L’emigrazione dal Lazio meridionale nel secondo dopoguerra

L’analisi del quadro socioeconomico e delle vicende storiche che ne hanno caratterizzato la nascita costituiscono punti di riferimento obbligato per l’individuazione dei caratteri dei movimenti migratori che hanno interessato la provincia di Frosinone nel secondo dopoguerra.
Istituita nel 1927, la provincia nasceva dall’unione di due aree storico-geografiche differenti, il circondario di Frosinone e quello di Sora, appartenuti il primo alla provincia di Roma e il secondo a quella storica di Terra di Lavoro, cioè Caserta. Il circondario di Sora era stata una zona di forte emigrazione fin dall’età moderna, mentre quello di Frosinone non aveva una forte tradizione migratoria, soprattutto perché mancava una mentalità propensa alla mobilità. Infatti il governo pontificio non aveva mai giudicato positivamente l’emigrazione e, dunque, non aveva rilasciato con facilità i passaporti, scoraggiando gli abitanti a partire. Per di più agiva un altro aspetto che faceva del frusinate un’area di scarsa emigrazione al di fuori dei confini dello Stato Pontificio dovuto all’attrazione esercitata da alcune sue zone interne, come la Campagna Romana, che aveva generato un sistema migratorio intra-territoriale dove affluivano circa 100.000 lavoratori stagionali ogni anno.

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Gli Italiani in Brasile – V° parte

Il primo quarto del Novecento

La crisi economica non arresta l’immigrazione italiana, che continua durante tutto il primo quarto del Novecento, con una pausa ovviamente durante la prima guerra mondiale. I vecchi flussi dal Veneto, dalla Lombardia e dall’Emilia, cui col tempo si sono aggiunti anche molti emigranti piemontesi, decrescono significativamente negli anni che precedono il conflitto e sono sostituiti da nuove correnti provenienti dal Sud d’Italia. Queste ultime assumono spesso l’aspetto di una diaspora incontrollabile. Lo scopre lo stesso governo italiano italiano, che, allarmatosi per il numero di rimpatri durante la crisi di fine secolo, tenta di regolare le partenze verso il Brasile e nel 1902 proibisce quelle di gruppo e sovvenzionate, che non siano prima approvate dal Commissariato Generale per l’Emigrazione (istituito presso il Ministero degli Affari Esteri).

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Per una storia dell’emigrazione italiana in Africa

Cercherò di esporre i caratteri fondamentali dell’emigrazione italiana in Africa dall’inizio dell’Ottocento fino ai giorni nostri, prendendo in considerazione dapprima l’andamento generale del fenomeno e poi alcuni casi geografici specifici (Tunisia, Egitto e Libia).

Innanzitutto guardiamo alla consistenza del fenomeno e tracciando un primo quadro comparativo con l’emigrazione italiana direttaverso il continente americano e verso il resto d’Europa: nel periodo del «grande esodo», tra il 1876 ed il 1915, quando ad espatriare furono in 14 milioni, il 54,5% si diresse in America, il 44% in Europa, e solo l’1,5%, pari a 210 mila persone, in Africa; tra il 1916 ed il 1942, la percentuale di coloro che emigrano nel continente africano raddoppiò, passando al 3%, corrispondente però solo a 120 mila individui a fronte di un numero di espatri di poco superiore ai 4 milioni, mentre il 51,5% si trasferì nel resto d’Europa ed il 44% nelle Americhe; infine, tra il 1946 ed il 1976, quando dalla penisola se ne andarono quasi 7 milioni e mezzo di italiani, il 68,5% si recò in Europa, il 25% in America, e solo l’1%, pari a 75 mila, in Africa.

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Comunità all’estero

Comunità italiana in Australia. Cura pastorale: note storiche, sviluppo e opzioni future

1. Introduzione

Le ricerche sulla comunità italiana, nei vari stati o nel suo insieme, sono aumentate enormemente negli ultimi tre decenni1. Svariati saggi hanno infatti colto e raccontato l’esperienza dei primi insediamenti, l’emigrazione di massa dopo la seconda guerra mondiale e il lento successivo integrarsi. È interessante notare come diversi scritti portano la firma di autori inglesi. La storia e la cultura italiana hanno fatto da traino, per questi “italiani di adozione”, nell’approfondimento dei vari aspetti della collettività immigrata in Australia arricchendola di contenuti.
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Concorso Video Memorie migranti

V Edizione 2008 / 2009

Il Museo Regionale dell'Emigrazione "Pietro Conti" di Gualdo Tadino (Pg), in collaborazione con l'Istituto per la Storia dell'Umbria Contemporanea, bandisce un Concorso per la migliore testimonianza video sul tema dell'emigrazione italiana all'estero. Lo scopo dell'iniziativa è quello di favorire il recupero e la sensibilizzazione della memoria storica dell'emigrazione italiana nel mondo dalla fine dell'Ottocento ai nostri giorni, nonché favorire un'attività di ricerca e di studio sugli aspetti storici, sociali ed economici legati all'esodo. I video dovranno essere diretti ad illustrare il fenomeno migratorio attraverso storie individuali e/o familiari e/o comunitarie, considerando la possibilità di muoversi all'interno di un tema variegato e ricco di sfaccettature (i motivi della partenza, il viaggio, i lavori, l'emigrazione femminile, le comunità italiane all'estero, l'integrazione, gli scontri e gli incontri culturali, il ritorno, ed altro) e che abbraccia un periodo di circa cento anni.

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