Buenos Ayres 13-8-47

23.

 

Alla Signora

Barbieri Maria

Via Saturnia N° 55

Roma

Quartiere S.Giovanni

Italia

 

Spedisce Piacentini Mario

Otel Emigranti

Buenos Ayres

Argentina

 

Buenos Ayres 13-8-47

 

Cara Maria mia.

Ricevo le tue del 4-8 ed 5-8- oggi stesso vengo a risponderti. Ieri ti ho spedito una in data del 12 – avvisandoti che la mia decisione e presa cioè e quella del ritorno. Non muoverti per nessuna ragione, non vorrei che la tua frenesia di venire [?] tu ottenga l’imbarco, cioè tu vieni e io ritorno sarebbe da farsi prendere un colpo.

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A Bordo – S. Fè 20-8-47

VIAAEREA

 

Alla Signora

Barbieri Maria

Via Saturnia N° 55

(Quartiere s. Giovanni) Roma

Italia

 

Spedisce Piacentini Mario

A Bordo della nave S.ta

Porto – Santos –

Brasile

 

A Bordo – S. Fè 20-8-47

 

Cara Maria

Navico da 3 giorni verso l’Italia, approfitto scriverti facendo sosta a Santos – con la speranza che ti possa giungerti questa mia al più presto. Scrissi in data del 12-8- ove ti accennai che la mia decisione era presa con venire via. Voglio augurarmi che ti sia giunta – anche questa – così non starai più a cervellarti e rammaricarti l’animo per venire via, credi

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“ … noi qua stiamo tutti bene”. Lettere di emigranti bergamaschi 1959-1972

“ … noi qua stiamo tutti bene”. Lettere di emigranti bergamaschi 1959-1972
di Ettore Janulardo

 

 

Forma di comunicazione storica, la lettera dell’emigrante si declina in una pluralità di momenti episodici sottesi da una comune logica: avvicinare i lontani, rendere presenti e tangibili gli assenti, o almeno la carta da loro vergata. Struttura mitopoietica del contatto – della negazione-riaffermazione della lontananza – le lettere dall’emigrazione mutano senza trasformarsi, inglobando in un procedere descrittivo immutabile orizzonti invisibili, non descritti né afferrati: viaggi di carta, ove è la carta – forse più ancora delle persone – a viaggiare.

Le lettere che qui si presentano sono scritti di emigranti bergamaschi residenti in diverse aree europee ed extra-europee, negli anni tra il 1959 e il 1972[1]. Di diverso tono e spessore, talvolta lunghe e accorate, a volte brevi e improntate a un forte spirito attivo – disbrigo di pratiche burocratiche, richiesta di favori o di oggetti da ricevere nella nuova terra di soggiorno – costituiscono nel loro insieme una geografia socio-economica, ma anche storica e linguistica, dell’emigrazione italiana recente, spesso proveniente da aree che, in tempi a noi vicini, sono diventate terra d’immigrazione e di difficile convivenza con l’“altro”.

All’interno di questo territorio lombardo, aree di difficile accessibilità – come ad esempio la Valle di Scalve situata all’estremità nord-orientale della provincia di Bergamo, di cui rappresenta oltre il 5% del territorio, racchiusa tra monti che superano i 2.000 metri – si servono per secoli dell’apporto fondamentale di donne e bambini nell’ambito di un precario equilibrio economico tra attività agricola, silvo-pastorale e mineraria, usufruendo, nel corso della loro storia anche recente, della valvola di sfogo costituita dall’emigrazione: si ricordano, per la prima metà del XIX secolo, movimenti migratori di minatori e di operai locali diretti verso il Regno di Sardegna, in una dinamica in cui gli “spostamenti a medio raggio s’innestano su una realtà fatta di migrazioni periodiche a breve raggio”[2], essenzialmente per le attività estive delle aziende agricole della pianura. Nell’ambito internazionale, Svizzera, Francia, Belgio, nonché Africa, America (meridionale e settentrionale) e Australia, rappresentano mete tipiche dell’emigrazione bergamasca.

 

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L’epoca della Grande Emigrazione IV° Parte

Gli italiani in Nord America nell’Archivio della Congregazione “de Propaganda Fide” (1893-1908)

Abbiamo già accennato al fatto che l’Archivio storico della Congregazione “de Propaganda Fide” si è enormemente accresciuto nel corso dell’Ottocento. Ciò ha provocato la modifica della sua organizzazione, rimasta immutata sin dal Seicento. A partire dal 1893, tranne la raccolta delle decisioni più importanti (che costituisce la serie degli Acta), tutto il materiale è accorpato nella cosiddetta Nuova Serie. All’interno di essa i documenti, in arrivo e in partenza, sono classificati in numerose rubriche che si possono ripartire in due gruppi.

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