Lavoro in movimento

L’emigrazione italiana in Europa 1945-57

Lavoro in movimento.
L’emigrazione italiana in Europa 1945-57

Giovedì 11 dicembre 2008 alle ore 17.00 presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Palazzo Mattei di Giove (Via Michelangelo Caetani, 32 Roma), verrà presentata l’opera di Michele Colucci, Lavoro in movimento. L’emigrazione italiana in Europa 1945-57, Donzelli, 2008. Intervengono: Andreina De Clementi, Leonardo Rapone, Matteo Sanfilippo.

Lavoro in movimentoNel 1945 riprende in Italia l’emigrazione di massa. I flussi migratori si dirigono principalmente verso i paesi europei, in un continente ancora sconvolto dai danni della guerra ma già proiettato verso la ricostruzione. Il bisogno di manodopera a basso costo in paesi come Francia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna e Germania si sposa con l’esigenza italiana di combattere la disoccupazione. Da questo intreccio nascono una nuova politica migratoria e una nuova stagione di emigrazione. Si tratta di un’emigrazione prevalentemente temporanea, segnata più che in passato da una legislazione rigida e disseminata di vincoli, che rendono la mobilità delle persone sempre più difficile e la loro permanenza all’estero sempre più precaria.
Quali sono le scelte delle classi dirigenti italiane e le posizioni dei partiti politici? Da dove partono e dove si dirigono i nuovi emigranti? Che cosa incontrano quando varcano le frontiere? Che cosa è, in definitiva, una politica migratoria? Perché gli anni del secondo dopoguerra sono così importanti per capire gli sviluppi successivi delle migrazioni internazionali, fino ai nostri giorni? Il libro risponde a queste domande facendo luce sugli accordi bilaterali firmati dall’Italia con i paesi europei e svelando la rete organizzativa della nuova emigra­zione di massa in Europa. Allo stesso tempo, denuncia lo scarto drammatico tra le dichiarazioni di principio dei governi e la realtà dei lavoratori migranti.
Un capitolo finora poco conosciuto della storia dell’Italia contemporanea viene analizzato a partire dalle sue origini politiche ed economiche. Si riescono così a collocare in una prospettiva più ampia episodi – come la vicenda di Marcinelle, in Belgio – entrati di prepotenza nella memoria collettiva.

Michele Colucci è dottore di ricerca in Società, istituzioni e sistemi politici europei presso l’Università degli studi della Tuscia di Viterbo. Alterna l’attività di ricerca all’insegnamento nelle scuole superiori. E’ tra gli autori della Storia dell’emigrazione italiana edita in due volumi da Donzelli (2001-2002).

Per informazioni:
Biblioteca di storia moderna e contemporanea, tel. 066828171, e-mail b-stmo.info@beniculturali.it