Tana e Bruno Ramirez). In poco meno di un’ora e mezza (ma una delle versioni circolanti raggiungeva appena i 57’) lo spettatore si trovava immerso nella comunità e soprattutto nella quotidianeità “italiana” della metropoli quebecchese.
In particolare spiazzavano i primi minuti. Un cantante atticciato si scatenava sul palco nell’allora tipica atmosfera heavy metal. Alla fine del pezzo rientrava nei camerini, dove chiacchierava in inglese con due bionde groupies, ma veniva interrotto da una televisione locale. E qui scattava la prima sorpresa: l’intervista era in francese, perché aveva luogo a Montréal nel Québec, e il cantante rispondeva con il pesante accento locale.

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